Jaime Balmes

filosofo e sacerdote spagnolo

Jaime Luciano Antonio Balmes y Urpiá (1810 – 1848), filosofo, presbitero e apologista spagnolo.

Jaime Balmes

Incipit di alcune opereModifica

Etica elementareModifica

Vi sono in tutti gli uomini idee morali. Buono, cattivo, virtù, vizio, lecito, illecito, diritto, dovere, obbligo, colpa, responsabilità, merito, demerito, sono parole che adoperano l'ignorante egualmente che il dotto in tutti i tempi, e paesi: è questo un linguaggio perfettamente capito da tutto il genere umano, sieno quali si vogliano le differenze in quanto all'applicazione, del significato, ai casi particolari.
Le questioni de' Filosofi sopra la natura delle idee morali confermano la esistenza delle medesime: non si cercherebbe cosa sieno, se non si sapesse ch'esistono.

Il criterioModifica

Il ben pensare consiste o in conoscere la verità o nel dirigere l'intelletto per quella via che conduce a conoscerla. La verità è la realità delle cose. Allorquando noi le conosciamo come sono in sé stesse allora da noi si trova la verità, diversamente si cade nell'errore. Sapendo che v'ha un Dio noi conosciamo una verità, poiché Iddio realmente esiste; sapendo noi che la varietà delle stagioni dipende dal sole, conosciamo una verità, poiché così succede; sapendo che il rispetto ai genitori, l'ubbidienza alle leggi, la buona fede nei contratti, la fedeltà all'amicizia sono virtù, noi conosciamo la verità, come all'opposto si caderebbe in errore, qualora la perfidia, l'ingratitudine, l'ingiustizia, l'intemperanza si credessero cose buone e lodevoli.

Citazioni su Jaime BalmesModifica

  • Darò qui un primo saggio della gran dottrina di quel gran teologo, gran filosofo, e gran politico, ch'era, per sentenza di Montalembert e di tutta la fazione clericale, il prete spagnuolo Giacomo Balmes. Nel capo XXXV della sua grand'opera, Il protestantesimo paragonato co'l catolicismo, egli prende a combattere i filosofi, che negano ai governi il diritto di violentare le coscienze in materia di religione; e comincia a stabilire con l'esempio di Stati antichi e moderni, che ogni governo che professa una religione, è più o meno intolerante con le altre. Lo sappiamo anche noi; ed è per ciò appunto, che la democrazia non vuole più nessuna religione di Stato. (Cristoforo Bonavino)
  • Don Giacomo Balmes [...] fu sacerdote di gran talento, e quantunque abbia vissuto soli 38 anni, pure esercitò una grande influenza su' suoi contemporanei. Egli impiegò tutte le facoltà di una natura ardente, vigorosa, appassionata, severa, a difendere la sua fede contro i colpi terribili, che continuamente le scagliavano gli avversarî del cristianesimo. (Licurgo Cappelletti)

BibliografiaModifica

  • Giacomo Balmes, Etica elementare, traduzione dal castigliano del canonico d. Giacomo Semeria, Tipografia de' Fratelli Pallotta, Roma, 1852.
  • Giacomo Balmes, Il criterio, presso Giuseppe Gentili, Roma, 1861.

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