Eleonora d'Arborea

sovrana del giudicato d'Arborea

Eleonora o Elianora d'Arborea (1347 circa – 1403), giudicessa d'Arborea.

Eleonora d'Arborea

Citazioni su Eleonora d'ArboreaModifica

Eugenio Salomone CameriniModifica

  • Ella ancora giovanetta sentiva che a reggere Stati non bastano le serene virtù dell'animo, se all'uopo non vanno congiunte colla sapiente vigoria dell'armi: ond'ella piaceasi nell'apprendere le cose di guerra, e ragionandone accendevasi in volto di ardore militare.
  • Tanta era l'inclinazione sua alle armi, che, secondo si ritrae dal biografo di lei don Giovanni Cupello di Oristano, non ancora quattordicenne si finse oppressa da mal di capo, e rimasta sola nel suo palagio, avvicinossi al soldato di guardia con maniere dolci ed amabili richiedendogli la lancia; ma negandola lui, la richiese con voce più severa, e niegatale ancora la seconda e la terza volta, gli diede un pugno sì forte nella mano, che lasciò scappare la lancia. La prese ella tosto, e a lui voltasi gli chiese perdono dell'insulto; e mostrando gran contento ed allegria di stringere quell'arme si a pregarlo che volesse ammaestrarla a ben maneggiare lancia e spada, non senza minacciarlo della sua indegnazione se ogni giorno di nascosto non la istruisse.
  • Una peste letale nel 1404 desolava la Sardegna coprendola di orrenda strage, e la morte entrata in Oristano mieteva moltitudine di vittime. Allora la guerriera e la legislatrice tutta fu intesa a provveder spedali, ad accorrere con medici e farmachi dove più il morbo infieriva e qui assisteva ai miseri appestati, là ricoverava gli orfani, largheggiando di affetti e di soccorsi, e tale divenne che oggi sarebbe sembrata una delle più zelanti suore di carità che vanno fra gl'infermi dei due mondi, angeli della misericordia a confortare le miserie umane.

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