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Il Conte Ory (Le Comte Ory), libretto di Eugène Scribe e Charles-Gaspard Delestre-Poirson tratto dalla commedia degli stessi (1816), per la musica di Gioacchino Rossini.

IncipitModifica

Il teatro rappresenta un paesaggio. Nel fondo il Castello di Formoutier, il cui ponte levatoio è praticabile. Alla destra boschetti, a traverso dei quali scopersi l'ingresso al Romitaggio.
Roberto, travestito da inserviente dell'Eremita Alice Contadini e Contadine con frutta, fiori ec ec.

Roberto: Giovanotti, qui venite.
L'Eremita di ritorno
Fra non molto a voi sarà.
Ricchi doni ad esso offrite;
Ché tornando al suo soggiorno
Quel buon nome gli aggradirà.
Coro: In virtù di sua sapienza.
Avrem gioia ed opulenza.
Vivrem sempre nel piacer.
Roberto: Zitti là!... romor non fate.
Me, son servo, rispettate:
O temete il mio poter!
Coro: Bagatelle!... il suo poter! (fra loro ridendo)
Roberto: Che ridete?...
Coro: Non è ver! (trattenendo a forza la risa)
Roberto: Voi però mi deridete.
Coro: Deh calmatevi, signor!
Roberto: Egli è il ciel che offendete!
Coro: Vi prestiamo omaggio e onor,
Non vi armate di rigor.
Roberto: Preparate al suo passaggio,
Scelte frutta e buon formaggio.
Coro: Lesti all'opra or ci affrettiamo.
Sotto l'ombra di quel faggio
Scelte frutta prepariamo.
Roberto: Presti dunque.
Coro: Sì, signor.

[Eugène Scribe e Charles-Gaspard Delestre-Poirson, Il conte Ory (Le Comte Ory), Italia, A spese del'Editore, 1870.]

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