Ilenia Pastorelli

attrice italiana (1985-)

Ilenia Pastorelli (1985 – vivente), attrice italiana.

Ilenia Pastorelli (2016)

Citazioni di Ilenia Pastorelli

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  Citazioni in ordine temporale.

  • La Roma che preferisco è quella delle periferie, fuori dal Raccordo. Una Roma abbandonata ma piena di poesia più del centro. Il centro è per i turisti, viene curato un po' di più ma nemmeno poi tanto [...][1]
  • Io non sono un'attrice, io faccio l'attrice. Questo lavoro è stupendo, siamo molto fortunati a farlo. L'attrice, l'animatrice, fare televisione, tutto è fare intrattenimento per le persone. È un lavoro che si fa per le persone, non bisogna mai dimenticarlo. Quando lo fai per te stesso soltanto e ti identifichi nel ruolo di attore allora non sei più open.[2]
  • [«Il successo immediato ha comportato dei contraccolpi?»] All'inizio mi dava una certa insicurezza. Ogni volta che un regista mi chiamava, ero la prima ad essere sorpresa. Poi, piano piano, ho capito che i registi vedono in noi attori quello che desiderano vedere. E noi dobbiamo fare di tutto per essere all'altezza delle loro aspettative.[3]
  • [«Cosa significa crescere in periferia?»] Trent'anni fa Tor Bella Monaca era un quartiere nuovo, non intensamente popolato come oggi. E io ci sono stata poco perché molto presto ho cominciato a passare le giornate all'Accademia di Danza, all'Aventino. Ma parlare di periferia come di un mondo difficile è un cliché. Io sono felice di essere cresciuta nella mia zona, ho avuto tante cose positive. Per dirne una: se fossi nata ai Parioli, non avrei girato Lo chiamavano Jeeg Robot.[3]
  • La precarietà non mi spaventa, però è faticosa. Ci sono mesi dove lavori tanto e mesi in cui si ferma tutto e ti fai un sacco di domande, ma non si può avere paura perché ti blocca. Sei sotto il giudizio di registi, giornalisti, del pubblico, e a un certo punto devi lasciarti scivolare tutto addosso, altrimenti è impossibile vivere. Per questo, quando non lavoro sono contenta e quando lavoro sono grata per tutto quello che ho.[4]

Intervista di Claudia Casiraghi, vanityfair.it, 9 gennaio 2018.

  • Io credo che ogni personaggio mi appartenga. Da profana, cerco di approcciare le parti che mi sono affidate attraverso il confronto con me stessa. Recitare costringe alla sincerità: a riprodurre sentimenti vissuti.
  • Dire che mi sento attrice è abusare di un parolone. "Attrice" è un termine fortemente caratterizzante. Io vorrei essere aperta a tutto, sfidarmi.
  • [«Esiste un pregiudizio del cinema nei confronti di chi emerge da un reality show?»] Nel mio caso, no.
  • [«Da attrice, si è interrogata sul caos scoppiato all'indomani dello scandalo Weinstein?»] Sì, ma mi è difficile formulare un giudizio. Credo ci si debba trovare in una data situazione per pronunciarsi in maniera corretta. Quel che mi auguro è che tutto ciò serva come monito per le ragazze che approcciano questo mestiere. [...] Vorrei si arrivasse ad avere maggior consapevolezza e conoscenza [...]. Un film è un'opera corale, bisogna guardarsi da chi propone un provino senza la presenza di sceneggiatori, casting director, ecc.
  • Sono cresciuta alla Magliana e, nonostante tutto, nonostante Roma sia come i gironi danteschi, abbia al centro un paradiso e ai margini l'inferno, credo la periferia abbia tantissimo da raccontare. Le opere di Alberto Sordi, di Anna Magnani lo testimoniano. C'è verità nella periferia, c'è libertà.

Intervista di Selvaggia Lucarelli, rollingstone.it, 15 gennaio 2018.

  • [Su quello che ha imparato dal metodo Stanislavskij] Se devo piangere devo pensare a qualcosa di brutto, se devo ridere a qualcosa di divertente, insomma, ste cose così. A dire il vero non m'è sembrato tutto sto genio sto Stanislavskij.
  • Non mi piaccio né in foto né in video. Hai presente quella sensazione che ti prende quando risenti la tua voce in una nota audio e dici no, questa non è la mia voce, non mi riconosco? Ecco, così. In questo periodo poi mi vedo dappertutto e mi do fastidio da sola.
  • Questa cosa di dover stare sui social non la capisco fino in fondo proprio come concetto, mi sembra un'ossessione.

Intervista di Valeria Cappelli, corriere.it, 28 ottobre 2021.

  • [«Si può dire che lei fa questo mestiere per una rotatoria?»] Avevo il provino per il Grande fratello, all'epoca lavoravo in uno showroom, avevo fatto tardi, c'era traffico e a un certo punto pensai di rinunciare, è stato grazie a una rotatoria che ho trovato una strada libera e mi sono presentata.
  • [...] le critiche maggiori le ho avute quando ancora non erano iniziate le riprese di Lo chiamavano Jeeg Robot. [...] Senza neanche avermi vista davano per scontato che non potessi essere in grado solo perché avevo fatto il Grande fratello, non davano una possibilità. Poi però il brutto anatroccolo è stato accolto dal cigno bianco. Quello è un film indipendente, se non fosse andato bene, anzi se non fosse diventato un caso non lo so dove sarei in questo momento.
  • [Su Lo chiamavano Jeeg Robot] Devo tutto a quel film. Ma un giorno, in attesa di una prova di scena con Luca Marinelli e Claudio Santamaria vado alla toilette e per alzarmi non vedo l'angolo di una finestra. Sbatto la testa, perdo un sacco di sangue, tutti pensano che fosse finto, il regista, Gabriele Mainetti mi dice che avevo dato una testata proprio come avrebbe dovuto fare di lì a poco il mio personaggio... Sono finita con i punti in ospedale e per una settimana non sono andata sul set. [«E al provino l'avevano pure fatta piangere...»] Me l'hanno chiesto: ora devi piangere. Io non ci riuscivo. Mi hanno dato un'altra possibilità. Tornando a casa l'ho riferito a mia madre che mi ha detto: ma con tutte le bollette che abbiamo da pagare, non ti viene da piangere se te lo chiedono?
  • [«L'ambiente del cinema è conformista»] Conformista e ipocrita, ma come tanti ambienti di lavoro. Se gli attori si prendono troppo sul serio? Spesso nasce da un disagio interiore. Se fai un lavoro pubblico dove sei così esposto, vieni giudicato. Sono le regole del gioco. Tirarsela a cosa porta?
  • [...] io non mi rivedo mai, né in foto né in video. È difficile rivedersi sullo schermo grande, noti cose che altri non notano però tu sai che ci sono, è uno specchio.

Citazioni su Ilenia Pastorelli

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  • Ilenia Pastorelli è la faccenda meno casuale in cui ci si possa imbattere. Non le piovono le cose dal cielo. Lei, con i suoi anni di danza classica alle spalle, si alza sulle punte e si prende tutto quello che del cielo le piace. Con genuinità, certo, ma soprattutto con tenacia. (Selvaggia Lucarelli)
  1. Dall'intervista di Michela Greco, Ilenia Pastorelli: «Donne, incazzatevi come me», leggo.it, 30 ottobre 2018.
  2. Da un'intervista a Blogo; citato in Massimo Galanto, Ilenia Pastorelli a Blogo tra Il cantante mascherato e Adrian, tvblog.it, 10 gennaio 2020.
  3. a b Dall'intervista di Gloria Satta, Ilenia Pastorelli e il sogno di diventare regista: «Voglio mettermi alla prova», ilmessaggero.it, 24 maggio 2023.
  4. Da un'intervista a oggi.it; citato in Daniela Seclì (a cura di), Ilenia Pastorelli: "Lo shopping online era la mia ossessione, compravo cavolate e cose inutili", fanpage.it, 3 luglio 2023.

Filmografia

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Altri progetti

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