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Ernests Gulbis

Ernests Gulbis (1988 – vivente), tennista lettone.

Citazioni di Ernests GulbisModifica

  • A mio avviso il tennis è uno degli sport mentalmente più duri, perché sei sempre solo. Sei molto solo in campo, non hai nessuno da criticare o a cui chiedere aiuto, sei tutto solo e se ti capita di avere una giornata storta, hai una giornata storta e la devi affrontare. Negli sport di squadra se hai una giornata storta, la tua squadra può comunque vincere, puoi lasciar perdere o sostenere il tuo compagno, lui fa goal e tutto va bene, la tua squadra vince e tu mantieni la fiducia vincente. Nel tennis sei solo. È questa la cosa più sfiancante.[1]
  • Cosa fa la gente quando esce? Si ubriacano. Andare fuori e non bere, non lo capisco. Se vai in un nightclub cosa c'è da apprezzare? Niente. La musica è troppo alta, tutti sono sudati, tutti ballano, è buio, tutti spingono, tutti sono ubriachi. E se c'è una persona sobria nel locale, non ti diverti. Se sei nel mood giusto, bevi un paio di drinks, ti puoi divertire e trarne qualcosa di positivo. Ma non mi piace. Preferisco stare in compagnia dei miei amici e invitare le ragazze.[2]
  • [Riferito alla lunghezza eccessiva di alcune partite] È questo il motivo per cui il tennis è così terribile. Invidio davvero altri sport, i grandi sport di squadra... basket, hockey, calcio. Hanno sempre un tempo fisso entro il quale giocare, hanno calendari fissi, conoscono l'intero calendario con un anno d'anticipo. Possono pianificare tutto, come ad esempio quando raggiungeranno il picco di forma. E hanno partite dalla lunghezza costante.[1]
  • [Su Fabrice Santoro] È un giocatore disgustoso. Anche se fuori dal campo è un tipo fantastico.[2]
  • È vero, rompo dalle 60 alle 70 racchette all'anno. Poi vado dove le fabbricano, vedo quanta attenzione c'è, tutto è fatto a mano per noi giocatori e allora mi sento un idiota.[3]
  • Il tennis di oggi manca terribilmente di personaggi. Rispetto Federer, Nadal, Djokovic e Murray, ma sono noiosi: andavo su YouTube per ascoltare le loro interviste, ma ho smesso presto. È Federer che ha lanciato questa moda. Ha una grande immagine di gentleman svizzero, perfetta per lui. Lo rispetto, ma non mi piace che i giovani giocatori cerchino di imitarlo. Mi cadono le braccia quando li sento rispondere come Roger, frasi del tipo: "Ho vinto perché ho alzato il mio livello di gioco nei momenti chiave della partita". Cosa vuol dire? Se ho vinto, sono contento di aver mandato a casa il mio avversario, questa è la verità.[4]
  • [Su Rafael Nadal] Lui pensa a come uccidere il suo avversario. Ha una mentalità diversa. La mia è più vicina a quella di Marat Safin.[2]
  • [Su Rotterdam] Mi piace che la marijuana qui sia legale. Sono a favore. Sfortunatamente i tennisti non possono fumarla, ma mi piace questo modo di pensare.[2]
  • [Dopo una sconfitta] Non ha funzionato niente oggi. Correvo come un terraiolo spagnolo che sta sulla riga di fondo e rimanda indietro al palla. Tennis femminile.[2]
  • [Sulle motivazioni per raggiungere il successo nel 2013] Mi stavo proprio incazzando a vedere chi era nella top 100. Ci sono dei ragazzi che non so nemmeno chi siano. Alcuni ragazzi, mi dispiace – con rispetto – non sanno neanche giocare. Non so come siano arrivati nella top 100. Penso di essere molto meglio di loro.[2]
  • [...] non mi piace che ai Giochi Olimpici non ci siano né punti né prize money. È un po' come un mix di tennis e turismo, secondo me.[5]
  • Non mi piace perdere. Mi piace vincere. Non mi piace perdere bei match. Voglio vincere quelli brutti.[2]
  • Non so, non mi alleno molto. Non mi sono mai allenato molto. Cosa posso farci? Non corro tanto, sono alto. Non posso muovere le mie gambe, ecco perché cerco di colpire forte così non devo muovermi.[2]
  • [Su Roger Federer] Penso di averlo sconfitto perché stamattina ho mangiato uova strapazzate.[2]
  • Penso siano tutti prodotti per le ragazze. Le creme per il corpo, i trucchi sono solo per le ragazze. I ragazzi dovrebbero essere al naturale. Devi ovviamente prenderti cura di te stesso, devi lavarti, così non puzzi. Il resto è naturale. Il sig. Gulbis si fa la doccia e non si pettina mai.[2]
  • Questo giudice di sedia – il suo unico scopo nella vita è dare warning. È come un poliziotto; quando vedono una macchina la fermano e si divertono a darti la multa. In Lettonia, mi fermo dove non posso fermarmi e loro sorridono mentre mi danno la multa. Lo stesso con questo tipo.[2]
  • [Su Novak Đoković] Ricordo che era un tipo normale, a posto. Ma quando ha ottenuto il suo primo grande successo, il suo sguardo è semplicemente cambiato. Lo si poté notare perfettamente. Non è che litigammo o cose simili, sentii semplicemente che era cambiato e non mi piace questo nelle persone. Mi piacciono i caratteri forti che non cambiano quando arrivano il primo successo o i soldi. Questa è la qualità più importante per me ed è importante per me non cambiare.[1]
  • [Prima della semifinale a Roma 2010 contro Rafael Nadal sulla terra battuta] Se gioca bene, lo lascerò andare. Cosa posso fare? Se gioca bene, mi batte. Non c'è altro.[2]
  • Se inizio a bere, bevo fino all'alba. Non posso andare in un club e bere solo 4 birre. Se vado fuori, vado fuori tutta la notte.[2]
  • [Dopo aver battuto Tomas Berdych a Wimbledon nel 2012] Sono molto contento di non essermi perso via alla fine come solito. Sono molto conosciuto per la mia forza mentale. Chiedete in giro e guardate i miei match precedenti.[2]
  • Sono stato anche una notte in prigione a Stoccolma, per aver adescato una prostituta. [...] È stato comunque divertente, credo che ognuno dovrebbe andare in prigione almeno una volta nella vita.[3]
  • [Sull'inizio stagione del 2009] Stavo giocando come un tennista spagnolo – due metri fuori dalla linea di fondo a fare niente.[2]
  • Tutti hanno le proprie preferenze e idee su come spendere il proprio denaro. Non si dovrebbe guardare nel portafogli degli altri e contare i loro soldi. Si dovrebbe rispettare sempre gli sportivi perché ottengono tutto da soli, non si può comprare il successo nello sport. E devi lavorare molto sodo e dire no a molte cose... dire no alle feste, dire no alla maggior parte delle cose che la gente normale può fare. Per esempio, chi lavora in ufficio può non dormire una notte e andare comunque al lavoro il giorno seguente... noi non ce lo possiamo permettere.[1]
  • Vengo da una famiglia facoltosa, per me è normale avere soldi. Se vieni da una famiglia povera puoi avere come obiettivo diventare ricco. Io no, voglio solo dimostrare che posso farcela ed essere al top. Non mi importa dei soldi o della fama, non ne ho bisogno. Mi piace la competizione e avere obiettivi. Una volta raggiunti, tuttavia, hai un senso di vuoto.[3]

NoteModifica

  1. a b c d Da un'intervista alla stampa lettone; citato in Gulbis: "Non mi piace Djokovic, il successo l'ha cambiato", traduzione di Riccardo Nuziale, 18 settembre 2013.
  2. a b c d e f g h i j k l m n o Citato in Le 30 perle di Gulbis, traduzione di Giulia Vai, Ubitennis.com, 3 marzo 2013.
  3. a b c Citato in Claudio Lenzi, Gulbis, il jet e l'astronave: "Io non gioco per soldi", Gazzetta.it, 26 giugno 2012.
  4. Citato in Gulbis entra a gamba tesa: "Federer noioso, non imitatelo!", Ubitennis.com, 29 maggio 2013.
  5. Citato in Ernests Gulbis: "Nadal e Federer fuori? Ben per noi! Le Olimpiadi? Sono mix di tennis e turismo", TennisWorldItalia.com, 29 maggio 2016.

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