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Héctor Álvarez Murena più noto come H. A. Murena (1923 – 1975), scrittore, poeta e traduttore argentino.

Citazioni di Héctor A. MurenaModifica

  • Usciva e rientrava più inquieto di prima; girava per le strade, girava, sperando che il mondo gli restituisse una pace ormai interdetta. Il gatto non usciva mai. Una sera che aveva fretta di cambiarsi e assisteva dalla porta alla pulizia della stanza, si accorse che nemmeno in quel momento il gatto lasciava l'abitazione: man mano che la cameriera avanzava con lo straccio e il piumino, si spostava fino a stabilirsi in una parte definitivamente pulita; raramente si distraeva e allora la donna lo chiamava con un «ps» dolce, per avvertirlo non per minacciarlo, e la bestiola si spostava. Evitava di uscire per paura che ancora una volta lo cacciassero via, o era un semplice riflesso del suo istinto di comodità? Fosse quel che fosse l'uomo decise di imitarlo, se non altro per impadronirsi di quella saggezza che nel gatto era paura o mollezza.[1]

NoteModifica

  1. Da Il gatto, traduzione di Luciano Allamprese, in Jorge Luis Borges, Silvina Ocampo e Adolpho Bioy Casares, Antologia della letteratura fantastica, Editori Riuniti, Roma, 19975, p. 305. ISBN 88-359-4279-9

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