Enrico Persico

fisico e accademico italiano

Enrico Persico (1900 – 1969), fisico e accademico italiano.

Enrico Persico al centro della foto, alla sua sinistra Enrico Fermi (Gressoney-La-Trinité, dicembre 1932)

In ricordo di un amicoModifica

  • Prendemmo l'abitudine di fare lunghe passeggiate a piedi da un capo all'altro di Roma, discutendo con giovanile presunzione, di filosofia, di politica, e di scienza. Ma in queste conversazioni da ragazzi, Enrico [Fermi] portava una precisione di idee, una sicurezza e originalità di giudizio che non cessavano di stupirmi. Nel campo, poi, della matematica e della fisica, egli mostrava di conoscere una quantità di argomenti assai più elevati di quelli trattati a scuola, e li conosceva non già in modo scolastico, ma in modo tale da muoversi dentro con assoluta disinvoltura. Poiché per lui, fino da allora, conoscere un teorema o una legge significava essenzialmente, saperli adoperare. (p. 46)
  • Luigi Puccianti, allora direttore dell'Istituto Fisico di Pisa, da uomo nobile e modesto quale era, non esitò a concedere all'eccezionale allievo [Enrico Fermi] un trattamento eccezionale, e a considerarlo, più che uno scolaro, un amico, a cui non si vergognava di chiedere spiegazioni, e anche lezioni, sugli argomenti più attuali della fisica. (p. 47)
  • Di gusti estremamente semplici, [Enrico Fermi] amava la vita tranquilla di famiglia e considerava il denaro soltanto come mezzo per procurarsi le comodità essenziali e la tranquillità necessaria ai suoi studi; ogni manifestazione di lusso era per lui una inutile complicazione della vita.
    Amava moltissimo l'esercizio fisico; il tennis, lo sci, le gite in montagna, e godeva di queste cose, anche adulto, con giovanile abbandono. Ancora l'estate scorsa[1] ebbi la fortuna di averlo compagno di villeggiatura sulle Alpi e in Toscana. Benché fosse già sofferente del male, che poco dopo doveva rivelarsi fatale, era ancora il caro e semplice compagno delle nostre passeggiate giovanili. Anzi in una gita che facemmo, noi due soli, nell'isola d'Elba, ritrovai in lui una sua vecchia abitudine, che credo pochi conobbero, e che forse farà stupire chi lo ha conosciuto solo superficialmente. Spesso, nei momenti di distensione, camminando o sostando in vista di un bel paesaggio, l'ho udito recitare, come tra sé, lunghi brani di poesia classica, di cui fin dalla giovinezza custodiva nella memoria un ricco tesoro. Temperamento poco incline alla musica, la poesia gli teneva luogo di canto. (p. 51)
  • Il nome di Fermi, per la grande maggioranza degli uomini, resta legato alla pila e alle utilizzazioni dell'energia atomica. Per i fisici esso si ricollega anche, direttamente o indirettamente, a gran parte dei progressi fatti dalla fisica nell'ultimo trentennio. Ma per tutti coloro che conobbero Fermi da vicino e lo ebbero caro, esso è legato al ricordo indimenticabile di un uomo semplice, saggio e buono, della bontà serena dei forti. (p. 51)

NoteModifica

  1. L'estate del 1954; Fermi morì nel novembre successivo.

BibliografiaModifica

  • Enrico Persico, In ricordo di un amico, Commemorazione tenuta all'Università di Pisa nel gennaio del 1955, in AA.VV., Dossier. Enrico Fermi: vita breve di un grande italiano, Sapere, rivista bimestrale, Edizioni Dedalo, anno 67º, numero 4 (1015), agosto 2001, pp. 46-51.

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