Johan Huizinga

professore universitario
Johan Huizinga

Johan Huizinga (1872 – 1945), storico olandese.

Citazioni di Johan HuizingaModifica

  • L'uomo vive letteralmente nel suo mondo di prodigi come un fanciullo, è anzi un fanciullo di fiaba. Può viaggiare in velivolo, parlare con un altro emisfero, procurarsi delle leccornie mettendo pochi soldi in un automatico, portarsi a casa un pezzo di mondo con la radio. Preme un bottone e la vita gli affluisce incontro. Può una tale vita renderlo emancipato? Al contrario la vita per lui è diventata un giocattolo. C'è da stupire che vi si comporti come un bambino? (da La crisi della civiltà, Einaudi 1974, pp. 114-115; citato in Massimo Fini, La ragione aveva torto, Marsilio editori, Venezia, 20052, ISBN 88-317-8246-0, p. 69)
  • La povera Europa si avviava verso la prima guerra mondiale come un'automobile sgangherata in mano di un conducente ubriaco per una strada tutta buche e cunette. (da Lo scempio del mondo)

Incipit di Autunno del MedioevoModifica

Quando il mondo era più giovane di cinque secoli, tutti gli eventi della vita avevano forme ben più marcate che non abbiano ora. Fra dolore e gioia, fra calamità e felicità, il divario appariva più grande; ogni stato d'animo aveva ancora quel grado di immediatezza e di assolutezza che la gioia e il dolore hanno anch'oggi per lo spirito infantile. Ciascun evento, ciascun atto eran circondati da forme definite e espressive ed erano innalzati al livello di un preciso e rigido stile di vita. I grandi avvenimenti: la nascita, il matrimonio, la morte, partecipavano, per mezzo del sacramento, allo splendore del mistero divino; ma anche i casi meno importanti, un viaggio, un lavoro, una visita, erano tutti accompagnati da mille benedizioni, cerimonie, formole, usi.

BibliografiaModifica

  • Johan Huizinga, Autunno del Medioevo, (Herfsttij der Middeleeuwen) traduzione di Bernardo Jasinsk, edizione digitale 2012 tratta da BUR Saggi, Milano 20109. ISBN 978-88-58-62854-6
  • Johan Huizinga, Lo scempio del mondo (Geschonden Wereld, 1893), traduzione di Ervino Pocar, Bruno Mondadori, Milano, 2004. ISBN 88-424-9031-8

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