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Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet

film del 2013 diretto da Jean-Pierre Jeunet

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet

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Titolo originale

The Young and Prodigious T.S. Spivet

Lingua originale inglese
Paese Francia, Canada
Anno 2013
Genere avventura, drammatico
Regia Jean-Pierre Jeunet
Soggetto Reif Larsen (romanzo)
Sceneggiatura Jean-Pierre Jeunet, Guillaume Laurant
Produttore Jean-Pierre Jeunet, Frédéric Brillion, Gilles Legrand
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet, film del 2013 scritto e diretto da Jean-Pierre Jeunet.

Indice

IncipitModifica

Il nostro ranch si trova diversi chilometri a nord di Divide, sperduto nelle montagne Pioneer. Gli unici momenti di grande traffico li abbiamo quando i treni merci della Union Pacific attraversano la valle alle 5:44, alle 11:53 e alle 17:15. Divide è situato esattamente sullo spartiacque continentale: a Est l'acqua finisce nell'Atlantico, a Ovest nel Pacifico. Una volta, io e mio fratello Layton abbiamo deciso di battezzare questo confine naturale. [...] Ma il passatempo preferito di Layton era sparare a qualunque cosa si muovesse. [...] Su richiesta di mio fratello, papà ci ha costruito un'altalena basculante. [...] Mio padre amava Layton più di qualunque altro al mondo. (T.S. Spivet) [voce fuori campo]

FrasiModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Nessuna sfida scientifica è più impegnativa, più prestigiosa e più mitica di questa: la ricerca della chiave per innescare il moto perpetuo. (professore) [in un video]
  • La ricerca del moto perpetuo si può dire che sia come il Santo Graal per un inventore! (G.H. Jibsen)
  • È evidente che lei sia un uomo che ama i dettagli, un requisito necessario per un grande inventore. (G.H. Jibsen)
  • Un grillo non caga come un cavallo. (Tecumseh)
  • Comunque non mi sono mai piaciuti i pini: sono gocciolanti e appiccicosi. (dott.ssa Clair)
  • Attenti alla mediocrità perché è il tarlo della mente. Dobbiamo lottare contro di essa o si insinuerà in tutto ciò che facciamo. (dott.ssa Clair)
  • Un pagliaccio, per definizione, è uno che trasforma ciò che non capisce in un grande scherzo. (dott.ssa Clair)
  • Se resto qui finirò per girare in tondo come questi pipistrelli. Diventerò l'eco di me stesso. (T.S. Spivet)
  • Com'è bello il sole quando fresco sorge, come un'esplosione lanciandoci il suo buongiorno. Beato è colui che può con amore salutare il suo tramonto più glorioso di un sogno. (T.S. Spivet)
  • La natura era scomparsa, ogni millimetro del paesaggio originario era stato sostituito da costruzioni realizzate dall'uomo seguendo le leggi della geometria. Come possono gli esseri umani creare così tanti angoli retti quando i loro comportamenti sono contorti e irrazionali? (T.S. Spivet)
  • Nel 1862 un francese di nome Guillaume Duchenne ha scoperto la differenza tra un sorriso falso e uno genuino. In un sorriso falso non si azionano solo i muscoli zigomatici ma anche i muscoli intorno agli occhi si contraggono inconsapevolmente. Quella sera si muovevano solo i muscoli orbicolari e zigomatici. (T.S. Spivet)
  • In un periodo in cui la scienza viene messa continuamente in discussione mentre assistiamo a un periodo di nuova oscurità intellettuale. Non posso resistere alla tentazione di citare Albert Einstein, egli disse: «solo due cose sono infinite: l'universo e l'umana stupidità e riguardo all'universo non sono sicuro.[1]» Ma io posso fare un terzo esempio: il genio umano. (Leonard Sullivan)
  • [Guardando le gocce di pioggia muoversi sul finestrino di un auto in movimento] La cosa sorprendente delle gocce d'acqua è che prendono sempre il percorso con la resistenza minore. Per gli esseri umani è esattamente il contrario. Quando Layton è morto, Tapioca ha iniziato a masticare i secchi di metallo fino a far sanguinare le gengive. Layton e Tapioca erano inseparabili. Un giorno Gracie lo portò a fare una lunga passeggiata attraverso i campi. Rimasero seduti per un bel pezzo a guardare le montagne. Quando tornarono avevano tutti e due una luce nuove negli occhi. Tapioca smise di masticare i secchi. Tornò a occuparsi delle lucciole, come aveva sempre fatto. Sembrava che avesse accettato la perdita del suo padrone. Forse, un giorno, anch'io comincerò a catturare le lucciole. (Leonard Sullivan) [voce fuori campo]
  • Chi scompare prende semplicemente un treno che non tornerà più e chi resta si ferma sulle rotaie e resta lì a guardare. (dott.ssa Clair)
  • In realtà io voglio parlare dei concorsi di bellezza. So che Miss America e Miss Stati Uniti sono due concorsi diversi ma i criteri utilizzati dai giudici per selezionare le ragazze sono vergognosi. Quella che riesce a conquistare la corona deve essere per forza bella e denutrita. (dott.ssa Clair)

NoteModifica

  1. Lo psicoterapeuta Fritz Perls nel libro Ego, Hunger, and Aggression: a Revision of Freud's Theory and Method (1947) attribuì una prima versione della citazione in lingua inglese ad un "grande astronomo" non meglio precisato, scrivendo poi nella frase successiva del paragrafo «Einstein ha dimostrato che l'universo è limitato» («Einstein has proved that the universe is limited»). Nel libro Gestalt Therapy Verbatim (1969) lo stesso Perls attribuì una versione più breve della frase ad Einstein: lo scienziato l'avrebbe pronunciata nel corso di una conversazione con lo stesso Perls. Infine nel libro In and Out the Garbage Pail (1969), Perls attribuì ad Einstein una terza versione della citazione (quella più spesso citata anche in lingua italiana).

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