De viris illustribus urbis Romae

De viris illustribus urbis Romae, raccolta storiografica del IV secolo.

CitazioniModifica

  • Cleopatra, figlia di Tolomeo re degli Egizi, sconfitta da Tolomeo, suo fratello e marito, al quale voleva prendere il regno, venne da Cesare ad Alessandria durante la guerra civile; da lui ottenne, attraverso la propria bellezza e il sesso, il regno di Tolomeo e la sua morte. Fu di così tanta lussuria che spesso si prostituì, di così tanta bellezza che molti uomini compravano una notte con lei a prezzo della vita. Dopo che si unì ad Antonio, sconfitta con lui e avendogli fatto credere di essersi suicidata, morì nel proprio mausoleo per il morso di serpenti.
Cleopatra Ptolomaei regis Aegyptiorum filia, a fratre suo Ptolomaeo eodemque marito, quem fraudare regno voluerat, pulsa ad Caesarem bello civili in Alexandriam venit; ab eo specie sua et concubitu regnum Ptolomaei et necem impetravit. Haec tantae libidinis fuit, ut saepe prostiterit, tantae pulchritudinis, ut multi noctem illius morte emerint. Postea Antonio iuncta, cum eo victa, cum se illi inferias ferre simularet, in Mausoleo eius admotis aspidibus periit. (86)

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