Giuseppe Lombardo Radice

pedagogista e filosofo italiano
Lapide commemorativa nella città natale

Giuseppe Lombardo Radice (1879 – 1938), pedagogista e filosofo italiano.

Lezioni di didattica e ricordi di esperienza magistraleModifica

IncipitModifica

È vana la ricerca e la determinazione dei mezzi esterni per la cosidetta disciplina scolastica. Già lo stesso proporsela significa non aver penetrato il concetto di educazione. Giacché educazione è compenetrazione di anime, cioè uno stato di coscienza nel quale il maestro scompare come individualità distinta dagli scolari e si adegua al loro momento spirituale, vivendolo come suo e sviluppandolo, per spingerlo a posizioni più alte – da lui raggiunte indipendentemente dai suoi attuali scolari, nella formazione della propria cultura; e nelle quali deve ritornare, riconquistandole con loro.

CitazioniModifica

  • L'educando vero è quello che sente nel maestro se stesso, ciò che egli, guardando dentro di sé e scontento di sé, vuol divenire. (parte prima, La disciplina nella scuola, p. 11)
  • La natura umana sta proprio nella continua riflessione su di noi, che ci fa accettare il nostro passato, solo in quanto sappiamo continuarlo ed elevarlo; e ci fa considerare lo stesso presente come un passato, nel momento stesso in cui si pone, cioè come bisognoso di continuazione ed elevazione. (parte prima, La disciplina nella scuola, p. 13)
  • L'arte dell'insegnare, si può dire, e fu detta: l'arte di perdere tempo per guadagnarne. (parte prima, L'affiatamento degli scolari, p. 30)
  • Poveri i figli unici, quando vengono isolati dalla gioventù a loro prossima: crescono come fiori di serra: Miseri i fanciulli che non hanno altra compagnia che di adulti, che o troppo odono e parlano, o troppo tacciono; che si «atteggiano» o si «chiudono»: i due opposti mali di cui soffre il fanciullo privo di fanciulli! (parte prima, L'affiatamento degli scolari, p. 33)
  • Staccare il giudizio sia dalla concreta situazione dello scolaro, cioè dal suo effettivo procedimento mentale e morale, sia dal reale intervento del maestro, e renderlo astratto indicandolo con un numero o con parole convenzionali di approvazione o riprovazione, è quanto di più assurdo si possa immaginare, come uso quotidiano. (parte seconda, Le ripetizioni, le classificazioni, gli esami, p. 147)
  • Finita la scuola, dato l'esame, tutti i nomi le date i giudizii critici a freddo, anzi a vuoto, si cancellano meravigliosamente dalla memoria: sornuota, resto di un naufragio, per qualche tempo, qualche cosa; poi si disperde anch'essa; restano, con signoria difficilmente contrastabile, l'uggia, la mancanza di curiosità, il fastidio per tutta quella mal digerita sapienza. (parte seconda, Lo studio libero e la biblioteca scolastica, p. 156)
  • La miglior prova dell'errore didattico dei temi convenzionali non è però data dalle testimonianze degli insegnanti, ma dal fatto doloroso della organizzazione perfetta che ha raggiunto la frode scolastica in materia di «comporre». Esistono infatti, vero assurdo pedagogico e morale, raccolte di temi svolti, dai titoli spesso rivelatori d'un intento bottegaio: vere miniere di luoghi comuni, utilizzabili in ogni circostanza dallo studente che vuol cavarsela, in barba ai professori; e vi sono studenti che conservano per anni e anni i loro vecchi quaderni di còmpiti, e se ne imbottiscono agli esami, per pescarvi qualche idea. Novanta casi su cento l'alunno dinanzi al tema non si domanda: «che cosa penso e che cosa, perciò, posso dire?» ma: «dove posso trovare idee? Le idee sono qualche cosa che non nasce in noi, che si trova. C'è tanta gente che s'è data la pena di pensare per noi; attingiamo ai loro scritti!» (parte terza, Il componimento, pp. 249-251)
  • Staccate la geografia dalle scienze naturali e storiche e l'avrete distrutta; togliete alle scienze naturali e storiche la parte geografica e le avrete rese[1] schematiche ed astratte; avrete tolto loro addirittura la loro intuibilità. (parte terza, Il primo insegnamento scientifico, p. 407)

Citazioni su Giuseppe Lombardo RadiceModifica

  • Secondo il Bollettino del Ministero della Pubblica Istruzione, Giuseppe Lombardo-Radice insegna pedagogia nella R. Università di Catania; secondo l'Annuario della vita italiana, egli insegna pedagogia in tutta l'Italia, e i suoi discepoli sono tante centinaia che non starebbero in nessuna aula, per quanto magna, dei nostri Istituti di studi superiori. Lombardo Radice insegna; non fa che insegnare; sembra nato per insegnare; ha insegnato ed insegna a tutti noi; credo che abbia cominciato ad insegnare appena cominciò ad imparare; e ci insegnerà come si insegna, ancora molti, tantissimi anni, quanti vivrà e gli auguriamo di vivere. (Giuseppe Prezzolini)
  • Tutta la sua pedagogia è fondata sull'idealismo come quella del Gentile, ma ha un procedimento che sembra proprio l'opposto, perché quella del Gentile parte dalla vita per arrivare ai concetti, quella di Lombardo si fonda sui concetti ma intende giungere alla vita e sembra domandarsi: ma, insomma, che cosa è questa libertà dello spirito che ci siamo conquistati e ci stiamo continuamente conquistando, se non significa nel mondo concreto questa e quella riforma, come sarebbe l'abolizione del componimento, il sentire la punizione come un semplice mezzo di richiamo della coscienza a se stessa, la rottura di mille pregiudizi, di mille classificazioni, di mille meccanismi, e in fine il fare scorrere quanto più libero, creativo, naturale lo spirito del fanciullo, anzi dell'uomo? senza pregiudiziale d'età, di classe, di metodo? (Giuseppe Prezzolini)

NoteModifica

  1. Nel testo reso.

BibliografiaModifica

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