Hiroshi Sugimoto

fotografo e artista giapponese

Hiroshi Sugimoto (1948 – vivente), fotografo e artista giapponese.

Hiroshi Sugimoto nel 2008

Intervista di Manuela De Leonardis, exibart.com, dicembre 2014.

  • Ho lasciato il Giappone a 22 anni. Nel 1970, quando sono arrivato negli Stati Uniti, il movimento dei figli dei fiori era al culmine. Gli hippie erano affascinati dal buddismo zen ed erano in molti a chiedermi cosa fosse la filosofia zen. Io non ero pronto a rispondere a quelle domande (ride), per cui in California ho deciso di studiare l'arte e la filosofia zen. Infatti, mi sono laureato alla Saint Paul's University di Tokyo che è come Harvard, una delle migliori università, ma è privata e cristiana della chiesa episcopale. Un'università molto liberale. Lì ho studiato il Marxismo! (ride). Il mio professore era un monaco serissimo che non credeva affatto in Dio.
  • Il concetto dello zero è stato scoperto dall'uomo antichissimamente, forse addirittura nell'età neolitica. Come è antico il momento in cui si è cominciato a contare. Un'operazione che ha dato il senso del tempo: ieri, oggi e domani. Il concetto di zero non significa nulla nella vita. Lo stesso è negli schermi cinematografici luminosi, dove sembra tutto azzerato, ma in realtà c'è una relazione con milioni di immagini. Qualche volta i troppi significati o l'assenza di segni riconducono allo stesso stato dello zero. Il punto zero è l'inizio. Forse è da lì che veniamo ed è il punto dove torneremo. Non è che la vita.
  • La cerimonia del tè è una forma d'arte dalle molteplici discipline. C'è l'azione, il movimento, la gestualità, la danza e anche il modo di intrattenere gli ospiti nel miglior modo possibile. Alcune volte mostrando dipinti e calligrafie. È come una mostra in una galleria. C'è anche la scultura nel modo in cui vengono realizzate le tazze per il tè. Alcune volte alla cerimonia del tè viene associato un determinato cibo preparato per l'occasione. Non è che la combinazione di gusto, sguardo e anche suono con il bollire dell'acqua. Sono tanti gli elementi, è come un grande spettacolo. Non è esattamente un rituale religioso, ma in un certo modo ci si avvicina. Infatti, le sue origini risalgono al XVI secolo e, secondo una recente teoria, sarebbe collegata all'arrivo in Giappone, al seguito dei portoghesi, dei gesuiti e dei frati francescani. 
  • Ansel Adams e Walker Evans sono stati dei tecnici dell'artigianato. Ho imparato tanto da loro, soprattutto leggendo il libro scritto da Ansel Adams in cinque volumi, un manuale in cui sono descritti tutti i passaggi – dallo sviluppo alla stampa della fotografia – proprio come un menù di cucina. Io ho assaggiato tutte le pietanze, scegliendo quella che mi piaceva di più. Con attenzione facevo tutte quelle prove chimiche, sentendomi come un alchimista. Tecnicamente, quindi, ritengo Ansel Adams il mio insegnante, ma non per quanto riguarda l'estetica. 

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