Enzo Golino

critico letterario e giornalista italiano

Enzo Golino (1932 – 2020), critico letterario e giornalista italiano.

Letteratura e classi socialiModifica

  • Anche quando il fattore sociale è ridotto al minimo e l'aspetto formalistico prevale, le storie della letteratura portano nel proprio svolgimento questa naturale disposizione evolutiva, quasi sempre implicita o taciuta, cioè mai teorizzata. Sembra che gli storici della letteratura (accade anche per la storia generale e le storie particolari: ma qui si parla di storia della letteratura) non sappiano ben distinguere i ritmi del tempo storico, livellando le accelerazioni e i rallentamenti (che pure si scorgono a occhio nudo sui tempi lunghi e sui tempi brevi) in un ritmo uniforme, in un passo dalla cadenza bloccata e mai scalfita dalla straordinaria varietà di ritmo della civiltà universale.[1]
  • Individuare il pubblico nel romanzo, o meglio il nesso pubblico-personaggi è diventato molto difficile. Una progressiva rarefazione dell'idea di pubblico e rende assai ardua la ricerca dei loro connotati anche in quei sottogeneri della letteratura che una volta coincidevano alla perfezione con la massa dei propri lettori. Il pubblico è certamente cambiato, ma è anche l'idea di pubblico ad essere cambiata nella mente del narratore: si è tanto estesa da perdere i tratti riconoscibili, confusi ormai in un'entità che non è più pubblico bensì massa. Esiste una frattura tra i personaggi della letteratura e il pubblico dei lettori, una frattura di immagine e di identità poiché ognuno va per la sua strada incurante di aumentare la distanza. L'immagine della società si è complicata, vacillano i riferimenti tradizionali.[2]
  • [Il fruttuoso fallimento] un destino a cui dovrebbero votarsi, come in effetti è avvenuto per alcune delle più famose, quelle bizzarre e contraddittorie entità che sono le riviste letterarie: potenti, carismatiche, efficaci, quanto più le accompagna statu nascenti l'ombra dialettica del dissidio, la mossa improvvisa del cavallo, la fervida riluttanza ad essere ecumeniche, l'esaltante destino di sfuggire alla presa di una definizione univoca che vorrebbe imprigionarle, di fascicolo in fascicolo, dentro una ininterrotta e perciò banalissima e burocratica fable convenue, celebrata come la più noiosa delle histoires de famille.[3]

NoteModifica

  1. Da Il concetto di mutamento nella storia e nella critica della letteratura: materiali per una sociocritica, p. 19.
  2. Da Ricerca sociologica e letteratura: ideologie espressive e classi sociali, pp. 61-62.
  3. Da L'esperienza di «Officina», p. 197.

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BibliografiaModifica

  • Enzo Golino, Letteratura e classi sociali, Laterza, Roma-Bari, 1976.