Luigi Luca Cavalli-Sforza

genetista e scienziato italiano (1922-2018)

Luigi Luca Cavalli-Sforza (1922 – 2018), genetista italiano che si occupa di antropologia e storia.

Luigi Luca Cavalli-Sforza

Citazioni di Luigi Luca Cavalli-Sforza

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  • Dico che la cultura è stata il motore trainante dell'evoluzione. La cultura è costituita da tutto ciò che può essere appreso: la fabbricazione di utensili, la scrittura, l'arte, le conoscenze scientifiche, il modo di vestire... (da Il Messaggero, 15 giugno 2005)
  • Dipende da noi esseri umani fare della vita un paradiso o un inferno, del pianeta un giardino o un deserto. (con Francesco Cavalli-Sforza, da la Repubblica, 18 settembre 2010, 47)
  • Ognuno di noi ha diritto a disporre della propria vita, fino a quando questo non danneggia gli altri. Quindi sono favorevole all'eutanasia. (da L'espresso n. 39 anno LII, 5 ottobre 2006)
Quando il gene non perdona, la Repubblica, 25 maggio 1993, p. 34
  • Un esempio tipico e particolarmente tragico è la corea di Huntington, una tremenda malattia che non sappiamo in alcun modo curare. Inizia in media verso i quarant'anni, con movimenti involontari, incoordinati e incontrollati che peggiorano nel tempo e portano a una disabilità sempre più completa. Compaiono un po' più avanti sintomi di natura psichiatrica e in una decina di anni si assiste alla distruzione completa della personalità fisica e psichica, seguita dalla morte. La malattia è strettamente ereditaria; uno dei due genitori di ogni paziente è ammalato pur esso. Ma finché la corea di Huntington non si manifesta, il figlio di un genitore affetto dalla malattia non sa se gli è stata trasmessa o no, e solo se essa comparirà può prevedere il proprio destino.
  • La diagnosi [di malattia di Huntington] si può fare in qualunque momento della vita di un individuo, anche in un embrione molto precoce. Già oggi, perciò, almeno per questa atroce malattia è molto facile evitare la nascita di futuri malati, e cambiare anche il destino delle loro famiglie, evitando a genitori e figli un'immensa tragedia. Ci si può chiedere: ma chi mai, nel dubbio di poter sviluppare la malattia, vorrà saperlo prima che la malattia si manifesti spontaneamente, condannandosi a vivere in caso di diagnosi positiva sotto un incubo perpetuo da quel momento in avanti? Una persona con un genitore malato che voglia concepire un figlio ma essere sicuro che sia sano spesso decide di sottoporsi alla prova. È già molto triste essere il medico che deve comunicare a un paziente l'esito positivo di una prova del genere ma non è difficile immaginare quanto grave sia la pena per il soggetto cui si deve dare un simile annunzio.
  • Una recentissima scoperta ha mostrato qual è il gene responsabile della corea di Huntington, ma temo sarà difficile trovare presto una cura sulla base di queste nuove conoscenze. In realtà, pur conoscendo oggi la natura del cambiamento che dà origine al processo patologico non capiamo ancora perché il futuro malato si ammalerà. A rendere ancor più inatteso il reperto, l'alterazione nel Dna (il materiale ereditario) che conduce alla corea di Huntington è simile a quella recentemente osservata in tre altre malattie genetiche assai diverse. Si tratta di una specie di balbettamento prolungato del Dna. [...] La zona ripetitiva poteva essere un fenomeno casuale innocuo, o una struttura con una funzione ancora ignota; ma è probabilmente vera questa seconda ipotesi perché oggi sappiamo che quando il balbettamento diventa troppo lungo si ha la rottura di qualche meccanismo tuttora incompreso, che causa lo sviluppo di una malattia. La preoccupazione di Muller-Hill è che le società di assicurazioni si impadroniscano della diagnosi positiva per negare una polizza all'individuo potenzialmente affetto da corea di Huntington, o da altra malattia genetica. Oppure che il datore di lavoro dell'infortunato venga a conoscenza del caso e voglia licenziarlo. Il genetista tedesco propone perciò che si garantisca il diritto al segreto sulla diagnosi genetica.

Geni, popoli e lingue

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La letteratura italiana ha avuto il suo più grande maestro, Dante Alighieri, quasi al suo inizio, a cavallo tra il XIII e il XIV secolo. Tutti conoscono Dante; i poeti e gli scrittori italiani che seguirono ne furono oscurati. Vi sono però stati anche altri grandi poeti italiani, e basti nominare Petrarca, Ariosto, Leopardi. Quest'ultimo mi sembra, dei tre, il meno conosciuto all'estero; sebbene sia stato non solamente un grande poeta, ma forse un ancora più grande filosofo. Ho riletto recentemente una delle sue Operette morali, il Copernico, un dialogo che si sviluppa in quattro scene. I personaggi sono… [Luigi Luca Cavalli-Sforza, Geni, popoli e lingue, trad. di Elena Stubel, Adelphi, 1996, p. 15]

Se esaminiamo abbastanza geni [...] vi sono differenze, per quanto piccole, anche fra villaggi vicini, ma sono insignificanti; aumentando la distanza geografica, la distanza genetica cresce, ma rimane sempre insignificante rispetto alle distanze che si trovano fra gli individui di una popolazione. Facendo la differenza fra due individui presi a caso in Europa, ripetendo per molte coppie di individui e prendendone la media, e poi paragonandola con la differenza media fra un africano e un europeo, si trova un aumento molto modesto (nel secondo caso). Vale la pena di fare tutto il fracasso che piace di fare ai nazisti? [Luigi Luca Cavalli-Sforza, Geni, popoli e lingue, trad. di Elena Stubel, Adelphi, 1996, pp. 51-52]

Bibliografia

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  • Luigi Luca Cavalli-Sforza, Geni, popoli e lingue; traduzione di Elena Stubel, Adelphi, Milano, 1996. ISBN 88-459-1200-0

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