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Enrico De Nicola

1º presidente della Repubblica Italiana

Citazioni di Enrico De NicolaModifica

  • Questa cerimonia che ha per pretesto la mia persona, ma ha per finalità l'augurio per l'avvenire d'Italia, alla quale, da questo Colle, onusto di venticinque secoli di storia, al Campidoglio, noi rivolgiamo il nostro filiale pensiero, memore e riconoscente, perché nella libertà sentita non come licenza ma come una disciplina consentita e nella vera pace che non è l'assenza della guerra, ma è la pace delle anime, raggiunga il suo infallibile radioso destino.[1]

Dal discorso di Insediamento del Presidente della Camera del Regno d'Italia, 27 giugno 1920

Stenografico trascritto del discorso di Insediamento pubblicato nell'Archivio della Camera dei Deputati, Roma, 27 giugno 1920.

  • Il largo suffragio, onde avete voluto chiamarmi a questo altissimo seggio, onorato fino a ieri dal forte intelletto e dalla calda eloquenza di Vittorio Emanuele Orlando, non deve essere altrimenti spiegato se non col proposito di dimostrare come, in una Camera eletta con l'equa rappresentanza di tutte le classi e di tutti i partiti, parlamentari eminenti possano alternarsi, nell'esercizio delle più delicate funzioni, con modesti colleghi, se una sola ambizione li accomuni: quella di compiere, con tutte le energie di cui sono capaci, il loro dovere, se una sola fede li avvinca: quella nell'avvenire e nella grandezza d'Italia.
  • Mi conforta il pensiero che, a traverso le più disparate concezioni politiche ed i più vivaci dissensi di propositi e di idee, nessuno potrà mai dimenticare, al di sopra di tutte le competizioni e al di fuori di ogni dissidio, il sentimento di reciproco rispetto, che è fondamento e condizione di ogni convivenza civile, e l'affetto filiale, che dovrà essere tanto più pavido e tenero per la terra, che fu la nostra culla e raccoglie le tombe dei nostri cari quanto più grave è la crisi, che la insidia e la tormenta.
  • Il mondo è dei pazienti, disse uno dei fondatori della grande democrazia americana; e noi sapremo, con sforzo vigile e diuturno, curare le nostre ferite, risanare i nostri mali, ricostruire le nostre fortune.
  • Nell'esercizio delle mie funzioni una sola idea mi sarà monito e guida: di poter dire, allorché vi rimetterò il mandato, che, se involontari errori commisi, non mi resi mai indegno della vostra fiducia, perché non venni mai meno ai miei più sacri doveri.

Dal discorso di Insediamento del Presidente della Camera del Regno d'Italia, 14 giugno 1921

Stenografico trascritto del discorso di Insediamento pubblicato nell'Archivio della Camera dei Deputati, Roma, 14 giugno 1921.

  • Ai colleghi delle provincie non conquistate ma ricongiunte all'Italia io sono fiero di rivolgere, in vostro nome, un deferente saluto di solidarietà e un fervido augurio di bene. Essi, che attraverso l'invocazione delle gloriose tradizioni di Roma ottennero ier l'altro l'augusto affidamento della cura più gelosa e del più profondo rispetto per quanto attiene alla coscienza nazionale di popolazioni di diverse razze e di lingue diverse fatalmente confuse sulle nostre naturali frontiere, troveranno nel Parlamento il presidio di ogni libertà, la tutela di ogni sacro diritto, la espressione più alta della sovranità popolare, la difesa e lo scudo di ogni causa nobile e degna.
  • Leviamo i nostri sentimenti all'altezza dei nostri destini. Non dimentichiamo le nostre virtù per ricordare i nostri errori ed esagerare i nostri difetti.

Dal discorso di Insediamento del Presidente del Capo provvisorio dello Stato, 15 luglio 1946

Testo originale pubblicato nell'Archivio della Presidenza della Repubblica, Roma, 15 luglio 1946.

  • Giuro davanti al popolo italiano, per mezzo della Assemblea Costituente, che ne è la diretta e legittima rappresentanza, di compiere la mia breve ma intensa missione di Capo provvisorio dello Stato ispirandomi ad un solo ideale: di servire con fedeltà e con lealtà il mio Paese.
  • Dobbiamo avere la coscienza dell'unica forza di cui disponiamo: della nostra infrangibile unione. Con essa potremo superare le gigantesche difficoltà che s'ergono dinnanzi a noi; senza di essa precipiteremo nell'abisso per non risollevarci mai più.
  • La grandezza morale di un popolo si misura dal coraggio con cui esso subisce le avversità della sorte, sopporta le sventure, affronta i pericoli, trasforma gli ostacoli in alimento di propositi e di azione, va incontro al suo incerto avvenire.
  • La nostra volontà gareggerà con la nostra fede. E l'Italia – rigenerata dai dolori e fortificata dai sacrifici – riprenderà il suo cammino di ordinato progresso nel mondo, perché il suo genio è immortale.
  • Ogni umiliazione inflitta al suo onore, alla sua indipendenza, alla sua unità provocherebbe non il crollo di una Nazione, ma il tramonto di una civiltà: se ne ricordino Coloro che sono oggi gli arbitri dei suoi destini.

Citazioni su Enrico De NicolaModifica

  • Alto, slanciato, di un'eleganza appena antiquata, De Nicola non possiede nemmeno l'automobile. Ogni mattina prende la Circumvesuviana con la sua borsa di pelle e arriva a Napoli confuso fra gli operai. Cattolico praticante, è devoto di molti santi e in particolare di Sant'Antonio e della Madonna di Pompei. (Gianni Corbi)
  • È un uomo non facile il nuovo capo provvisorio dello stato. Con la sua aria distaccata e sdegnosa De Nicola è stato protagonista delle più importanti vicende politiche, un ponte tra il crepuscolo dell'età giolittiana e la nuova Italia dei Comitati di liberazione nazionale. È stato lui – nei mesi bui seguiti all'8 settembre del 1943[2] – a suggerire la soluzione della luogotenenza, il faticoso compromesso tra monarchia e partiti antifascisti. (Gianni Corbi)
  • Il biennio presidenziale di Enrico De Nicola – che coincise con la vita dell'Assemblea Costituente – dimostrò come potessero l'alto prestigio, il riconosciuto equilibrio, la rara imparzialità e l'altissimo senso giuridico dell'uomo costituire il solido ponte sul quale pacificamente passò la trasformazione istituzionale; e come la disinteressata opera di una personalità su cui convergeva l'universale simpatia del paese valesse a colmare il vuoto costituzionale, che inevitabilmente si era delineato. (Giovanni Leone)
  • Succedo a due indimenticabili amici – per nominare soltanto gli ultimi che onorarono questo seggio – ad Enrico De Nicola ed Alfredo Rocco, che sono il vanto della terra dove io nacqui, e che qui, a questo posto, diedero prova costante di rettitudine politica, di acume giuridico, di fervida operosità. Ad essi mando il memore saluto dell'Assemblea, orgoglioso, se mi sarà possibile, di seguirne l'esempio. (Antonio Casertano)

NoteModifica

  1. Audio originale disponibile su Rai Storia – Q verso il Quirinale, Rai, 23 marzo 2013.
  2. Annuncio dell'armistizio tra Regno d'Italia e Alleati della seconda guerra mondiale.

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