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Gennaro Matino (1956 – vivente), presbitero e scrittore italiano.

  • Un'espressione napoletana per indicare un insieme e un intreccio di atteggiamenti negativi: autorità, malvagità, avarizia, pignoleria, grettezza. È l'attitudine a cercare e trovare, d'istinto, sempre e comunque, il proprio tornaconto, ma il termine copre uno spettro di significati o, per meglio dire, di atteggiamenti ben più ampio. La "cazzimma" può infatti indicare anche semplicemente la cattiveria gratuita. Quindi «tene 'a cazzimma» quella persona che alla malignità, aggiunge la cattiveria e il gusto di farla. Tuttavia se si va a leggere nei blog la sorpresa è che per i più, soprattutto i giovani, la "cazzimma" ha una connotazione quasi positiva per indicare una sorta di atteggiamento grintoso, risoluto. Proprio quello che serve per farsi spazio in una società oppressiva e invadente, quella che occorre a chi come motto porta tatuato sulla pelle: "Ca nisciuno è fesso". Marchio appiccicato addosso giorno dopo giorno da consolidati piccoli gesti quotidiani, passati bonariamente come fesserie, cosa da niente, tanto per giocare, piccoli gesti apparentemente inoffensivi che disegnano abito sociale e diventano il brodo di cultura della mentalità violenta che poi è comunque camorristica e madre di ogni indecenza, di ogni bruttura, che qui da noi vince e altrove è sconosciuta. È cazzimma quello del parcheggiatore abusivo, taglieggiatore autorizzato dalla falsa pietà. È cazzimma quella di chi senza paura di reprimende può disfarsi nei mercati di rifiuti nauseabondi solo perché chi dovrebbe controllare passa a fine settimana a ritirare la spesa. È cazzimma quel sistema di politica malata che baratta consenso con complicità omertosa. È cazzimma quella dei tanti, delle troppe persone perbene, che nella nostra città scientificamente perseguono in fine di ignorare la legge e uccidere il bene comune.[1]

NoteModifica

  1. Da "Cazzimma" e giustizia, la Repubblica, 19 ottobre 2014.

FilmModifica

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