Marco Pacuvio

drammaturgo, poeta e pittore romano

Marco Pacuvio (220 a.C. – 130 a.C.), drammaturgo, poeta e pittore romano.

Citazioni su Marco PacuvioModifica

  • Anch'egli sentì come Ennio la missione, lui straniero, di insegnar latino ai Romani, ossia di cooperare alla creazione d'un latino elevato alla dignità di forma artistica solenne e maestosa; ma si può dire che esagerò il suo compito, forzando il latino a novità di forme oltre il bisogno e la misura. (Carlo Giussani)
  • Non è facile determinare bene il giudizio degli antichi intorno a Pacuvio. Cicerone una volta, e certo per momentanea esagerazione, lo chiama il maggior tragico; altrove censura la sua lingua rispetto alla latinità; Orazio lo chiama doctus poeta; Varrone rileva in lui la libertas; Lucilio trova in lui artificio e sforzo. In sufficiente accordo con questi giudizi, noi, per quanto si può giudicare dai frammenti, diremmo, che Pacuvio ha particolarmente studiata la forma per ottenere l'effetto. In questo senso è infatti doctus, ossia studioso di tecnica artistica e di artifici artistici. (Carlo Giussani)
  • Pare che Pacuvio imitasse i suoi modelli greci non servilmente, ma con una carta libertà, e che specialmente si sia studiato di conseguire una certa grandiosità e magniloquenza veramente romana; ma pare anche che ei non abbia evitato una cotal asprezza e ricercatezza viziosa. Di fatti il suo capolavoro, l'Antiopa, era detta verrucosa da Persio, i suoi contorti esordi erano derisi da Lucilio, e Cicerone lo metteva fra quelli che parlavan male latino. Tuttavia tra i frammenti c'è qualche luogo graziosissimo e veramente pieno di poesia. (Felice Ramorino)

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