Dio perdona... io no!

film del 1967 diretto da Giuseppe Colizzi

Dio perdona... io no!

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Titolo originale

Dio perdona… Io no!

Lingua originale italiano e inglese
Paese Italia
Anno 1967
Genere Western
Regia Giuseppe Colizzi
Soggetto Giuseppe Colizzi
Sceneggiatura Giuseppe Colizzi
Produttore Enzo D’Ambrosio
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Dio perdona... io no!, film del 1967 su regia di Giuseppe Colizzi e il primo della coppia Bud Spencer e Terence Hill.

  • E sono molti i miei uomini. (Bill)
  • Sotto, animale. Presto! (Doc) [A Earp per sollevare la cassa col denaro]
  • Io vi conosco, si può dire da sempre. Vi conosco troppo bene per non sapere quali sono le cose che non sopportate. (Bill)
  • Stupido bestione guasta feste. (Doc) [Riferito a Earp]

Dialoghi

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  • Locandiere: È chiuso.
    Earp: Ho fame, vorrei qualcosa da mangiare.
    Locandiere: Ho detto che è chiuso.
    Earp: Dov’è possibile sfamarsi qui intorno?
    Locandiere: All’Inferno!
    Earp: Eheh. Sapete che siete un tipo spiritoso?
    Locandiere: E voi un rompi… [Si volta a guardarlo e cambia idea]
  • Doc: Vecchio scemo.
    Earp: Sei ridotto al solitario, eh Doc?
    Doc: Un gioco che va fatto da soli.
    Earp: Non vorrai mandarmi in giro con questo buio? Lo sai che da un po’ di tempo credo ai fantasmi?
    Doc: Così mi stavi cercando.
    Earp: Già.
    Doc: Perché?
    Earp: Una settimana fa hanno rapinato un treno della MKT: trecentomila dollari, in oro.
    Doc: Una mano fortunata.
    Earp: E nessuno vivo. Nessuno per andare in giro a raccontare chi è stato.
    Doc: Professionisti.
    Earp: Quanti ne conosci, Doc, che siano capaci di farlo?
    Doc: Molti.
    Earp: Senti, t’ho detto che nessuno è uscito vivo da quella faccenda e invece no. Uno gliel’ha fatta ed è campato abbastanza per venire a raccontarmi com’è andata e chi è stato.
    Doc: Avanti. Un’altro piccolo sforzo e gliel’hai fatta. Sputa.
    Earp: Bill. Il nostro vecchio amico Bill Sant’Antonio.
    Doc: Dove vuoi arrivare?
    Earp: Sono arrivato.
    Doc: Per questo m’hai detto che da un po’ di tempo credi ai fantasmi.
  • Doc: Non sei cambiato affatto, vecchio scemo.
    Earp: Perché non mi racconti com’è andata quella notte?
    Doc: Va all’inferno.
  • Earp: Tiramela giù! [Con la cassa sulle spalle]
    Doc: No, è meglio che ci crepi sotto.
    Earp: Fa presto! Tiramela giù!
    Doc: Bill morirà dal ridere quando ti troverà stecchito sotto questa cassa. Penserà che sei solo un ladro venuto qui per rubare a lui. Pensaci, proprio a lui.
    Earp: Basta! Non gliela faccio più!
    Doc: Ascolta, animale. Bill ti ha sempre considerato un ammasso di muscoli senza cervello. Ed ha ragione. E sei pure un vigliacco. Uno sporco, lurido vigliacco. [Earp ritrova le forze per portare la cassa.]
  • Earp: Hai avuto una buona idea a seppellire quella cassa. Lassù in collina sarà più al sicuro che in una banca mentre saremo assenti.
    Doc: Saremo assenti.
    Earp: Certo. Ora dobbiamo andare ad avvertire quelli della com… Ehi, non avrai mica intenzione di restare qui, no?
    Doc: Il tuo amico mi deve ancora i dieci mila dollari dell’ultima partita.
    Earp: No no. Tu vieni con me.
    Doc: L’avermi tirato fuori da quella pozzanghera non ti da il diritto di decidere quello che devo… o non devo fare.
    Earp: In quella pozzanghera, come la chiami tu, avrei fatto molto meglio a lasciartici.
    Doc: Non saresti andato lontano.
    Earp: In ogni caso, una volta avvertita l’assicurazione, la parte di percentuale che ti spetta sarà più che sufficiente a ripagare il tuo credito.
    Doc: Questa è un’altra faccenda. E a questo proposito, chi ti ha detto che m’accontenterò di una percentuale? Sei tu che lavori per l’assicurazione, non io.
    Earp: Se la prendi su questo tono è ovvio che devi venire con me! La decideremo subito questa faccenda!
    Doc: Le pistolettate si sentono da lontano e non mi sembra questo il momento di fare tanto rumore. Eh, bestione?
    Earp: Conosco un altro sistema per convincerti.
    Doc: Una cosa non capisco.
    Earp: Quale? … QUALE?
    Earp: Perché vuoi che ti rompa quella facciaccia di cane barbone? [Iniziano a scontrarsi]
  • Bill: Chi l’avrebbe detto che ci saremmo ritrovati insieme, tutti e tre, dopo tanti anni?
    Earp: Già, chi l’avrebbe detto?
    Bill: Però a fidarti dei vecchi amici… Uno se ne sta tranquillo, per i fatti suoi, loro arrivano, ti ammazzano tre uomini, rubano e hanno tutte le migliori intenzioni di andarsene senza neppure salutare.
    Doc: Senti, morto, come ti fai chiamare adesso?
    Bill: Quanto sarebbe bello il mondo se ognuno pensasse agli affari suoi.
    Doc: Non la pensavi così quando mi mandasti a chiamare un anno fa.
    Bill: Quante storie per un po’ di cartucce a salve.
    Doc: Non le tue.
  • Bill: Troppa gente. [Bill spara alla gente nel locale e Doc spara agli scagnozzi di Bill]
    Doc: Si, troppa gente.
  • Doc: Lo sai che ho pensato, morto? Di riproporti quello che mi hai offerto così gentilmente un anno fa.
    Bill: Ti ringrazio, però è molto difficile far prendere fuoco ad un mucchio di sassi, non ti pare?
    Doc: Non fuoco. Solo dinamite. La quantità giusta per farti fare un bel volo. Senza trucchi sta volta.

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