Il Conte Ory

opera lirica di Gioachino Rossini

Il Conte Ory (Le Comte Ory), libretto di Eugène Scribe e Charles-Gaspard Delestre-Poirson tratto dalla commedia degli stessi (1816), per la musica di Gioacchino Rossini.

Il frontespizio del libretto de Il Conte Ory, 1828

Il teatro rappresenta un paesaggio. Nel fondo il Castello di Formoutier, il cui ponte levatoio è praticabile. Alla destra boschetti, a traverso dei quali scopersi l'ingresso al Romitaggio.
Roberto, travestito da inserviente dell'Eremita Alice Contadini e Contadine con frutta, fiori ec ec.

Roberto: Giovanotti, qui venite.
L'Eremita di ritorno
Fra non molto a voi sarà.
Ricchi doni ad esso offrite;
Ché tornando al suo soggiorno
Quel buon nome gli aggradirà.
Coro: In virtù di sua sapienza.
Avrem gioia ed opulenza.
Vivrem sempre nel piacer.
Roberto: Zitti là!... romor non fate.
Me, son servo, rispettate:
O temete il mio poter!
Coro: Bagatelle!... il suo poter! (fra loro ridendo)
Roberto: Che ridete?...
Coro: Non è ver! (trattenendo a forza la risa)
Roberto: Voi però mi deridete.
Coro: Deh calmatevi, signor!
Roberto: Egli è il ciel che offendete!
Coro: Vi prestiamo omaggio e onor,
Non vi armate di rigor.
Roberto: Preparate al suo passaggio,
Scelte frutta e buon formaggio.
Coro: Lesti all'opra or ci affrettiamo.
Sotto l'ombra di quel faggio
Scelte frutta prepariamo.
Roberto: Presti dunque.
Coro: Sì, signor.

[Eugène Scribe e Charles-Gaspard Delestre-Poirson, Il conte Ory (Le Comte Ory), Italia, A spese del'Editore, 1870.]

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