Cesare Guasti

scrittore e filologo italiano

Cesare Guasti (1822 – 1889), scrittore e filologo italiano.

Cesare Guasti

Citazioni su Cesare GuastiModifica

Guido Mazzoni (letterato)Modifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Quegli che il Carducci chiamò, con un sorriso, uomo e scrittore egregio «quando non si ricordava d'essere segretario della Crusca», sarebbe rimpicciolito se altri lo stimasse principalmente un accademico, sia pure, non che egregio, eccellente. Fu bibliografo e illustratore diligentissimo ed erudito della sua Prato, nella Bibliografia pratese e nei Calendari che rammentammo, catalogò carte di archivio, e resse l'Archivio di Stato in Firenze con senno; narrò in due volumi ricchi non di minuzzaglie sole, quali il Carducci le disse, ma di notizie e, quanto era del tema, di idee, le memorie del suo maestro Giuseppe Silvestri.
  • Quel tanto lavoro [del Guasti] ricomparve tutto, in un armonico complesso, proprio là dove al Carducci, in un momento di malumore, parve che il Guasti fosse minore di sé; nei rapporti ed elogi accademici letti nella Colombaria e nella Crusca. Essi, e le prefazioni alle Lettere della Macinghi Strozzi e a quelle di Ser Lapo Mazzei, e altrettali prose, sono di attica venustà; non rettoricamente addobbate, e pure ornate; non fiorentinescamente plebee, e pure vivaci di ogni grazia toscana; non pedantescamente gravi, e pure piene di proficua dottrina nel sapiente ordine del periodare che si conveniva alla dignità delle occasioni.
  • Nell'eloquenza non ebbe poesia, né la cercava, né si sforzò di simularla; bensì ebbe la forza tranquilla che, senza ostentarsi, sa rivelarsi, sicura di sé, nel ragionamento piano, nel tenue sorriso pungente, nell'aneddoto pittoresco, nelle sentenze vibrate, nell'affetto commovente. Recò nel suo scrivere la schiettezza popolana, l'accortezza signorile, la dottrina storica; e al bisogno si valse dei sali, e non gli mancò neppure un po' di pepe, per insaporire e per iscottare.

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