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Germame Neway

Germame Neway (1924 – 1960), politico etiope.

Citazioni di Germame NewayModifica

  • Negli ultimi anni, in Etiopia ha regnato la paralisi. Tra i contadini, i mercanti, gli impiegati, gli studenti, i membri dell'esercito e della polizia si è diffuso un crescente senso di scontento e delusione... Non si sono registrati progressi in nessun settore, fenomeno da attribuirsi al fatto che un esiguo gruppo di dignitari, invece di lavorare per il bene della comunità, si è arroccato nel più egoistico nepotismo. Il popolo etiopico ha lungamente atteso che miseria e arretratezza venissero debellate, ma non una delle innumerevoli promesse è stata realizzata. Nesun'altra nazione ha avuto tanta pazienza... (proclama scritto da Neway e letto da Amhà Selassié durante il Colpo di Stato in Etiopia del 1960)[1]

Citazioni su Germame NewayModifica

  • Germamè? Germamè, caro mister Richard, era uno di quei famosi sovversivi che, al rientro nell'impero, si mettevano le mani nei capelli non riuscendo a credere ai propri occhi. In segreto, naturalmente, perché in pubblico si mostravano leali e parlavano come il Palazzo si aspettava che parlassero. E sua maestà - non riesco proprio a perdonarglielo - ci cascò in pieno. (Ryszard Kapuściński)
  • Germamè Neway si era illuso che i tempi fossero maturi per la rivolta ed era uscito allo scoperto, innalzando pateticamente, lo stendardo della rivoluzione. In questo errore non cadranno, tredici anni dopo, i militari del Derg, i quali agiranno con un'esasperante gradualità servendosi persino dell'imperatore per svuotare il regime sino a farlo morire. (Angelo Del Boca)
  • Il colpo di Stato fu condotto mentre l'imperatore era in Brasile e i suoi protagonisti furono i fratelli Menghistu e Girmané Neway. Né l'uno né l'altro erano ambiziosi o cattivi. Erano solo due tipi stanchi del regime feudale, sinceramente convinti alla causa della giustizia sociale e della libertà. Neanche comunisti, si potevano definire due socialdemocratici con un programma di riforme e non di rivoluzione. (Oriana Fallaci)
  • Quell'uomo possedeva una fede ardente, il dono della persuasione, coraggio determinazione e perspicacia; tutte qualità che lo distinguevano dalla grigia massa servile e timorosa degli adulatori e degli yesmen pullulanti a Palazzo. (Ryszard Kapuściński)

NoteModifica

  1. Citato in Ryszard Kapuściński, Il negus: splendori e miserie di un autocrate, traduzione di Vera Verdiani, Feltrinelli, Milano, 2008, p. 75, ISBN 978-88-07-81742-7

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