Maia Sandu

politica, economista e presidente della Moldavia (2020-)

Maia Sandu (1972 – vivente), politica moldava.

Maia Sandu nel 2019

Citazioni di Maia SanduModifica

  • Vediamo stati in una posizione migliore, con istituzioni più forti, che si trovano in difficoltà. Potete immaginare quanto sia difficile per uno stato con istituzioni deboli come la Moldavia. E devo dire che lo Stato è indebolito soprattutto dalla corruzione. Ed è per questo che la lotta alla corruzione e la riforma della giustizia sono questioni prioritarie per me e per i cittadini. Naturalmente, con istituzioni deboli è più difficile organizzare le cose e soddisfare le aspettative degli elettori. Ma questo è solo una ragione in più della necessità di queste riforme, della necessità di migliorare la governance e sbarazzarci delle persone corrotte che stanno cercando di guadagnare soldi anche oggi dalla situazione attuae.[1]

Da La Moldavia sta a metà

Ilpost.it, 16 ottobre 2018

  • La Moldavia è un paese povero: se ci pensi razionalmente, perché i poveri siriani dovrebbero voler venire qui sapendo che lo stato non può dare loro nessuna assistenza?
  • Quando sali al potere, e cominci a governare in modo europeo, è allora che puoi convincere le persone che ancora guardano alla Russia a sostenere il percorso europeista della Moldavia.
  • È una zona grigia e i politici corrotti vogliono tenerla così, perché in una zona grigia possono fare quello che vogliono: possono imporre le loro regole, possono cancellare le elezioni, possono continuare a rubare, possono continuare a riciclare denaro come negli ultimi sei anni.
  • La gente se ne sta andando perché non vede un futuro, qui. Stiamo rimanendo senza persone.

Da Moldavia: "Il paese in ostaggio degli oligarchi", intervista all’economista Maia Sandu

Eastjournal, 5 marzo 2019

  • La Moldova sta affrontando una seria pressione demografica. Molti cittadini giovani e istruiti stanno lasciando il Paese in cerca di una vita migliore all’estero. Questi elettori sono la principale forza che spinge al cambiamento ma la loro voce sta diminuendo, poiché nello specifico il governo ha preso parte attiva per tacitare il voto degli emigrati, sapendo che la stragrande maggioranza di quelli che hanno lasciato il paese voterebbero contro il governo.
  • Non possiamo permetterci una coalizione di governo con nessuno dei nostri oppositori dal momento che i valori che ci contraddistinguono e i punti di vista strategici sul percorso di sviluppo del Paese sono diametralmente opposti.
  • La divisione geopolitica è intrinseca nella scena politica moldava perché anche gli elettori si dividono lungo linee geopolitiche. La presenza militare russa e l’eccessiva influenza russa sugli sviluppi politici in Moldova sono ben noti: in termini di dipendenza energetica, vulnerabilità dello spazio informativo o l'uso dell’accesso al mercato come strumento politico. Comunque anche troppi politici corrotti hanno imparato a sfruttare questa divisione a loro vantaggio. Sicuramente l'interesse principale della gente è legato a migliori condizioni di welfare e alla corruzione endemica che impesta la Moldova. Gli elettori stanno cominciando a capire che la corruzione non ha colore geopolitico e che i politici che si dichiarano a favore dell'Europa possono essere tanto corrotti quanto quelli che si etichettano a favore della Russia.

Da Il primo ministro moldavo a euronews: "non faremo concessioni alla Russia"

Intervista di Andrei Beketov e Elena Cavallone, Euronews.com, 25 luglio 2019

  • Non scenderemo a compromessi su cose importanti. Innanzi tutto sul nostro percorso con l'UE.
  • Continueremo a chiedere che le forze russe e le munizioni vengano ritirate dal nostro territorio e una soluzione politica del conflitto in Transnistria, garantendo l'integrità territoriale e la sovranità della Repubblica di Moldavia.
  • Vorremmo che la Moldavia diventasse un partner stabile dell'Unione europea. Cosi, quando verremo a bussare alla porta dell'UE per aderirvi, saremo sicuri di farcela.

Da «Emigranti, ora potete tornare in Moldavia»

Intervista di Andrea Bonetti e Francesco Brusa, Ilmanifesto.it, 27 luglio 2019

  • Fin dall'indipendenza, il più grande problema del paese è dato dalla debolezza delle istituzioni. I governi sono stati quasi sempre composti da persone che avevano anche un grande potere economico, ma la situazione non è mai stata tanto grave come con Vladimir Plahotniuc. Il suo era un sistema di controllo che si è prima imposto attraverso tangenti, poi con veri e propri ricatti. Ha creato uno "stato oligarchico" che rispondesse solo ai suoi personali interessi.
  • Le persone devono tornare a credere nella propria nazione e nelle proprie istituzioni. Crediamo che un governo funzionante e il ripristino di una giustizia imparziale possano convincere chi si trova qui a non partire e chi invece è già emigrato a tornare. Sta già accadendo: tre dei miei ministri vengono dalla diaspora.
  • [Sulla Transnistria] Come ripetiamo da sempre, siamo contrari a qualsiasi progetto di stato federale. Crediamo dunque che ogni avanzamento o accordo sulla questione debba avvenire entro condizioni di totale integrità territoriale per il nostro paese. Quello che certamente proveremo a fare è, in primo luogo, smantellare lo schema di corruzione che coinvolge sia uomini al di qua che al di là del Nistru. In secondo luogo, avvieremo progetti che possano avvicinare le popolazioni delle due aree. Ad ogni modo, è una questione che potrà essere superata solo se si creeranno le opportunità geopolitiche adeguate. In questo senso, è fondamentale il ruolo della Federazione russa.

Da "È ora di ripulire la classe politica della Moldova"

Intervista di Rosie Wright, Ilmanifesto.it, 27 ottobre 2020

  • Uno stato funzionale significa, prima di tutto, uno Stato senza corruzione, uno Stato che incoraggia le imprese, che a sua volta crea posti di lavoro, pagano pensioni e stipendi. È semplice ed è ciò che tutti i moldavi vogliono.
  • Sotto l'attuale presidente, la politica estera del Paese è stata totalmente sbilanciata. Ad esempio, la Moldova ha due vicini: la Romania e l'Ucraina. E sotto il presidente Dodon, le relazioni con questi Paesi sono state completamente congelate. Le relazioni con l'Unione europea e gli Stati Uniti sono andate di male in peggio, perché Igor Dodon ha cercato di stabilire buone relazioni solo con la Russia. Ma anche con la Russia, l'ha fatto per i suoi interessi personali, non certo per risolvere i problemi del Paese. E poi sappiamo che la Russia non fornisce alcuna assistenza tecnica e di sviluppo. Per questo dobbiamo tornare a una politica estera equilibrata e riprendere le buone relazioni con Romania e Ucraina, con Unione europea e Stati Uniti.
  • Il presidente in carica, Igor Dodon, sa che non può vincere le elezioni, non può ottenere il secondo mandato con elezioni libere ed eque, perché ormai la gente ha visto che è corrotto, che mente ed è incompetente.
  • Il regime di Plahotniuc, insieme a Dodon, organizzò e comprò voti, dalla regione separatista della Transnistria.
  • [Sulla pandemia di COVID-19 del 2019-2020] Le autorità moldave non hanno ascoltato i consigli del settore sanitario. Hanno testato pochissime persone, non hanno preso misure adeguate per isolare i malati.

NoteModifica

  1. Citato in La campagna vaccinale senza mezzi della Moldavia, It.euronews.com, 25 marzo 2021.

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