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Ellis Weiner (???? – vivente), scrittore e umorista statunitense.

Howard il paperoModifica

CitazioniModifica

  • Paperolandia è un pianeta abitato da individui civilizzati. Essi hanno scelto liberamente di organizzarsi politicamente in una repubblica democratica a base maggioritaria che garantisca il diritto di ogni cittadino al relax sulla poltrona reclinabile. La Terra invece è un pazzo mondo dove può accadere di tutto.
    Logico dedurre che su questo pianeta Howard non avrà una vita tanto facile. (p. 24)
  • Cultura e civiltà cambiano da un paese all'altro. Vicoli umidi, sporcizia, rumore assordante e violenti criminali costituiscono probabilmente il massimo per un terrestre. (p. 31)
  • [Su Howard il papero] Lui sì che ci speva fare con gli squilibrati... In fatto di lunatici si era fatto una grande esperienza lavorando nell'agenzia pubblicitaria a Paperolandia... (p. 32)
  • [Su Cleveland] In quella città dimenticata da Dio non succedeva mai niente di nuovo. Che lo si imputasse ai casi della vita, alla posizione geografica o alla pura fortuna restava comunque il fatto che tanto gli eventi importanti come la gente che conta non erano mai lì, ma da qualche altra parte, a Los Angeles, ad es., oppure a New York. Era un circolo vizioso: se uno che è veramente qualcuno va a vivere in un posto piuttosto che in un altro, si può star certi che chiunque si ritenga qualcuno gli andrà dietro. E poi, diciamecolo francamente, che cosa mai poteva accadere di nuovo nella vecchia sonnacchiosa Cleveland? Forse nemmeno un marziano piovuto dal cielo sarebbe riuscito a portare una ventata d'allegria in quella fogna di città! (pp. 40-41)
  • Quel papero parlava inglese! Si era mai visto niente di più ridicolo? (p. 44)
  • Non conosceva nemmeno una mossa di Quack Fu!!! Aveva preso solo poche lezioni, ma aveva lasciato perdere subito perché era uno sport troppo violento per lui. Però si ricordava ancora "L'urlo di Furore" alla Quack Fu! (p. 45)
  • Su questo pianeta vige la legge della violenza, non ha senso comportarsi da papero intelligente, disponibile e pacifista. (Howard il papero; p. 46)
  • La mia vita è stata completamente distrutta. [...] Che cosa ci faccio qui? Tu sei un bipede implume... io invece sono un papero! È tutto sbagliato! (Howard il papero; p. 52)
  • Quando avevamo vent'anni inveivamo contro il sistema e adesso che ne abbiamo trenta corriamo a leccargli il culo. (Howard il papero; p. 54)
  • Non ho alcuna intenzione di vagabondare per il mondo in attesa che il destino cosmico si compia! Voglio tornare a casa, punto e basta! (Howard il papero; p. 55)
  • Partendo dalla considerazione che allo stadio di sviluppo attuale non c'è alcuna differenza fra la civiltà terrestre e quella del mondo da cui Howard proviene, dobbiamo dedurne che, in epoca preistorica, su quel pianeta la specie dominante non era la scimmia bensì il proto-papero! Ed infatti è stato il Papero a progredire nella scala evolutiva! Ha subìto mutazioni fisiche quali: il rimpicciolamento delle ali che, via via, sono diventate braccia, l'aumento di statura, etc. Le sue capacità intellettive sono aumentate, ha dato vita ad una forma di civiltà evoluta costruendo prima villaggi e poi città! Il Papero ha inventato il sigaro! Finché, di progresso in progresso, è diventato quella creatura pensante e razionale che possiamo chiamare Anatidae Contemporaneae... vale a dire Il Papero Moderno! (Phil Blumburtt; pp. 71-72)
  • Come è noto i paperi sono esseri acquatici, di conseguenza fare il bagno per loro non è solo una sana pratica igenica ma anche un momento di relax indispensabile al mantenimento del loro equilibrio psico-emotivo. (p. 84)
  • Prendete un manipolo di persone, sbattatele nello snack-bar di un'area di servizio, carburatele con un paio, anzi meglio una dozzina di birre, e poi sguinzagliatele dietro un papero proveniente da un altro pianeta: ecco, questa è l'America! Un istinto atavico profondamente radicato nell'animo stesso di questa nazione spinge l'americano medio a sfidare tutto e tutti pur di procacciarsi del pollame fresco. (p. 147)
  • Sono i poveri ad avere un maggior senso della dignità e dell'orgoglio... visto che non possono avere altro! I ricchi non ne possiedono un bricciolo... forse perché non ne hanno bisogno! È illogico, ma le statistiche dimostrano che chi ha minori motivi per essere orgoglioso, lo è maggiormente! Che cosa volete farci... Questa è l'America! (p. 225)

ExplicitModifica

E dunque Howard era intrappolato in un mondo che non gli apparteneva... Ma ditemi, chi non lo è? (p. 229)

BibliografiaModifica

  • Ellis Weiner, Howard il papero, traduzione di Anna Mariani, Rizzoli, 1986, ISBN 88-17-85882-X

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