Enrico Castelnuovo

storico dell'arte italiano

Enrico Castelnuovo (1929 – 2014), storico dell'arte italiano.

L'artistaModifica

  • Chi ha costruito Tebe dalle sette porte? La celebre domanda di Brecht oppone l'anonimato dei molti che nell'ombra fanno la storia alla notorietà dei pochi che vengono presentati come protagonisti. E verrebbe fatto di applicarla alla situazione degli artisti nel Medioevo. Chi ha progettato i mosaici di San Vitale, chi ha dipinto gli affreschi di Castelseprio, chi ha scolpito i capitelli di Cluny, chi ha costruito la cattedrale di Chartres? (p. 237)
  • Hugues Libergier, architetto della chiesa – oggi distrutta – di Saint-Nicaise a Reims è rappresentato sulla lastra tombale vestito con un abito d'apparato che assomiglia a una toga accademica e con in mano il modello della chiesa da lui costruita, un privilegio questo finora concesso solo ai committenti. (p. 262)
  • Il caso più celebre è quello di Bernwardus, vescovo di Hildesheim all'inizio dell'XI secolo la cui competenza sia nel campo delle arti liberali che di quelle meccaniche è sottolineata fin dal primo capitolo della sua biografia in cui si afferma: «... e quantunque il suo animo ardesse di vivacissmo fuoco per ogni scienza liberale tuttavia si dedicò a studiare quelle arti di minor peso che vengono chiamate meccaniche. Risplendette prima nella scrittura ma esercitò la pittura, le tecniche fabbrili e quelle della fusione...» (p. 254)
  • Le varie capacità del vescovo sono sottolineate nel testo della biografia scritta da Thangmarus, decano del capitolo di Hildesheim e rettore della scuola cattedrale che di Bernwardus era stato maestro. Egli descrive le sue abilità, nello scolpire in pietre dure e cristallo di rocca, nel cesellare oreficerie, scrigni, teche, reliquari, calici, rilegature di codici, insiste sulle sue capacità di pittore, costruttore, architetto. Il suo nome ricorre su un certo numero di opere e in particolare sulle superbe imposte bronzee di Hildesheim. (p. 254)
  • Oltre la biografia scritta da Thangmarus abbiamo alcuni brani autobiografici di Bernwardus medesimo, assai interessanti per chiarire le intenzioni della sua committenza. Che si esercitò in modo talmente attivo, impegnato e coinvolgente da far pensare che egli abbia veramente dato ben più che delle indicazioni agli artisti che per lui lavorarono, e che, in molti modi, sia stato coinvolto nel loro lavoro. (p. 254)

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