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Elio Fiorucci (1935 – 2015), imprenditore e stilista italiano.

Citazioni di Elio FiorucciModifica

  • Il bene deve essere sentito come vocazione umana, indipendentemente dai singoli fenomeni religiosi che, spesso, si sono allontanati dalla purezza originaria. Si tratta ovviamente di sottoporre a rivoluzione anche un modello sociale di sviluppo e consumo come quello attuale, partendo dal concetto che il benessere di ognuno di noi non dipende solo da quello dell'altro ma soprattutto dall'equilibrio con la natura e con ogni forma di vita. Allora, perché continuare a incoraggiare e foraggiare, con i nostri consumi, un modello che sfrutta gli animali? Il consumo di carne nella civiltà contadina era, oltre che contenuto, legato a cicli naturali e basato sul rispetto degli animali. L'allevamento intensivo di oggi è, invece, una forma di crudeltà inaccettabile: togliere la dignità ad un animale è un'alterazione grave dell'armonia cosmica.[1]
  • [...] ho, diciamo, da anni quest'idea che ci si debba sensibilizzare verso gli animali, e volevo raccontare un episodio: [...] a Shanghai eravamo lì per la questione dell'Expo e c'era un gruppo di cuochi [...]; mi hanno visto e hanno detto: «Sentiamo cosa pensa Fiorucci della cucina». E io ho detto: «La cucina futura, vostra, sarà sempre in difficoltà se buttate le aragoste vive nell'acqua bollente e se chiudete le galline nelle gabbie, senza che abbiano commesso un delitto, di trenta centimetri». [...] Ho detto: «Bisognerebbe fare una cucina senza crudeltà», perché secondo me [...] durante la vita degli animali non possiamo renderli infelici.[2]
  • Il mio percorso verso il vegetarianismo è stato lento, è stato qualcosa a cui ho pensato per lungo tempo, e quando ho letto Se niente importa di Jonathan Safran Foer qualcosa in me si è mosso. Credo che il nutrimento di una persona non dovrebbe richiedere la tortura degli animali, e che si possa trarre piacere dal cibo anche senza la carne. [...] Ognuno ha un traguardo, e il mio in questo momento è diventare vegano – penso a loro come a dei santi moderni, dato che fanno sacrifici per un miglior bene collettivo.
My path to vegetarianism was a slow one, it was something I thought about for a long time, and when I read Eating Animals by Jonathan Safran Foer, something in me clicked. I believe that feeding oneself shouldn't require torturing animals, and that one can take pleasure in food even without meat. [...] Everyone has a goal, and mine right now is to become vegan – I think of them as modern saints, as they make sacrifices for a better, collective good.[3]
  • Io ho sempre trovato mostruoso che si possa affittare l'utero di una donna per poi portarle via il bambino – e il bambino non saprà mai chi è sua mamma – per una forma di egoismo affettivo che però fa un danno enorme sia alla mamma, sia ai bambini che si chiederanno sempre di chi sono figli. [...] Prima di tutto crei l'infelicità di una mamma che non saprà dove sono i suoi bambini solo perché in un momento di difficoltà economica ha dovuto accettare dei soldi per fare un'azione di cui si pentirà sicuramente. [...] [Dolce & Gabbana] prima di tutto io li stimo moltissimo umanamente, professionalmente... sono delle persone geniali. Per cui hanno fatto benissimo a segnalare questa cosa: se vuoi un bambino, lo adotti prima di tutto, e questa è una cosa meravigliosa, perché chi è ricco può anche permettersi di adottare non uno, ma dieci bambini, andarli a trovare, coccolarli, fargli dei regali, preparargli una bella vita. Perché uno deve dire "No, questo è mio figlio perché viene dal mio seme però l'ho rubato alla mamma"?[4]
  • La creatività ha sempre una radice nel sapere dell'altro, è il miglioramento di qualcosa che c'è già.[1]

NoteModifica

  1. a b Dall'intervista di Giovanni Orso, Visti da vicino: Elio Fiorucci, Eco di Biella, 5 marzo 2012.
  2. Dall'intervento alla Giornata per la Coscienza degli Animali del 2 luglio 2011. [collegamento interrotto]
  3. (EN) Dall'intervista di Roberta Schira, Elio Fiorucci: Fashion, Love Therapy & Vegetarianism, finedininglovers.com, 15 novembre 2013.
  4. Visibile in Andrea Scarpa, L'ultima intervista inedita a Elio Fiorucci: "L'utero in affitto è una cosa oscena", tiscali.it, 15 luglio 2015.

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