Doctor Sleep (film 2019)

Film

Doctor Sleep

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Titolo originale

Doctor Sleep

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 2019
Genere orrore
Regia Mike Flanagan
Soggetto dal romanzo di Stephen King
Sceneggiatura Mike Flanagan
Produttore Jon Berg, Trevor Macy
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Doctor Sleep, film del 2019, sequel del film Shining, con Ewan McGregor, regia di Mike Flanagan.

FrasiModifica

  • [Danny vede lo spirito di Dick] E così non ti va di parlare, eh, Doc? Neanche quando ci siamo conosciuti parlavi molto. Ti ricordi la prima volta che abbiamo parlato davvero? Quando hai sentito la mia voce nella tua testa? [parla con Danny attraverso la sua mente] Era una bella sensazione, no? Sapere che non eri solo. Qualcuno l'aveva fatto a sua volta per me. E un giorno tu, Danny Torrance, lo insegnerai ad altri. (Dick)
  • Quindici? Oh, Dio che splendida età. La primavera della tua femminilità. Non sei una ragazzina, non più ma allo stesso tempo non hai neanche una piccola ruga. La gravità non si è accorta di te. Non ancora, almeno. (Rose)
  • Ecco cosa ti offro: un'eterna primavera. Tra 10 anni avrai ancora 15 anni. Tra 100 anni forse 17. Mangia bene, resta giovane, vivi a lungo. (Rose)
  • Noi siamo il Nodo e resisteremo. Noi siamo i prescelti. Noi siamo i fortunati. Ciò che è legato nessuno mai osi sciogliere. (Nonno Smilzo)
  • Non puoi giudicare una persona finché non conosci la sua storia. Tu pensi di capire, ma ti sbagli. (Dottor John Dalton)
  • C'è meno vapore in giro oggi ed è meno forte. Non so se dipende dai cellulari, dalla dieta o da Netflix, magari. (Papà Corvo)
  • È passato tanto tempo? Io non so dirlo. Questo mondo è un sogno di un sogno per me, ormai. (Dick)
  • A me sembra che tu sia venuto su bene, ragazzo. Ma hai ancora un debito, pagalo. (Dick)
  • Questa era la tua marca Jack Daniels. Le ricordo le bottiglie a casa nostra. La vera casa, prima di questa. Una volta ne annusai una, sembrava l'odore di qualcosa che va a fuoco il che era più o meno vero. (Dan)
  • Il mondo è un luogo affamato. Un luogo buio. Forse ce ne sono altri, o cose come loro, o peggiori, ma ce ne sono altri come te. Persone che lottano. Quando io e te c siamo conosciuti, ti ho detto che dovevi nasconderti. Che dovevi tenere la testa bassa. Non mostrare la luccicanza. Ma mi sbagliavo. Luccica, Abra Stone. Continua a luccicare. (Dan)

DialoghiModifica

  • Rose: E a proposito di cose speciali, anche tu sei un po' magica, non è vero? Il fiore che ho in mano, di che colore è?
    Violet: Viola.
    Rose: Violet, è il tuo nome. [Rose mangia il fiore]
    Violet: I fiori non si mangiano!
    Rose: Invece sì.
    Violet: Ma questi sono speciali.
    Rose: Tesoro, sono quelli speciali che sono più buoni...
  • Dan: Non voglio luccicare, dico. Non più, è pericoloso.
    Dick: Non ti do torto. Lo è certe volte.
    Dan: Lei mi ha trovato e perciò non si fermerà finché non mi prende.
    Dick: Hai ragione. L'Overlook è inagibile. È tutto sprangato. Sono affamati quei vecchi fantasmi e cercano di arrivare a te. E lei non sarà l'ultima.
  • Dan: Fotografie in un libro. Hai detto che erano come fotografie di un libro e non mi facevano del male.
    Dick: Per certe cose, cose oscure, la luccicanza è cibo. L'Overlook è sempre stato solo un mucchio di foto per me. Ma io non luccicavo quanto te. Nessuno può luccicare quanto te. Perciò tu in quel stramaledetto hotel eri come una batteria da un milione di watt alla massima potenza. E li hai attirati. Il mondo è un luogo affamato. E le cose più oscure sono le più affamate e si nutrano di luccicanza. Sciamano come zanzare o sanguisughe. Non c'è modo di impedirglielo. L'unica soluzione è rivoltare quello che cercano contro di loro.
  • Dick: Voglio che tu conosca questa scatola, sia dentro che fuori. Non guardarla soltanto, toccala. Ficcaci il naso, senti di che odora, magari.
    Dan: Perché?
    Dick: Perché ti costruirai una scatola proprio come questa nella tua mente e sarà perfino più speciale. E quando quella stronza si farà viva, tu sarai pronto.
  • Billy: Cambio di panorama o scappi da qualche cosa, magari? Oh, scusa solo perché sei una faccia nuova.
    Dan: Sì, sto scappando un po' da me stesso, direi.
    Billy: Scappare da te stesso è un bel problema, ti porti dietro dovunque vai.
  • Dottor John Dalton: Credi in qualcosa? Qualcosa più grande di tee?
    Dan: Io... credere non ci rende persone migliori. Le azioni ci rendono persone migliori.
  • Dottor John Dalton: Hai problemi con chi sta morendo?
    Dan: No. Tutti stiamo morendo. Il mondo è un mega ospizio con aria fresca.
  • Malato terminale: Lei è uno strano tipo di medico.
    Dan: Gliel'ho detto, non sono un medico.
    Malato terminale: Secondo me, sì. Dottor Sleep. Ho tanta paura che sentirò dolore o che sarà buio o che non ci sarà proprio niente. E non voglio...
    Dan: [Parla con l'ammalato attraverso la sua mente] Non c'è niente di avere paura. È come addormentarsi. Finalmente il sonno vero, ristoratore.
    Malato terminale: Oh, grazie. Grazie, dottore.
    Dan: Senta io non dovrei essere qui. Ora le vado a chiamare...
    Malato terminale: No, no, no, no. Lei è esattamente al suo posto. Esattamente.
  • Abra: Mio padre? Cos'è successo a mio padre?
    Papà Corvo: Oggi è morta tanta brava gente. Tanta brava gente. Vorrei dirti che qualcuno pagherà, che ci sarà una giustizia che trionferà sui tristi eventi di oggi, ma non funziona così. Ti avremmo preso in ogni modo. Sono morti alcuni dei miei. Sono morti alcuni dei tuoi. Non è cambiato il risultato. Riflettici un momento. Non è cambiato il risultato. Perciò quei morti, tutti quei morti, sono uno spreco. Uno spreco che hai provocato tu, signorina. E per cosa?
    Abra: Ti prego, sentimi.
    Papà Corvo: Non ti sente nessuno. Ti conviene rilassarti e goderti il viaggio. Come ho detto, non è cambiato il risultato.
  • Dan: C'è un posto [riferendosi all'Overlook] Un posto pericoloso per persone come noi.
    Abra: Il posto di cui mi hai parlato? Quello affamato?
    Dan: Sì, quel posto.
    Abra: Ma se è pericoloso, perché andiamo lì?
    Dan: Se è pericoloso per persone come noi, sarà pericoloso per persone come lei. Forse ancora di più.
  • [Dan è al bar Overlook Hotel e vede un barista simile a suo padre] Il Barista: Deve perdonarmi, mister Torrance. Non so dove siano finiti tutti, ma si animerà presto.
    Dan: Oh, lo so io dove sono. E hai ragione, si animerà presto.
    Il barista: Se mi posso permettere, mister Torrance, sembra che si approfittino di lei.
    Dan: Si approfittano?
    Il barista: La trascinano nei problemi degli altri. E succede spesso, sempre se mi posso permettere.
  • Il barista: Credo che mi abbia scambiato per qualcun altro. Sono solo un barman.
    Dan: Ah, sì? Solo Lloyd il barman che versa gioia all'Overlook Hotel?
    Il barista: Le verso tutto quello che vuole, mister Torrance.
  • Dan: Oh, papà. Questa bevanda costerà moltissimo.
    Il barista: I tuoi soldi non sono buoni qui. Ordini dalla casa.
    Dan: Costerà più dei soldi. Mi costerà otto anni. Otto dietro di me, e chissà quanti davanti a me.
  • Dan: Un uomo prende un drink, il drink prende un drink, e poi il drink prende l'uomo. È così, papà?
    Il barista: Medicina. Ecco che cos'è: medicina che cura ogni cosa. La mente è come una lavagna. E questa è il cancellino. [beve il whisky che ha offerto a Dan] Un uomo ci prova. Si dà da fare. Ma è circondato da bocche e ha una famiglia. Una moglie, un figlio. Quelle bocche mangiano tempo. Mangiano i suoi giorni sulla terra. Se li divorano. Questo è sufficiente per far ammalare un uomo. [versa più whisky nel bicchiere e lo offre a Dan] E questa è la medicina. Quindi, dimmi, cucciolino, la prendi o no questa medicina?

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