Dargen D'Amico

rapper, cantautore, produttore discografico e disc jockey italiano (1980-)

Dargen D'Amico, pseudonimo di Jacopo D'Amico (1980 – vivente), rapper e cantautore italiano.

Dargen D'Amico

Citazioni di Dargen D'Amico

modifica
  • In Italia c’è sempre stata la regola dell’ospitalità e dell’accoglienza, una volta le porte delle case erano aperte: i bambini se avevano fame entravano e dicevano ‘ho fame’ e nessuno chiedeva ‘ma da dove vieni?’ niente, gli davano da mangiare, avevano freddo e li coprivano. Questo è il nostro bagaglio genetico ideale, giusto? Nel momento in cui ascolto discorsi che si dimenticano del valore istintivo della protezione dei cuiccioli, noto che c’è qualcosa che non funziona nell’istinto umano perché se non si proteggono i bambini niente funzionerà.[1]
  • Il movimento dava l’idea del movimento degli esseri umani... L’Italia si sta rimpicciolendo. Non si parla mai del fatto che la bilancia dell’immigrazione economica è in positivo: quello che gli immigrati immettono nelle nostre casse per pagare le nostre pensioni è più di quello che spendiamo per l’accoglienza. Queste sono statistiche che ogni tanto andrebbero raccontate.[1]

Citazioni tratte da canzoni

modifica

Di vizi di forma virtù

modifica

Etichetta: Talking Cat/Universal, 2008, prodotto da Dargen D'Amico, Roofio, Crookers.

  • La via più breve la scopri sempre al ritorno! (da SMS alla Madonna, n. 1)
  • Te lo dico solo una volta: TORNA. Ok, se lo vuoi te lo dico due: TORNA. Te lo dico tre, ti prego TORNA. Per te mando sms alla Madonna! (da SMS alla Madonna, n. 1)
  • È successo un pasticcio totale, una creatura mi ha scippato il cuore, la prego signore forse lei per favore riesce a farselo ridare. (da SMS alla Madonna, n. 1)
  • Faccio musica marginale perché sono nato emarginato! Sono troppo cerebrale per uscirne arricchito e celebrato! (da Low Cash, n. 2)
  • E quando cala la sera, mi chiedo "com'è che ognuno ha già la propria carriera e io attendo ancora la mia, come gli ebrei il messia?" (da Low Cash, n. 2)
  • Senza cash non si esce e resto chiuso qui, nessuno mi scrive mai come fossi http. (da Low Cash, n. 2)
  • Sono così pochi questi dindi che li guardo da vicino, li sorveglio come bimbi. Perdo tempo a dare un nome ed un cognome ad ogni soldo. (da Low Cash, n. 2)

D' parte prima

modifica

Etichetta: Giada Mesi, 2010, prodotto da Giacobbe d'Austerlitz, Marco Zangirolami, Two Fingerz, Big Fish.

  • Rivederti da vicino convertirebbe Dio, | chissà se hai ancora voglia di fare l'amore con me. (da Bere una cosa, n. 1)
  • Ora che le tue labbra riflettono il mondo intero io lo esploro bevendo una cosa con te. (da Bere una cosa, n. 1)
  • Tu che sei la vita, ma senza i tempi morti non mi par vero di rifare l'amore con te. (da Bere una cosa, n. 1)
  • Sono qui in periferia che mi sbraccio ma tu neanche mi vedi | quando ti lancio il mio cuore tra i piedi, | finirai per schiacciarlo andandotene come l'acceleratore, baby. (da Bere una cosa, n. 1)
  • Preferisco viaggiare per posta | e non lasciare il circondario e girar su me stesso | come il riflesso o l'orario o la gente in vita o la clessidra che impassibile gira sull'asse, | non guarda giù e non ha paura di quello che pensa chi la tormenta, | come vorrei che mi insegnasse a non temere gli sguardi del vicino, | io quando cammino solo sul viale della Centrale! io pur di non incontrare nessuno, sai, inseguo l'ombra che mi sta davanti! e si infila in ogni buco come i guanti, la seguo se temo manometta qualche treno. (da Perché non sai mai (quel che ti capita), n. 3)
  • Parlano tutti nessuno con me! Meglio così perché già lunedì ho finito le frasi per la settimana. (da Perché non sai mai (quel che ti capita), n. 3)
  • Cerco la chiave per la mia fortuna. L'ha smarrita un'anziana signora che mi sbatteva cuscini e lenzuola. (da Perché non sai mai (quel che ti capita), n. 3)
  • Prima di uscire cambio l'ordine dei mobili per dare una parvenza di novità. | Mi sbarbo e recupero la mia decenza. (da Malpensandoti, n. 4)
  • Ancora non esiste una lana che scaldi fresca, | l'unica a riuscirci per ora è la vodka. (da Malpensandoti, n. 4)
  • Vado all'ingresso e faccio per entrare. | Il meccanismo automatico, le porte che si aprono per farmi passare mi fa pensare: | qualsiasi addio anche tra due porte è traumatico. (da Malpensandoti, n. 4)
  • Nonostante Malpensa sia in campagna, non c'è nessuno che venda un mazzo di fiori. (da Malpensandoti, n. 4)
  • Com'è possibile che non bastano tre mondi per trovare quello che veramente cerchi, | e l'amore più lungo dura un paio di secondi, ami sempre che ti fa soffrire e fai soffrire terzi. | L'amore toglie la fame, resti digiuno così bevi un mare per colmare gli spazi vuoti, | ma il sale fa ancora più male, per sopravvivere ognuno cerca il proprio Pozzeto come Cochi. (da Malpensandoti, n. 4)
  • Dio, quanto sangue freddo ci vuole aspettando la donna che si ama, soprattutto se non si è sicuri dell'amore, e se è permasa per mesi lontana. (da Malpensandoti, n. 4)
  • Ma poi quando la vedo non penso più | e non so se è lontana o vicina, come i bimbi la tv. (da Malpensandoti, n. 4)
  • Van Damme! Nessuna arte marziale può impedire all'amore di farti male. | Van Damme, nessun arte marziale può impedire l'amore. (da Van Damme (Saddam), n. 5)
  • Non spaventarti se ti faccio male perché | io faccio agli altri ciò che vorrei facessero a me, | poli complementari, odi amo, siamo come i dizionari, siamo Dei | sinonimi e contrari. (da Van Damme (Saddam), n. 5)
  • A volte un bacio solo vale il viaggio o il volo, vale il costo del biglietto come Grace Kelly in slow mo! (da Van Damme (Saddam), n. 5)
  • Io ho letto anche le note scritte in piccolo ma sui manuali di arti marziali, non trovi nessun capitolo che ti eviti eviti eviti eviti di sembrar ridicolo. (da Van Damme (Saddam), n. 5)
  • Mi riconosco nel mio disco solo se mi rispecchio riflesso nel retro del cd. (da Prendi per mano D'Amico, n. 7)
  • Tanto è inutile conservarsi una riserva, | tanto non sai mai la vita cosa riserva, | tanto non si salva neanche la riserva quando la vita taglia la testa "al Toro" come Superga! (da Prendi per mano D'Amico, n. 7)
  • Non lasciarmi a questo misero tavolino, | ormai hai fatto 30 fai 31 e fai mattino! | Facciamoci l'ultimo litro di vino | e poi andiamocene assieme com Falcone e Borsellino. (da Prendi per mano D'Amico, n. 7)
  • Ma tu te ne vai amica mia, ma dove vai? | Resta con me e cin cin finché ce n'è. | Tanto finirà ugualmente tra di noi prima o poi e senza se, | ma dammi almeno il tempo di dimostrarti il peggio di me. (da Ma dove vai (Veronica), n. 8)
  • Io sono solo un commediante come Dante, | tu sei solo una come tante. | Ma se te ne vai gli occhi miei si faranno rossi come guance, | e le guance si faranno gonfie come arance, | perché se resto solo divoro di tutto | poi dimagrisco di botto quando mi rinnamoro. (da Ma dove vai (Veronica), n. 8)
  • Tanto neanche tu sai cucinare, quindi prima o poi ci dovremo lasciare o moriremo di fame. (da Ma dove vai (Veronica), n. 8)
  • Il mio orologio biologico batte giugno, | ma se te ne vai i miei occhi diveranno autunno, | e le foglie mi cadranno sulle guance | e gli occhi si faranno rossi come arance. (da Ma dove vai (Veronica), n. 8)

D' parte seconda

modifica

Etichetta: Giada Mesi, 2010, prodotto da Giacobbe d'Austerlitz, Marco Zangirolami, Crookers, Two Fingerz.

  • Non lasciatemi solo, come è successo a Dio | che non ha la Tv, e anche se ha molti amici | gli fanno compagnia giusto i giorni festivi. (da Odio Volare, n. 1)
  • Vorrei fare compagnia a Dio ma il viaggio mi terrorizza. (da Odio Volare, n. 1)
  • Chi ha paura del vuoto non arriverà in alto | io ho paura anche del vuoto che c'è tra un passo e l'altro. (da Odio Volare, n. 1)
  • Se qualcosa può andare storto sicuro ci andrà, io sono una calamita per le calamità. (da Odio Volare, n. 1)
  • Sento il cigolio quando gira il mondo. | Dio, non lo senti il rumore di fondo ? (da Anche se il mondo ha, n. 2)
  • Prima o poi ciclicamente ci rido sopra perché le espressioni del volto sono finite. (da Anche se il mondo ha, n. 2)
  • L'amore è quell'intertempo, in cui qualcuno ti | trattiene e ti tira in una stanzetta, | e tu, cerchi di fuggire e di restare | indipendente nel mondo ma quando, | ci ripensi ti ricredi e ti ritiri e ti | sembra il caso di restare, perché il mondo non è poi così grande, | e la suddetta stanzetta, non è poi così male. | E allora ti giri e baci e benedici chi ti stima ma | svanisce e scopri che nessuno ti stima o ti tira e ti si era solo | impigliato il maglione nella maniglia. (da L'amore è quell'intertempo, n. 4)
  • Se chiudo un occhio giro mezzo mondo almeno ne sogno metà. (da In Loop, n. 5)
  • Stammi dietro che chiedo al manovratore dell'ascensore a che piano va | va al piano bar, bene, | la seguiamo su fino a Gesù e giù fino a Belzebù | e poi pic-nic ai piani intermedi | sempre sazio finché credi a ciò che non vedi. (da In Loop, n. 5)
  • Mi piacciono le donne che si fingono matte, | ma mi scende tutto se si sono rifatte, | perché se il seno l'hai voluto grande, gigante, | chissà cosa ti aspetti dalle mie mutande. (da Mi piacciono le donne, n. 6)
  • Le giornate finiscono tutte uguali, | e i ricordi sono briciole colorate, | te le ritrovi nel letto e non ti fanno dormire, | perche non sai mai se assaggiarle o spazzarle via. (da Briciole colorate, n. 7)
  • Io passo il giorno su un PC a giustificare a sinistra come dopo Moro | ma poi il mio capo dice: No | la voglio così col centro giustificato sempre come dopo Moro. (da Briciole colorate, n. 7)
  • Il mondo gira e sfoca le pose. (da Briciole colorate, n. 7)
  • Le cene finiscono tutte uguali, via i commensali, ti sparecchiano il tavolo e tu non puoi più mangiare. | E magari avresti voluto finire di bere, avresti tenuto il bicchiere, niente da fare, ti sparecchiano il tavolo, | ti porti a casa solo le briciole colorate che ti rimangono ancora ancorate al cardigan e magari avresti voluto finire di bere, tenere il bicchiere, sparecchiami il cardigan, baby! (da Briciole colorate, n. 7)
  • ...ed ha i calli sul cuore, dati dal rinculo del fucile (da Anche se il mondo ha, n. 2)

Nostalgia istantanea

modifica

Etichetta: Giada Mesi, 2012, prodotto da Dargen D'Amico, Ada Michelle, Emiliano Pepe.

  • E dì una parola qualsiasi, comincia con qualcosa di semplice, tanto è la prima cosa che dici, nessuno sa cosa c'era prima.
  • E non c'è fine al bello, ma è una bugia, e potrei spiegarlo a parole, ma una fotografia del sole, per quanto si sforzi, non scalda uguale.
  • Le parole da usare? Sempre quelle, l'arte è cambiare l'ordine.
  • La vita è un'abitudine, ma capita sempre di perderne.
  • Se non avessi avuto il terrore dei bambini potrei fare il maestro, e rivivere il primo giorno più spesso.
  • Sonno disturbato crea mente disturbata, mente disturbata crea foie gras, e poi da la colpa all'imbuto.
  • Io stavo bighellonando e ora ho una parte nella tua vita, una piccola partecipazione, lo so, un ruolo marginale rispetto al sogno. Ma mi trovi buono buono, che aspetto il tuo risveglio seduto sul comò.
  • Se Dio si incarnasse ancora, finirebbe su una croce tutta nuova, ripreso dai telefonini in aria, ecco cos'è la nostalgia istantanea.
  • Faccio niente, tutto il giorno, come posso avere sonno? E poi comunque non c'è pace, sono in gabbia anche nel sogno.
  • Scadono se non le tengo in testa le persone.
  • Non pensarci, pensa ad altro, neanche immagini lo spazio dentro al cranio, mondi vuoti, prendi il primo che ti piace.
  • Mi sveglio tra un'ora, dovrò prendere una decisione! Nah, svegliati in un altro sogno, ogni cuscino è una nazione.
  • Piango solo per provare, perché vorrei imparare a ritirare su le lacrime, quando ormai sono andate fuori da me per metà.

Collaborazioni

modifica
  1. a b Citato in Domenica In, Dargen D’Amico parla di immigrati e Mara Venier sbotta: “Qui parliamo di musica, mi mettete in imbarazzo”. Bufera sui social: “Censurato in diretta”, IlFattoQuotidiano.it, 12 febbraio 2024; dall'intervista alla trasmissione DomenicaIn, Rai, 11 febbraio 2024.

Altri progetti

modifica