Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

film del 1981 diretto da Uli Edel (accreditato come Ulrich Edel)

Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Questa voce non contiene l'immagine di copertina. Per favore aggiungila, se puoi. :)
Titolo originale

Christiane F. – Wir Kinder vom Bahnhof Zoo

Lingua originale tedesco
Paese Germania
Anno 1981
Genere drammatico
Regia Uli Edel
Soggetto Horst Rieck
Sceneggiatura Herman Weigel
Produttore Bernd Eichinger
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, film tedesco del 1981, regia di Uli Edel.

IncipitModifica

Piscia e merda dappertutto. Basta dare un'occhiata in giro. Da lontano fa un grande effetto. Sembra tutto nuovo, con i prati ben curati. I negozi pieni di roba. Ma se entri nei portone, c'è una puzza. Specialmente per le scale. Ma dove altro possono andare i ragazzini quando giocano qui fuori e gli scappano l'urgenza, prima che l'ascensore arrivi a casa, magari all'undicesimo, dodicesimo piano fanno a tempo a farsela sotto e buscarle anche dalla madre. Quindi preferiscono farla negli androni. (Christiane)

FrasiModifica

  • Un sabato ho detto a mia madre che avrei dormito da Kessi. Kessi è la ragazza più sveglia di tutta la classe. È simpatica a tutti. Ha la mia età, ma ha certe tette. Io l'ammiro molto. Il Sound è la sua seconda casa. Ci va tutti i sabati. E quando si presenta, rimorchia come una locomotiva. Stasera per la prima volta ci porta anche me. (Christiane)
  • Scimmiotti tutto quello che faccio! (Detlef)
  • A forza di bucarci, siamo finiti nella merda. Ma dobbiamo venirci fuori. Dobbiamo tornare persone normali. Troviamo del Valeron e riduciamo le dosi. (Detlef)
  • [Christiane e Babsi vedono passare tre ragazze che parlano sugli acidi] Tra un anno loro saranno come noi... (Babsi)

DialoghiModifica

  • Axel: Andiamo da qualche parte?
    Kessi: E dove?
    Axel: Non so, da qualche parte.
    Detlef: Ehi, venite con noi?
    Christiane: Dove?
    Detlef: Da qualche parte.
    Christiane: Non mi va, sono stanca.
    Leiche: Che palle potrai dormire quanto vuoi da crepata.
  • Christiane: Ehi Axel, Detlef vuole prendere l'ero!
    Axel: E allora? Si vede che gli va.
    Christiane: Hai capito bene quello che ti ho detto?
    Axel: Se gli va di prenderla, lascialo fare.
    Christiane: Perché non provi a parlarci tu?
    Axel: E perché proprio io?
    Christiane: Come sarebbe a dire? Sei il suo migliore amico! Vive a casa tua.
    Axel: Metti a bagno il culo, tesoro. Guardati intorno. Più bianca hanno in corpo, più sono calmi e felici. Sniffa anche tu, prima che ti venga una crisi.
  • Christiane: Ma non c'è proprio nessuno che non si buca, oltre me?
    Bernd: Di quelli che conosco io, no.
  • Christiane: Voglio provarci anch'io una volta.
    Leiche: Niente da fare, piccola.
  • Christiane: Io non voglio bucarmi, solo sniffare.
    Bernd: Meglio che ci pensi ancora un po', eh.
    Christiane: Voglio provarci una volta sola.
    Bernd: Dicevamo tutti così.
    Christiane: Ma io so controllarmi molto bene.
    Leiche: No, se prendi quella merda, presto sarai lessa come me. Sarai anche tu uno zombie.
  • Babsi: Di un po' non ne hai di ero?
    Christiane: Ma sei diventata scema! Eppure l'hai visto come si finisce.
    Babsi: Vorrei provare una volta e poi basta. Io so controllarmi molto bene.
    Christiane: Dicono tutti così.
  • [Christiane raggiunge gli amici dopo essersi iniettata l'eroina] Bernd: Be' com'è andata?
    Christiane: Se è come una scopata, vuol dire che scopare non è un granché.
  • Christiane: Dobbiamo smetterla di bucarci.
    Detlef: Sì. Non voglio vederti finire come gli altri.
    Christiane: E io non voglio che tu muoia.
  • Babsi: Se non smetto subito, sento che muoio.
    Christiane: Vedrai che ci riesci, ne sono sicura.
    Babsi: Ma quando mi avranno pulito, dopo la terapia... che farò?

ExplicitModifica

Sono sopravvissuta. Mia madre mi portò in un paesetto vicino ad Amburgo, dove abitano mia zia e mia nonna. Lì feci per un anno e mezzo la terapia disintossicante. Pensare a Detlef mi mette paura, però ci penso spesso. Vorrei potergli dare un po' della mia forza per aiutarlo, ma sono io la prima ad avere bisogno di forza. (Christiane)
Dedicato anche a tutti coloro che non ebbero la forza e la fortuna di sopravvivere.
Andreas W. "Atze" 1960-1977
Axel W. 1960-1977
Babette D. "Babsi" 1963-1977 (Testo in sovrimpressione)

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica