Herbert William Conn

batteriologo ed educatore statunitense
Herbert William Conn (1892)

Herbert William Conn (1859 – 1917), batteriologo ed educatore statunitense.

Il metodo dell'evoluzioneModifica

IncipitModifica

È vanto della scienza l'essere guidata dai fatti e dall'evidenza e non dalla speculazione. Ma è ugualmente vero che non v'è ramo di scienza il cui progresso non sia stato largamente dominato da teorie che trascendono molto al di là dei fatti dimostrati. La scienza d'oggi è dominata dalla idea della evoluzione. Il cambiamento prodotto nei nostri metodi di pensiero dallo spirito evoluzionista può solo essere apprezzato confrontando la filosofia della prima metà del secolo decimonono.
Se tentiamo di contrapporre lo spirito del pensiero di quel tempo con quello moderno, possiamo dire che mentre nel passato la natura fu studiata in riposo, oggi la si studia in moto. Mentre allora veniva studiata come qualche cosa che era stata creata e che solo necessitava di analisi, oggi viene studiata come qualche cosa che continuamente si crea e continuamente produce nuove condizioni. L'attenzione si rivolse dalla questione di ciò che esiste alla questione del come venne ad esistere. La ricerca della verità ha cessato di dare la caccia ai fatti, ed oggi cerca le leggi.

CitazioniModifica

  • La lotta per l'esistenza è conseguenza della prodigalità della natura, ma è difficile o impossibile realizzare pienamente l'intensità di questa lotta. All'osservatore superficiale la natura appare pacifica, e a chi guardi i fiori che sbocciano o ascolti il canto degli uccelli parrà incredibile che questa apparente pace nasconda una guerra universale di sterminio che ad ogni istante si combatte sotto i nostri occhi. Ma così è, e tutti quelli che ebbero occasione di studiare animali e piante in natura furono impressionati da questa continua lotta. (cap. III, pp. 50-51)
  • Entrambi questi tipi di variazioni [congenite e acquisite] sono stati accettati come contribuenti al processo generale della discendenza. Ma Darwin fondò la sua teoria molto sulle variazioni congenite, mentre Lamarck basò la propria sui caratteri acquisiti. Darwin disse che l'evoluzione fu prodotta dalla selezione di variazioni casuali, la maggior parte delle quali sono congenite. Lamarck e i Neo-Lamarckisti dicono che l'evoluzione fu prodotta in gran parte dagli effetti conservati dell'ambiente sull'individuo. Il darwinismo è una teoria della discendenza con selezione, il lamarckismo una teoria della discendenza con modificazione. Fino al tempo di Weismann[1] la distinzione fra queste due teorie fu in gran parte di grado, poiché entrambe ammettevano i due fattori. Ma dopo Weismann i due tipi di variazione sono stati nettamente distinti e la relazione fra le due teorie è ora quasi di esclusione reciproca. (cap. V, pp. 142-143)
  • Se la teoria dell'eredità di Weismann è vera allora i fattori Lamarckiani non possono contare per nulla e la scuola Neo-Lamarckista è interamente falsa. L'ambiente non agisce sul plasma germinativo e non può quindi influire sui posteri. L'ambiente non può essere invocato anche solo per fornire variazioni sulle quali possa agire la selezione naturale. L'evoluzione diviene solo l'evoluzione del plasma generativo e solo incidentalmente dell'individuo. La selezione naturale agisce ora solo per conservare il miglior tipo di plasma germinativo. L'individuo conta per nulla nel processo, salvo per la sua qualità di portatore del plasma germinativo. (cap. V, pp. 172-173)
  • Weismann non esitò ad accettare le conseguenze intere della sua teoria e fin dal principio egli negò la eredità dei caratteri acquisiti. Per Weismann quindi il processo di evoluzione divenne semplicemente la selezione naturale delle variazioni congenite che si produssero per la mescolanza irregolare del plasma germinativo di individui differenti. L'evoluzione organica divenne quindi un processo di scelta naturale di quelle variazioni che risultavano dalla riproduzione sessuale. (cap. V, pp. 174-175)
  • Nell'ultimo secolo alcuni naturalisti sostennero che nell'uovo v'era già presente un animale in miniatura esattamente uguale all'adulto fuorché nelle dimensioni, e che lo sviluppo dell'uovo era la crescita[2] di questo piccolo individuo. Lo sviluppo dell'uovo era così solo l'accrescimento o evoluzione di un individuo già contenuto nell'uovo dal principio. Questa idea dello sviluppo fu chiamata evoluzione, termine che significava quindi a quel tempo qualche cosa di interamente differente dal suo significato attuale. (cap. IX, p. 340)

NoteModifica

  1. Friedrich Leopold August Weismann (1834 – 1914), biologo e botanico tedesco.
  2. Nel testo: "cresciuta".

BibliografiaModifica

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