Furio Jesi

storico, saggista e archeologo italiano

Furio Jesi (1941 – 1980), storico, critico letterario, saggista, germanista, archeologo e accademico italiano.

  • [Alla domanda su cosa sia la cultura di destra] La cultura entro la quale il passato è una sorta di pappa omogeneizzata che si può modellare e mantenere in forma nel modo più utile. La cultura in cui prevale una religione della morte o anche una religione dei morti esemplari. La cultura in cui si dichiara che esistono valori non discutibili, indicati da parole con l'iniziale maiuscola, innanzitutto Tradizione e Cultura ma anche Giustizia, Libertà, Rivoluzione. Una cultura insomma fatta di autorità e sicurezza mitologica circa le norme del sapere, dell'insegnare, del comandare e dell'obbedire. La maggior parte del patrimonio culturale, anche di chi oggi non vuole essere affatto di destra, è residuo culturale di destra.[1]
  • Mentre si dibatte fra la sua "ragione" e le "incredibili" dottrine e operazioni degli stregoni, Casteneda si sente ripetere di continuo che di fatto l'ingannatore, Il Trickster, è lui, ed anzi è un "genio" dell'inganno, un "genio" nell'escogitare trucchi. Gli istruttori finiscono quindi per ribaltare su di lui, o meglio sulla sua "ragione" – che si difende dal loro insegnamento –, la responsabilità dell'inganno.[2]

NoteModifica

  1. Da un'intervista a L'espresso, 1979; citato in Enrico Manera, Religioni della morte. I volti della Cultura di destra in Furio Jesi, doppiozero.com, 26 Maggio 2011.
  2. Dall'introduzione a Carlos Castaneda, L'isola del Tonal, Rizzoli, 2017, p. 17. ISBN 978-88-17-12751-6

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