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Letizia Paternoster

Letizia Paternoster (2017)

Letizia Paternoster (1999 – vivente), pistard e ciclista su strada italiana.

Citazioni di Letizia PaternosterModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Fin da piccola ho sempre preso il ciclismo come un gioco, quindi non davo troppo peso ai "sacrifici che esso richiedeva" anche perché non ne facevo molti. Adesso che comunque ho iniziato a prendere il tutto molto più seriamente, vivo una vità da sportiva a 360 gradi. [...] Questo per me non è un sacrificio, ma è la via giusta per realizzare il mio sogno, non mi pesa rinunciare a qualche uscita per la cosa che più amo.[1]
  • Ho imparato ad andare in bici senza le rotelle ancora prima di poter camminare correttamente. Non so come sia stato possibile, probabilmente è stato così perché si è trattato di una passione innata. Quando ero a casa da piccola e i miei genitori mi accendevano la televisione per farmi vedere i cartoni animati, io chiedevo loro di cambiare canale: volevo vedere i corridori andare in bicicletta.[2]
  • Le difficoltà in bici sono sempre dietro l'angolo e bisogna essere sempre pronte ad affrontarle. Le gambe contano fino ad una certo punto: prima iniziano a far male, poi mano a mano l'energia manca. Lì entra in gioco la testa che deve comandare e spingere il proprio corpo a tenere duro e anche ad andare oltre i propri limiti. Tutto ciò però penso che non sia possibile senza un pizzico di cuore, di passione, che accompagnano e rendono possibile tutto ciò.[2]
  • Non vedo perché il ciclismo debba essere considerato un sport prettamente maschile. Io in bici resto me stessa e porto, come tutte, la mia femminilità. Ma non chiamatemi modella per piacere! [...] Io mi limito ad andare forte in bici.[3]
  • [Su vittoria e sconfitta] La vittoria dà un senso a tutto, specie alla fatica, a quello che hai fatto per preparare l'appuntamento. A quello cui hai rinunciato. Mentre la sconfitta può servire per cercare di evitarla la volta dopo. Perché dagli errori non si può fare altro che imparare.[3]
  • Non ho mai contato le mie medaglie (sorride, ndr). Non appena conquisto un successo mi godo il momento, certo, ma già a partire dal giorno dopo mi focalizzo sul prossimo obiettivo.[4]
  • Il ciclismo è un mondo irto di ostacoli. Ma come si dice nel nostro ambiente, dopo una dura salita c'è sempre il tratto in discesa.[4]
  • Fate ciclismo perché riempie la vita di emozioni, fa divertire, fa crescere. Che diventi un lavoro o meno, crea una mentalità che serve nella vita di tutti i giorni.[5]
  • A me la fatica piace, è la sensazione che ricerco di più e che mi manca tantissimo quando stacco dal ciclismo. A me piace più l'allenamento duro che il giretto per bersi un caffè. È un modo di intendere la vita, nelle cose mi impegno sempre fino in fondo.[5]
  • Ci sono atleti che hanno una forza dentro, una convinzione tale da sostenerli anche nelle difficoltà. Per qualcuno è necessario sentirsi forte per diventare forte veramente. Per altri, invece, funziona esattamente al contrario ed io appartengo di sicuro a questa seconda categoria. [...] Tutt'oggi non mi sento mai forte a prescindere. Anche quando prendo parte a una gara nella quale so di avere delle ottime chance di vittoria, non sento mai sicurezza. Non parto convinta di essere meglio delle altre. Mi piace stupirmi nel vedere quanto riesca ad andare forte. Sono davvero felice se riesco a sorprendere me stessa.[6]

NoteModifica

  1. Da Intervista a Letizia Paternoster, Ciclonews.biz, 24 aprile 2017.
  2. a b Dall'intervista di Gloria Manzoni, A ruota libera con... Letizia Paternoster!, Cicliste.eu, 10 maggio 2018.
  3. a b Citato in Ciro Scognamiglio, Letizia Paternoster superstar: "Ma quale modella! Io corro veloce", Gazzetta.it, 25 ottobre 2018.
  4. a b Dall'intervista di Stefano Zago, Questa piccola grande Letizia Paternoster, Direttaciclismo.it, 23 novembre 2018.
  5. a b Dall'intervista di Marisa Poli, Preferisco vincere in modo elegante, SportWeek, nº 14 (931), 6 aprile 2019, pp. 56-60.
  6. Da The Owl Post; citato in Letizia Paternoster, mai sognare in piccolo: se l'hai fatto una volta, puoi farlo sempre, Eurosport.com, 2019.

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