Marcello Malpighi

medico, anatomista, fisiologo e accademico italiano

Marcello Malpighi (1628 – 1694), medico, anatomista, fisiologo e accademico italiano.

Marcello Malpighi

Citazioni su Marcello MalpighiModifica

Isidoro CariniModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Dopo il Vesalio invero, che può considerarsi quasi il padre dell'anatomia moderna, la scienza non avea vantato nome più grande del suo. Eppure Marcello non fu soltanto anatomico, ma altresì fisiologo, botanico, zoologo; vero fondatore dell'anatomia e fisiologia comparata, che da lui riceverono impulso prodigioso; sperimentatore grande, che esplorò gli organi delle piante, i visceri degli uomini, de' bruti, degli insetti, e non lasciò intentato alcun ramo della storia naturale.
  • Nei suoi libri, veri tesori di bellissime e recondite cose, inalzò la divisa: Duce et Magistra Experentia. Perciò quel suo tornar continuo sugli argomenti già trattati e quelle scoperte feconde, che davano impulso ad altre scoperte.
  • A lui deve, in buona parte, la scienza il nuovo mondo de' piccoli esseri, in cui, coll'aiuto del microscopio, fu tra i primi a penetrare; né sbaglierebbe chi lo salutasse fondatore dell'anatomia microscopica, ed il più grande, forse, di tutti i patologi che abbia avuto il mondo.

Giovanni MartinottiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Nella storia dello Studio bolognese s'incontra un fatto singolare: l'ostilità che ebbe a subire il sommo Malpighi in Bologna, anche quando il suo nome volava, sulle ali della fama, per tutto il mondo. Le persecuzioni dei suoi nemici gli amareggiarono (com'egli stesso racconta), tutta la vita e gli impedirono di essere annoverato fra gli anatomici dello Studio, sebbene egli continuamente si occupasse di sezioni, non solo di animali, ma anche di cadaveri umani, sia per conoscere la intima struttura dei visceri, sia per scoprire le cause della morte, come risulta ampiamente, tanto dalle sue opere pubblicate, quanto dalla sua autobiografia.
  • Si stamparono libelli pieni di ignominie contro il Malpighi; nelle pubbliche lezioni, nelle accademie si fecero satire pungenti contro di lui: lo si accusò pubblicamente «di non aver mai voluto insegnare un iota, di non far scolari e di rubare lo stipendio»; fu più volte minacciato nella vita; ed a tanto giunse la ribalderia di due suoi colleghi dello Studio, più inferociti degli altri, che non esitarono (dopo essersi mascherati al pari di altri malfattori condotti con loro) di assalirlo nella sua villa di Corticella, facendo scempio delle cose sue, coprendolo di contumelie e lasciando lui, già inoltrato negli anni e sofferente di salute, più morto che vivo.
  • Neppure la morte fu per il Malpighi, a Bologna,
    giusta di glorie dispensiera...[1]
    Sotto i portici dell'Archiginnasio vi è un ricordo di lui, modesto nella forma, con una breve iscrizione. Ma accanto ad esso, separato soltanto dal ricordo al Valsalva, vi è quello ben altrimenti pomposo di uno dei suoi implacabili nemici[2], al quale fu posta pure una statua nell'anfiteatro anatomico dell'Archiginnasio, proprio accanto a quella del Malpighi!
  • Un'angusta cripta nel pavimento della Chiesa di S. Gregorio in Bologna contiene, racchiusi in una meschina cassetta, gli avanzi mortali di Colui che brilla fra gli astri più luminosi della Medicina. La Società italiana di Storia della Medicina, adunata a Congresso nel settembre 1922 a Bologna, fece voto che sorgesse un monumento sepolcrale, degno della sua fama e del suo valore. Giova sperare che il voto venga soddisfatto; ma il monumento vero e duraturo, il «Monumentum aere perennius» (Orazio) il Malpighi se lo eresse da sé con le sue opere e con le sue scoperte, che saranno ammirate finché durerà la Medicina.
    «Malpighii nomen omnis loquetur aetas».

NoteModifica

  1. Foscolo, Sepolcri, v. 214. [N.d.A.]
  2. Giovanni Girolamo Sbaraglia (1641 – 1710 circa).

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