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Fenomeni da baraccone

Spettacoli in voga dal XIX secolo alla prima metà del XX secolo.
Freak Show

Citazioni sui fenomeni da baraccone.

  • L'amore per la bellezza fisica ha radici profonde e risale agli albori della civiltà. La repulsione che proviamo di fronte agli abnormi e ai mutilati, è il risultato del lungo condizionamento inflittoci dai nostri antenati, ma in grande maggioranza gli abnormi sono capaci di pensieri e di emozioni normali, e ciò rende ancora più straziante la loro esistenza. Emarginati e respinti, essi hanno elaborato un tacito codice di comportamento per proteggersi dalla crudeltà delle persone normali. Le regole di questo codice sono rigorosamente osservate, tanto che il male subito da uno di essi è il male subito da tutti, così come la gioia di uno di essi rallegra tutti quanti. (Freaks)
  • La comunità scientifica è sempre stata interessata ai cosiddetti "scherzi della natura". Essi rappresentano le curiose stranezze del corpo umano e gli orrori abominevoli di malattie, deformità e morte. Per queste povere anime Halloween era occasione di grande sollievo essendo l'unico giorno dell'anno in cui potevano nascondersi dietro dei costumi. (American Horror Story)
  • Molte persone vivono nel timore che possano subire qualche esperienza traumatica. I freaks sono nati con il loro trauma. Hanno già superato il loro test, nella vita. Sono degli aristocratici. (Diane Arbus)
  • Nel corpo e nell'anima, sono un freak. | Sono un freak. || Cercando di essere diversi | si prende solo un'altra malattia. (Silverchair)
  • Non sanno niente di noi. Se ci conoscessero capirebbero che siamo come loro, né peggiori, né migliori... solo persone normali. (American Horror Story)
  • Sono uno scherzo della natura | Scherzoso, noioso, fortunato, settimanalmente sassafrasso, quindi, tesoro, bevimi leccandoti le dita. (Anastacia)
  • Sono un freak. il corpo al naturale non lo reggo, ho bisogno di farmi ingannare. gli psichiatri hanno un termine specifico per questo, e io ho un termine specifico per gli psichiatri. (Charles Bukowski)
  • Una volta, tanti anni fa, viveva nella piccola cittadina di Honfleur, sulle coste della Normandia, una donna davvero bruttissima. Era così brutta che la gente per strada si fermava a guardarla. Guardava la sua fronte, il viso livido, le verruche, i ciuffi di peluria sul volto e il collo scabro come un tronco scortecciato. Era una donna enorme, due volte una persona normale, tanto grossa che la gente non credeva ai propri occhi. Un corpo così, pensava, non ha niente di umano, è uno scherzo di natura, una chimera. I passanti pensavano che fosse la donna più brutta di Francia, e le venditrici al mercato si dicevano sottovoce che una donna simile, con un viso tanto diabolico, doveva essere per forza una creatura dell'inferno. (Nikolaj Frobenius)
  • Voi ne avete riso o provato ribrezzo, tuttavia se lo avesse voluto la natura beffarda, anche voi potreste essere come loro. Non hanno chiesto loro di venire a questo mondo, eppure sono qui tra noi. Si riconoscono in un codice che nessuno ha mai scritto. Offendetene uno, e si sentiranno offesi tutti quanti. (Freaks)

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