Filippo de Commynes

politico francese

Philippe de Commynes o Commines (1445 – 1511), politico, cronista e memorialista francese.

Philippe de Commines

Citazioni di Filippo de Commynes

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  • Ora, nella mia opinione, di tutte le nazioni che io ho personalmente conosciuto, l'Inghilterra è la sola dove gli affari pubblici siano condotti al meglio e con la minor violenza per il popolo. Non ci sono edifici che vengono abbattuti o demoliti attraverso la guerra e il disastro e la sfortuna colpisce solo coloro che muovono guerra.[1]
(EN) Now in my opinion, out of all the countries I have personally known, England is the one where public affairs are best conducted and regulated with least violence to the people. There no buildings are knocked down or demolished through war, and disaster and misfortune befall those who make war.
  • [Come ambasciatore francese a Venezia] Dapoi mi misero in altre barche, di piatta forma maggiori assai delle gondole, frà quali due ve n'erano coperte di raso cremesino et tutto il dentro disteso di bellissimi tappeti, capace ciascuna di quaranta persone. Piacque loro, ch'io sedessi nel mezo delli due Ambasciatori (luogo in Italia piu honorato) e condussomi lungo il gran Canale, che una strada larghissima, perche anco le Galee vi passano al traverso, et io vi vidi legni di quattrocento botte, e più. Diuide come per mezo tutta la Città, et a mio giudicio è la più bella cosa, che sia nel mondo, et la meglio fabricata. Le case sono grandi, et alte, di buona pietra: l'antiche si veggono p[er] la maggior parte dipinte tutte. Quelle che sono edificate da cent'anni in quà, hanno la facciata di Marmo bianco condottovi da Istria, cento miglia discosto, con molti gran pezzi di porfido, et serpentino. La maggior parte di esse hanno almeno due stanze co'l palco indorato e con ornamenti di Marmo ne i camini, intagliato di varie forme. Il legno de i letti et delle contraporte è vagamente laurato in oro, et sopra tutto esse case sono abondeuoli di ricchi arnesi. Ella è la più trionfante Città, ch'io m'abbia veduto giamai [...][2]
  1. Da Memorie di Filippo de Commynes, libro V, cap. 19.
  2. Da Delle Mémorie di Filippo Di Comines, Venezia, Appresso i Bertani, 1640, p. 255.

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