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Mario Calabresi

giornalista e scrittore italiano
Mario Calabresi nel 2015

Mario Calabresi (1970 – vivente), giornalista e scrittore italiano.

Citazioni di Mario CalabresiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • [A proposito del Movimento 5 Stelle] [...] hanno dimostrato ancora una volta di non essere interessati a fare politica, nel senso nobile del termine: mettersi in gioco, fare la differenza nella vita delle persone, caricarsi scelte complesse e difficili con senso di responsabilità. La cosa che hanno imparato meglio in questi pochi anni di presenza in Parlamento è il vizio di fare giochini tattici, sono diventati professionisti di quei voltafaccia che si pensava appartenessero a stagioni passate.[1]
  • [Dopo la nascita del governo Conte] Molti si sono già adattati, altri si stanno facendo due conti, ci sono poi i curiosi e quelli che sperano. Chi spera in un reddito perché è disoccupato, pensionati che contano su un aumento della minima, chi non ha fatto vaccinare i figli e aspetta la fine dell'obbligo, chi sta facendo i conti su quanti soldi avrà in più con il taglio delle tasse, chi scommette che le grandi opere saranno bloccate o smontata la riforma della scuola, chi sogna di andare prima in pensione, chi spera di non vedere più immigrati per strada. La somma delle promesse ha acceso una quantità di speranze individuali che non ha paragoni. Ognuno ha la sua partita e guarda solo a quella. È la politica moderna, fatta di interessi individuali e abbandono di speranze collettive.[2]
  • In nome della sicurezza stiamo smarrendo umanità e compassione. Per parafrasare un canto partigiano di Nuto Revelli viene da dire: pietà l'è morta.[3]
  • Dovevamo compilare un modulo per dare il nostro parere sulla richiesta di grazia per Ovidio Bompressi, condannato per aver sparato a mio padre, il presidente della Repubblica era Carlo Azeglio Ciampi. Il modulo prevedeva che noi potessimo dire sì o no. Mia madre si rifiutò e ragionò: non siamo nel Medioevo che una famiglia decide se una persona deve stare o meno in carcere, la giustizia non può essere un fatto privato, tanto che viene amministrata in nome del popolo italiano. Lo Stato deve avere il coraggio delle sue decisioni, assumendosene la responsabilità. Non può nascondersi dietro una famiglia. Noi ci rimettiamo all’interesse generale, non ci metteremo di traverso e non commenteremo in alcun modo, faccia il presidente della Repubblica quello che ritiene giusto per l’Italia.[4]

NoteModifica

  1. Da Unioni civili, metterci la faccia, Repubblica.it, 18 febbraio 2016.
  2. Da Allacciate le cinture, Rep.repubblica.it, 1 giugno 2018.
  3. Da Pietà l’è morta, Rep.repubblica.it, 18 giugno 2018.
  4. Da Mario Calabresi: il giorno che incontrai Pietrostefani, Repubblica.it, 14 settembre 2019.

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