Apri il menu principale

Wikiquote β

Cinématographe

macchina da presa, che serviva anche come proiettore cinematografico
Illustrazione del 1897

Citazioni sul Cinématographe.

  • Il cinematografo ci offre la danza di un oggetto che si divide e si ricompone senza intervento umano. Ci offre anche lo slancio a ritroso di un nuotatore i cui piedi escono dal mare e rimbalzano violentemente sul trampolino. Ci offre infine la corsa d'un uomo a 200 chilometri all'ora. Sono altrettanti movimenti della materia, fuor dalle leggi dell'intelligenza, e quindi di una essenza più significativa. (Filippo Tommaso Marinetti)
  • [Parlando della prima proiezione per un pubblico pagante del Cinematografo Lumière, 28 dicembre 1895] Io e gli altri invitati ci siamo trovati in presenza di un piccolo schermo simile a quello usato per le proiezioni Molteni, sul quale, dopo qualche secondo, apparve una fotografia fissa della piazza Bellecour di Lione. Un po' sorpreso, non ebbi neanche il tempo di dire al mio vicino "Ci hanno invitato per mostrarci questo? Io lo faccio da 10 anni..." che, senza neanche finire la frase, un cavallo al traino di una carrozza cominciò a venire verso di noi, seguito da altre vetture, poi dai passanti – insomma, l'intera strada si era animata. Guardavamo a bocca aperta, ammutoliti, così stupiti da non poterlo descrivere a parole. (Georges Méliès)
  • Se è stato Louis Lumière ad aver inventato un eccellente dispositivo per animare le fotografie chiamato Cinematografo, è Georges Méliès ad aver creato il cinema, termine con il quale non si intende solo l'abbreviazione per il brevetto, ma anche un nuovo tipo di spettacolo, del tutto basato sulla messa in scena. (George Sadoul)
  • Voi sapete che cos'è il cinematografo? La riproduzione fotografica dell'attimo fuggente, a centinaia e migliaia di operazioni susseguentisi. Abbracciate un caro amico? Ebbene, ottocento fotografie istantanee raccolgono ordinatamente le varie gradazioni del vostro abbraccio. Poi una macchina mette in movimento vertiginoso le numerose fotografie, una serie continua di scintille le illumina, un riflettore elettrico le sbatte contro una tela, una lente di ingrandimento porta alle proporzioni quasi naturali quelle minime della fotografia... e voi date spettacolo al colto pubblico e all'inclita guarnigione dell'intensità del vostro affetto.[1]

NoteModifica

  1. Edipi, Cinematografia, «Fiammetta», Firenze-Roma, 4 ottobre 1896, 1, 23, pp. 2-3; citato in Luca Giuliani, Manlio Piva, I percorsi della tecnica: pratiche, operatori, macchine in (a cura di) Silvio Alovisio, Giulia Carluccio, Introduzione al cinema muto italiano, UTET, Torino, 2014, pp. 209-210. ISBN 9788860083524

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica