Gian Burrasca

personaggio letterario

Gian Burrasca, vero nome Giovanni "Giannino" Stoppani, protagonista del romanzo Il giornalino di Gian Burrasca di Luigi Bertelli e delle opere da esso derivate.

Citazioni di Gian Burrasca

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  • Ammazza quant'è gagliarda chissà quando costa sta votomobile. [riferendosi ad un'automobile] (Gian Burrasca)
  • Carloni! "La miglior vendetta è il perdono": tie'! Bèccate 'sta secchiata! (Gian Burrasca)
  • Come sono interessati gli uomini, e specialmente i dottori specialisti in malattie del naso e della gola!
    Per paura di perder la clientela strozzerebbero anche le persone di famiglia e perfino i poveri ragazzi innocenti.
  • E ora, caro giornalino mio, ti chiudo e mi accingo a separarmi da te per qualche giorno, ma son contento perché tu mi aiuti a compiere una buona azione e a far rifulgere la verità contro tutte queste invenzioni tendenziose – come le chiama il mio amico Gigino Balestra!
  • Ecco fatto. Ho voluto ricopiare qui in questo mio giornalino il foglietto del calendario d'oggi, che segna l'entrata delle truppe italiane in Roma e che è anche il giorno che son nato io, come ci ho scritto sotto, perché gli amici che vengono in casa si ricordino di farmi il regalo.
    Ecco intanto la nota dei regali avuti finora:
    l.° Una bella pistola da tirare al bersaglio che mi ha dato il babbo;
    2.° Un vestito a quadrettini che mi ha dato mia sorella Ada, ma di questo non me ne importa nulla, perché non è un balocco;
    3.° Una stupenda canna da pescare con la lenza e tutto l'occorrente e che si smonta e diventa un bastone che mi ha dato mia sorella Virginia, e questo è il regalo che mi ci voleva, perché io vado matto per la pesca;
    4.° Un astuccio con tutto l'occorrente per scrivere, e con un magnifico lapis rosso e blu, regalatomi da mia sorella Luisa;
    5.° Questo giornalino che mi ha regalato la mamma e che è il migliore di tutti. (Il giornalino di Gian Burrasca)
  • Io non sopporto questo soprannome di Gian Burrasca! (Il giornalino di Gian Burrasca)
  • Ma si ricordi che piuttosto di mangiare sta minestra... Salto da'a finestra! (Gian Burrasca)
  • Questa è vita! Queste sono avventure! E questi sono uomini! Che scrittore, quel Salgari. (Il giornalino di Gian Burrasca)

Citazioni su Gian Burrasca

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  • La coda der diavolo s'è magnato quer nipote mio. (Gian Burrasca)

Dialoghi

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  • Maestro: Ha capito cos'ha fatto suo figlio, signor Stoppani?
    Spezzafé [ recita la parte del padre di Giannino]: No.
    Maestro: Ha manomesso le pagelle. Ha contraffatto la mia calligrafia.
    Spezzafè: Hai fatto questo? Sei er disonore d'a famiglia!
    Maestro: E tutto ciò allo scopo di mascherare i pessimi voti riportati! Giudichi lei stesso, signor Stoppani.
    Spezzafè: Giudico.
    Maestro: 4 in Italiano.
    Spezzafè: 4 in Italiano? Mascarzone! [ Dà un ceffone a Giannino]
    Giannino: Aooooo!
    Spezzafè: Zitto! E nun te permette de risponne a tu padre! Vada avanti signor Maestro.
    Maestro: 2 in Latino, 2 in Storia.
    Spezzafè: 2? Disgraziato! Scusi signor Maè! [ Rifila altri due ceffoni a Giannino]
    Maestro: 4 in Geografia.
    Spezzafè: 4? Eccoteli, tiè![ Gli dà altri quattro schiaffi].
    Maestro: 0 in Matematica.
    Spezzafè: 0? Ma uno t'o do lo stesso. Grazie, signor Maestro.
    Giannino: Perdono, Papà.
    Spezzafè: Disgraziato, ma io ti ammazzo! [ Pieno di collera, insegue Giannino] Vieni qua che t'ammazzo. Vie qua! Vuo studià? Vie qua! Nun scappà! Io te spezzo!
    Maestro: Signor Stoppani, la prego. Io capisco la sua collera. Quindi, farò a meno di dirle che suo figlio in condotta ha riportato -1!
    Spezzafè: -1? Ma lo sai io che te faccio?
    Giannino: Er funerale? C'ho preso?
    Maestro: Signor Stoppani, vada. Vada. Su.
    Spezzafè: Sto regazzino è la rovina mia. Sapesse i dispiaceri che m'ha dato. Arrivederla signor Maè. Anzi, niente arrivederla. C'ho un presentimento. Me sa proprio che nun ce rivedremo più! Addio, signor Maè.
    Maestro: Arrivederla, signor Stoppani. Stoppani, tu uccidi quell'uomo!
    Giannino: Ma magari!
  • Zia Bettina: Ho scritto una lettera a tu padre. Che te venga a prende col primo treno.
    Giannino: Ma mica è corpa mia. E' stato er caretto a rompe li piatti de li mor, de l'antenati tua.
    Zia Bettina: E de tu nonno. Va a letto. Cammina!
    Giannino: Bacetto, Zietta.
    Zia Bettina: Bacetto? Ma io te darebbe na sediata nfronte! Cammina! Vattene! Nun te posso più vedé!

Frasi di altri personaggi

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  • Mascalzone che non sei altro! Mah. Farabutto! Anarchico! Poi dici che non lo devo mandare in collegio. Non lo devo mandare in collegio? Si è fatto sospendere per tre settimane da scuola! (Ferdinando Stoppani)
  • La coda der diavolo s'è magnato, quer nipote mio. Ma quant'è brutto! Chissà da chi ha ripreso. (Sora Bettina)


Romanzi

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Sceneggiati televisivi

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