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Marc Bekoff (1945 – vivente), biologo, etologo e docente statunitense.

Prefazione a Emotività animaliModifica

  • […] in quanto biologo non ritengo utili le domande che mirano a comparare tra loro l'intelligenza di diverse specie viventi, poiché gli individui fanno semplicemente ciò che devono fare in quanto membri della propria specie. Accostare tra loro i membri di una medesima specie potrebbe essere utile per comprendere i modi in cui gli individui imparano le competenze sociali o la velocità di apprendimento di compiti differenti, ma paragonare i cani ai gatti oppure ai maiali non ci dice nulla di importante. (p. 10)
  • Non esistono infatti dati sulla cui base affermare che i cani, per esempio, sono emotivamente più complessi dei maiali […]. Pertanto sostenere, per esempio, che va bene macellare i maiali e non i cani perché questi ultimi soffrirebbero di più è un'affermazione ingannevole e senza senso, non supportata da alcun dato scientifico. (p. 11)
  • È sufficiente guardare alla letteratura scientifica disponibile per vedere come milioni e milioni di topi e altri roditori vengano usati in tutta una serie di studi il cui scopo è comprendere meglio il dolore negli esseri umani. Eppure, nonostante sia risaputo che topi, ratti e polli mostrano empatia e sono animali molto intelligenti ed emotivi, essi non sono protetti dal Federal Animal Welfare Act degli Stati Uniti. (p. 11)
  • Spesso chiedo alle persone se procurerebbero anche a un cane il dolore e la sofferenza prolungate e intense cui sono sottoposti gli animali da allevamento. (p. 11)
  • […] affermare che gli animali sono intelligenti o che hanno vite emotive molto ricche e profonde non costituisce affatto un tentativo di "umanizzarli". Invero, quando poniamo davvero attenzione alla teoria evolutiva e all'idea di Charles Darwin riguardo alla continuità evolutiva, vediamo che noi esseri umani non siamo gli unici esseri intelligenti, senzienti ed emotivi. Derubare gli animali delle loro capacità cognitive ed emotive significa fare della "cattiva biologia". Allo stesso tempo, riconoscere loro tali caratteristiche non significa affatto attribuire loro "qualcosa di umano" che essi stessi già non posseggano. (p. 12)
  • È tempo di mettere da parte le idee obsolete e non dimostrate riguardo alla senzienza animale e accettare che gli animali sono esseri senzienti. (p. 12)
  • Nessuna delle persone favorevoli a una dieta vegetariana o vegana, tra quelle di mia conoscenza, crede che gli animali da allevamento dovrebbero vagare liberamente se non diventassero cibo. Il modo in cui noi potremmo adempiere alle nostre obbligazioni morali verso questi animali sarebbe fermare fin da ora l'allevamento intensivo e permettere agli animali che si trovano in questi posti terribili di avere un vita buona. E, così facendo, non faremmo morire di fame il mondo. Ci sono molte altre alternative compassionevoli agli allevamenti intensivi. È probabile che quando le persone comprenderanno che ciò che stanno mangiando contiene dolore e sofferenza, i pasti privi di prodotti animali diverranno più comuni. (p. 13)

BibliografiaModifica

  • Marc Bekoff, Prefazione a Emotività animali: ricerche e discipline a confronto, a cura di Matteo Andreozzi, Silvana Castignone, Alma Massaro, LED, Milano, 2014. ISBN 978-88-7916-678-2

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