James Naremore

James Otis Naremore (? – vivente), critici cinematografici statunitensi.

  • [Sull'interpretazione di Orson Welles in Il terzo uomo] Melodrammaticamente nascosto nell'ombra, con un cappello nero e un cappotto che sembra più un mantello, riesce a provocare un brivido di disagio misto a un senso di divertita agnizione. È un cattivo tipicamente teatrale che minaccia e affascina il pubblico fissandolo, ma è anche «se stesso», una celebrità che, quasi timidamente, si inchina al proprio pubblico.[1]
  • Welles ricorre di rado al montaggio campo-contro-campo, in cui due attori stanno semplicemente in piedi o seduti e vengono inquadrati uno per volta in primo piano, mentre recitano a turno le battute. Di solito posiziona invece la cinepresa in basso, mostrando una visuale ampia dei due attori, uno dei quali parla, attraversa l'inquadratura e ne esce nel momento in cui l'altro si gira e risponde; poi torna con uno stacco sull'attore fuori campo, che si gira di nuovo e parla ancora. Il risultato è un effetto dinamico, leggermente vertiginoso o allucinatorio: un'atmosfera quasi onirica spesso enfatizzata dalle particolari angolazioni della cinepresa e dal modo insolito di sovrapporre i dialoghi.[2]

NoteModifica

  1. Da Paolo Bertetto (a cura di), Azione! Come i grandi registi dirigono gli attori, minimum fax, Roma, 2007, p. 169. ISBN 978-88-7521-150-9.
  2. Da Paolo Bertetto (a cura di), Azione! Come i grandi registi dirigono gli attori, minimum fax, Roma, 2007, p. 177. ISBN 978-88-7521-150-9.

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