Cassandra (mitologia)

profetessa della mitologia greca, figlia di Priamo

Citazioni di Cassandra.

  • [Rivolgendosi al Capo coro] Aiuto, aiuto! | di nuovo l'angoscia divina in me | fa vorticare la sua tempesta di voci! | Guardate questi ragazzi seduti | davanti al palazzo, ombre di sogno: | sì, sono i figli massacrati dai parenti, | le mani colme di carne, portano in pasto | le loro interiora, le loro viscere, | a un padre che se le porta alla bocca... | Ve lo dico: c'è uno di cui qualcuno vuole | la vendetta, un leone – ma un leone pavido, | nella casa, accucciato sul letto, che aspetta | che ritorni il padrone: padrone anche mio, | se mi trascina nelle catene della schiava. | E il capo della flotta, il distruttore di Troia, | non sa cosa l'atroce cagna, la cui voce | non fa che ridire una gioia ch'è morte, | gli prepara in nome delle vecchie colpe. | È dannata. Femmina assassina del maschio, | solo qualche mostro – Scilla, con le sue | due teste, terrore dei naviganti – forse | potrebbe prestarle il nome che si merita, | madre infuriata, uscita dall'inferno, in guerra | contro tutti i suoi! Ah, il grido di trionfo, | ch'essa ha lanciato, come sul nemico morto! | E doveva essere gioia per un felice ritorno! | Che mi crediate o non mi crediate, che importa? | Tutto si compirà. E tu, pieno di dolore, | vedrai che ho detto soltanto la verità. (Eschilo)
  • Li amavo. | Ma amavo dall'alto. | Da sopra la vita. | Dal futuro. Dove è sempre vuoto | e da dove nulla è più facile del vedere la morte. | Mi dispiace che la mia voce fosse dura. | Guardatevi dall'alto delle stelle – gridavo – | guardatevi dall'alto delle stelle.| Sentivano e abbassavano gli occhi. || Vivevano nella vita. | Permeati da un grande vento. | Con sorti già decise. | Fin dalla nascita in corpi da commiato. | Ma c'era in loro un'umida speranza, | una fiammella nutrita del proprio luccichio. | Loro sapevano cos'è davvero un istante, | oh, almeno uno, uno qualunque | prima di – || È andata come dicevo io. | Però non ne viene nulla. | E questa è la mia veste bruciacchiata. | E questo è il mio ciarpame di profeta. | E questo è il mio viso stravolto. | Un viso che non sapeva di poter essere bello. (Wisława Szymborska)
  • Senza gioia, nella gioia più intensa, | sola, con fare ritroso, | Cassandra si muoveva in silenzio | nel laureto di Apollo. | La veggente si rifugiò nel bosco, | nei più fondi penetrali, | e nell'ira gettò al suolo | le bende sacerdotali: || – Ognuno è schiuso all'esultanza, | di felicità ogni cuore si colma, | nei vecchi genitori è la speranza, | e la sorella è tutta adorna. | Io sola vivo solitaria e cupa, | poiché la dolce illusione mi schiva, | e vedo, alato, a queste mura | lo sfacelo che si avvicina. || Una fiaccola vedo che splende, | Ma Imeneo non la stringe nelle mani, | verso le nubi, ecco, si tende, | ma non sono le fiamme lustrali. | Vedo che lieti preparano feste, | ma nello spirito presago | sento ormai il dio che incede | e ne farà misero strazio. || E biasimano il mio lamento | e disprezzano il mio dolore, | da sola devo portare nel deserto | il mio tormentato cuore, | da chi è felice sono evitata, | gli animi lieti mi scherniscono! | Dura sorte mi hai destinata | Pitio, tu, dio maligno! || Perché mi hai gettata in questo | luogo ad annunciare il tuo oracolo, | nella città dei ciechi in eterno, | con il mio vigile animo? | Perché mi concedesti di vedere | in quello che non sarà eluso! | Il fato deve accadere | e farsi vicino ciò che è temuto. || Togliere il velo è utile, | quando il terrore è alle porte? | Solo l'inganno è la vita, | e il sapere è la morte. (Friedrich Schiller)

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