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Caro fratello

Serie TV anime

Immagine Caro fratello logo replica.jpg.
Titolo originale

おにいさまへ…
Oniisama e...

Paese Giappone
Anno

1991

Genere drammatico, sentimentale
Episodi 39
Regia Osamu Dezaki
Doppiatori italiani

Caro fratello, serie televisiva anime del 1991, composta da 39 episodi, tratta dall'omonimo manga di Riyoko Ikeda.

Indice

Citazioni tratte dalla serieModifica

Episodio 2, La scarpetta di vetroModifica

  • Cenerentola perse la sua scarpetta e fuggì via, allo scoccare della mezzanotte tornò ad essere se stessa. Chissà quando scoccherà la mezzanotte per me. (Nanako)

Episodio 4, CarillionModifica

  • Perché accadono cose come queste? Perché ci sono persone malvagie che userebbero qualsiasi mezzo pur di ingannare il prossimo? Ma quello che più mi preoccupa è sapere se anch'io, in simili condizioni, potrei e vorrei comportarmi esattamente nello stesso modo. Se questo avvenisse perderei per sempre la stima di me stessa, e ne avrei orrore. (Nanako)

Episodio 7, Nel buio della torre dell'orologioModifica

  • Come le gocce di pioggia cadono sulla città, così le lacrime cadono sul mio cuore. Che cos'è quest'incommensurabile tristezza che mi pervade l'animo e mi rende così tanto disperata?[1] (Rei)
  • [Nanako sta cercando un libro in biblioteca]
    Nanako: Dunque, vediamo dove potrebbe essere... chissà dove devo cercare.
    Kaoru: Prova sullo scaffale in alto.
    Nanako: Ah, grazie. Sullo scaffale in alto?
    Kaoru: La rivoluzione francese, io suppongo tu voglia sapere tutto su Saint Just.
    Nanako: È vero, ma tu come fai a saperlo?
    Kaoru: Perché succede a tutte le nuove studentesse di questo istituto: entro tre mesi dall'inizio dell'anno scolastico vengono a cercare informazioni sulla rivoluzione francese.
  • [Rei, mentre sta leggendo, blocca il pallone che stava per colpirla e lo rilancia con forza a Kaoru]
    Kaoru: Cosa stai leggendo?
    Rei: Non è un libro adatto alle maniache di educazione fisica.
    Kaouru [prendendo il libro che Rei leggeva]: Ah, capisco: Paul Verlaine. "Come le gocce di pioggia cadono sulla città", giusto?
    Rei: Non lo avrei mai pensato: però, niente male direi!
    Kaouru: E così siamo pari, sembrerebbe.

Episodio 9, Una malattia improvvisa, un cuore infrantoModifica

  • Hai un'espressione tristissima, sembri la morte in vacanza. (Tomoko, a Nanako)
  • Anche se ci si preoccupa per qualcuno, non è detto necessariamente che si possa fare qualcosa per lui. Odio questo senso di impotenza. (Nanako)

Episodio 10, Mariko...Modifica

  • Un sinonimo di confusion: allora, cerchiamo confusion... sembra facile!? [una pagina del dizionario le rimane in mano] Si è staccata! Ma questo dizionario è più vecchio della regina Vittoria! (Nanako)
  • Per quale ragione l'hai fatto? Brutta sciocchina che non sei altro, non sai che la vita è il bene più prezioso? (Kaouru, a Mariko nel letto dell'ospedale, svenuta perché non mangiava da giorni)

Episodio 12, La cicatriceModifica

 
Un carro agricolo
  • Su alcune colline in leggera pendenza c'è una strada lastricata di pietra che le percorre tutte in lungo e in largo; c'è un piccolo carro che avanza su quella strada. Click-clack, click-clack, click-clack: il rumore delle ruote sul selciato di pietra risuona piacevolmente. Ah, finalmente abbiamo superato la terza collina! Click-clack, click-clack, click-clack: io però devo raggiungere la quinta. Ho la sensazione di averlo sempre saputo, e adesso posso vederne chiaramente la cima. Sì, vedo la sua sommità, e riesco persino a scorgere te che mi aspetti. (Rei)

Episodio 13, La leggenda del suicidio d'amoreModifica

  • [Mariko, Nanako e Tomoko pranzano nel giardino della scuola]
    Tomoko: Ah, che sole raggiante e quanta tranquillità, mie care amiche! Un paradiso terrestre ci circonda, gli uccellini cinguettano festosi e i fiori si uniscono al loro coro cantandoci "Siate felici"!! Ma ahimè, che destino crudele ci colpì: una maledizione chiamata esami pende come una scure sul nostro capo!! [Mariko e Nanako ridono]
    Mariko: Farai meglio a finire di mangiare prima che inizino le lezioni del pomeriggio.
    Tomoko: Non ho più fame, grazie: sono così depressa che mi è passato l'appetito. [Torna vicino al cestino del pranzo e prende un sandwich] Ripensandoci... [inizia a mangiare] bisogna contrastare la sorte avversa, e non si può combattere a stomaco vuoto, giusto?
  • [Mariko racconta la leggenda secondo la quale due studentesse della Seiran, amanti appassionate, si suicidarono tagliandosi reciprocamente le vene]
    Mariko: Da quel giorno i loro fantasmi appaiono tutte le notti prima degli esami. È una storia più affascinante che spaventosa.
    Tomoko: Già, se ripenso a quelle due povere ragazze mi sento stringere il cuore dalla tristezza.
    Nanako: Ma perché? [...] Perché hanno preferito morire in un modo così atroce?
    Mariko: Non lo so, però io credo che siano morte felici. È una gioia morire insieme a chi si ama.

Episodio 15, Fukiko e il suono dell'oceanoModifica

  • Spero con tutto il cuore di ottenere un voto medio o abbastanza alto: "Non essere secchiona ma neanche somarona", questo è sempre stato il mio motto. (Tomoko)

Episodio 16, Come backModifica

  • Ti dimenticherò perché ti amo, ti dimenticherò perché ti ho amato, e alla fine riuscirò persino a dimenticare di aver dimenticato perché ti amo fino a questo punto. (Kaoru)
  • Caro fratello, in quel momento ancora non sapevo che Mariko si era perdutamente innamorata dell'eroina dei suoi sogni: l'invincibile principe Kaouru. Forse in quel giorno la persona che aveva vissuto un'indimenticabile esperienza non era Saint Just o il principe Kaoru, ma Mariko: una tormentata ragazza in balia di un sentimento più grande di lei. (Nanako)

Episodio 18, In un sognoModifica

  • Che cosa hai? Sei talmente triste, sembri una farfallina a cui abbiano strappato le ali. (Kaoru, rivolta a Mariko)

Episodio 19, Il gioco effimeroModifica

  • Ti piacciono i gabbiani? [...] Sembra che la caffetteria dell'istituto serva proprio carne di gabbiano, spacciandola invece per comunissimo pollo fritto. [...] La usano anche per fare gli hamburger. (Kaouru, a Nanako per prenderla in giro)
  • Kaoru: L'amore è come una bolla, è ugualmente molto fragile.
    Nanako: Come una bolla?
    Kaoru: Sì, è proprio così. È proprio come una bolla dentro l'acqua, si gonfia per un istante per poi scoppiare subito e svanire. La vita si comporta allo stesso modo, è per questo che nell'istante che racchiude la nostra esistenza ci innamoriamo nel tentativo di ricevere e dare amore. È la bellezza dell'effimero, ma per quanto effimero chiaramente non significa che tutto sia concesso.
  • [Fukiko telefona a Rei che era già a letto]
    Fukiko: Non riesco a fare a meno di ripensare al passato. Ricordi ancora il nostro primo incontro?
    Rei: Sì.
    Fukiko: Tu avevi dieci anni, io invece ne avevo undici. Accadde nel piccolo giardino di casa nostra: non mi sbaglio, vero Saint Just?
    Rei: No. Fu esattamente laggiù.
    Fukiko: Io piangevo, anzi singhiozzavo. Sei l'unica persona che mi abbia visto piangere, l'unica persona: la mia sorellina. Perciò devi guardare soltanto me, nessun'altra! Ci siamo capite, vero? Non rivolgere lo sguardo ad un'altra donna.

Episodio 21, Il festival universitarioModifica

  • Takashi: Santo cielo, Mariko, ma perché ce l'hai così a morte con noi uomini?
    Mariko: Perché siete egoisti e sporchi, gli esseri più crudeli e disgustosi sulla faccia della Terra.
    Takashi: Come fai ad essere così sicura che tutti gli uomini siano uguali?
    Mariko: Ti risulta che ci sia qualche eccezione?!
    Takashi: Certamente, ce ne sono moltissime.
    Mariko: Tipico degli uomini, tutte chiacchiere e niente fatti!!

Episodio 22, Serenata di un giorno d'estateModifica

  • Dolce e triste come un grido d'aiuto la musica riempiva la foresta, e quelle note come un manto d'argento avvolgevano la natura. Strano: chi era che Fukiko, l'orgogliossissima Lady Miya, stava chiamando in un modo così straziante perché l'aiutasse? (Nanako, vedendo Fukiko che suona il violino)
  • Quel giorno d'estate: ti comparerò dunque a una giornata d'estate? Tu sei ben più leggiadra e meglio temperata, ruvidi venti sferzano i soavi boccioli di maggio, e il termine di estate troppo ha breve durata. Troppo ardente talvolta splende l'occhio del cielo e sovente velato è il suo aureo sembiante, e ogni bellezza alla fine decade dal suo stato. Spoglia dal caso o dal mutevole corso di natura, ma la tua eterna estate non potrà mai svanire né perdere il possesso delle tue bellezze, né la morte vantarsi di averti nell'ombra sua. Di altrettanto vivranno queste rime e a te daranno vita.[2] (Fukiko)

Episodio 23, Il regalo proibitoModifica

  • [Nanako e Tomoko osservano la vetrina di una gioielleria]
    Nanako: Ah, sono bellissimi...
    Tomoko: Uno, due, tre, quattro, cinque, sei zeri: ah, costano due o tre zeri più di quanto abbiamo, perciò toglitelo dalla testa, eh!
    Nanako: Io guardo solo, con prezzi del genere non posso certo permettermi altro: brucerei in un lampo lo stipendio di papà.
    Tomoko: Sì, hai ragione.
  • Quando vedo qualcosa che mi piace non me lo posso permettere, è una vera maledizione! (Nanako)
  • Nanako, cosa fai?! Dividere l'ombrello con un uomo è indice di molta leggerezza, non lo sapevi?[3] (Mariko, a Nanako che si riparava sotto l'ombrello di Takeiko)

Episodio 25, Rossetto scarlattoModifica

  • Insegnante: Signorina?
    Kaoru: Si, che c'è?
    Insegnante: Io non mi aspetto che lei tessa una splendida trapunta o una coperta.
    Kaouru: Farebbe in tempo a morire di freddo.
    Insegnante: Ma perlomeno potrebbe imparare a cucire un bottone sulle camicie del suo futuro marito, potrebbe anche esserle utile, non crede?
    Kaoru: Ne sceglierò uno che se lo sappia cucire da solo.

Episodio 27, Il caso MarikoModifica

 
Stampa giapponesse raffigurante l'inventore Richard Arkwright mentre caccia la sua prima moglie
  • I miei genitori hanno deciso di divorziare: sorprese, vero? [...] Sì, ma non fate quella faccia: non è poi la fine del mondo, succede continuamente e nessuno è mai morto per questo. [...] È sempre la solita storia: il marito incontra un'altra donna, se ne innamora e per lei lascia moglie e figli; il divorzio è un avvenimento così comune che tutte le soap opera ne sono piene. Certo! Ah, credetemi, gli uomini sono una razza assolutamente inaffidabile: se soltanto sapeste che fastidio, in casa girano tutti con certe facce da funerale. Ah, in fondo l'idea non mi dispiace: mio padre ci pagherà un mucchio di soldi per gli alimenti! (Mariko, a Nanako e Tomoko)
  • [Tomoko sospira dopo che Mariko ha ordinato tre pezzi di torta alla caffetteria]
    Mariko: Che cosa ti succede?
    Tomoko [si alza e mima un colpo di pistola verso Mariko]: Bang! Ho ucciso l'ultima delle mani bucate!
    Mariko: Per tua norma e regola io sono peggio delle formiche! [ride]
    Tomoko: È un caso senza speranza.

Episodio 28, Candele di NataleModifica

  • Padre di Mariko: C'è una cosa che vorrei tu ti ricordassi: non odiarti, qualunque cosa succeda devi sempre mantenere il rispetto di te stessa, e soprattutto devi cercare di vedere i lati buoni del tuo carattere; e anche se ti sembreranno pochi rispetto a quelli negativi tu continua ad amarti e gli altri ameranno te.
    Mariko: No, è tutto inutile, mi odio, non riesco a sopportarmi. Perché sono egoista, cattiva, corrotta e cinica: è così, godo nel far soffrire!! [Il padre le dà uno schiaffo]
    Padre di Mariko: Ora capisco, Mariko: per te il lavoro che svolgo deve essere abominevole e pensi anche tu come gli altri che sono un pervertito, un buono a nulla. Vi ho trascurate, per un mestiere da quattro soldi, e vivo così alla giornata come un povero naufrago. Eppure figliola, io ti giuro che anch'io ho dei lati buoni, anche se sono nascosti; pochi li vedono, ma a me non importa perché ho sempre il rispetto di me stesso. [...] Come possono amarti se tu non ami te stessa, e come puoi amare gli altri se te stessa non ti ami, tesoro?

Episodio 29, L'assemblea generale degli studentiModifica

  • Se la Sorority è tutta qui, io, ne faccio a meno. Odi, rivalità, gelosie: è peggio di una soap opera! Io ero convinta che si basasse sul perdono e la comprensione, non sul rancore e la vendetta: è un'organizzazione a delinquere! (Tomoko)

Episodio 30, La petizioneModifica

  • Be'?! Che vi ridete? Ehi, bella mia, quando firmi tu? A fare i compiti ci vai dopo, eh? Adesso datti da fare con quella penna, su: dobbiamo abolire quel nido di vipere. Muoversi, muoversi: anch'io devo tornare a casa! (Tomoko, per convincere le studentesse a firmare la petizione per chiudere la Sorority)

Episodio 35, La spiaggia dei sogniModifica

  • Hai visto sorella? L'hai notato, vero? Sono stata brava, non ho versato lacrime durante il funerale e non ho perso il controllo neanche per un minuto. Certo, sono rimasta in piedi ad accettare le interminabili condoglianze di tutti col mio solito orgoglio; [i suoi occhi si riempiono di lacrime] vedi, sono ancora quell'orgogliosa bambina che tu hai conosciuto in giardino e di cui andavi fiera. [Inizia a piangere] Perché, perché non devo mostrare le mie lacrime ad altri che a te che mi comprendevi così bene; il mio pianto, il mio pianto è unicamente per te, dolce sorella mia. (Fukiko, sulla tomba di Rei)

Episodio 38, Yes...Modifica

  • È proprio vero: i sogni danno molto più sapore alla vita, la colorano. (Kaoru)
  • Kaoru: Non dovrei neanche dirtelo, non sono obbligata a farlo. Non mi resta molto da vivere [...] ho ancora cinque, no anzi: forse quattro anni di vita.
    Fukiko: E ti sembra poco? Hai quattro lunghi anni; in confronto a Rei che ha già usato gli ultimi minuti, gli ultimi secondi della sua vita tu hai un'eternità! Vivi anche per lei, fino in fondo, dando ascolto al tuo cuore senza nessuna paura. Potrai fare quello che vorrai senza rimpianti, avrai quattro anni: ci sono persone capaci di amare con tutte loro stesse in un'estate o in una settimana. Non essere disfattista, arrenderti non è da te.

Episodio 39, Una fragranza persistenteModifica

  • L'amore fa soffrire, ma è anche terribilmente meraviglioso. (Fukiko)
  • La sospensione di Mariko venne fortunatamente ridotta, e lei poté tornare a scuola con noi. Misaki, Sonobe e Furuta si ritrovarono con le altre nelle aule dell'istituto, e con loro tutti gli ex membri di quella che era stata la Sorority, inclusa naturalmente Lady Miya. Un'estate piena di sole e avvenimenti era terminata; un'espressione serena, come di sollievo per averla superata e di fiducia in sé stesse per essere cresciute un po' si poteva leggere sui volti di ognuna. Con l'unica eccezione di chi ci aveva detto addio per sempre come il vento, [pensa a Rei] lasciando una scia abbagliante in una pagina della mia giovinezza. La stagione era cambiata. (Nanako)

NoteModifica

  1. Le parole di Rei sembrano essere una parafrasi dei primi versi di Arietta dimenticata di Paul Verlaine; vedi il testo del poema per ulteriori informazioni.
  2. Cfr. William Shakespeare: «Devo paragonarti dunque a una giornata d'estate? | No, sei più amabile e temperata».
  3. Nella cultura giapponese condividere l'ombrello con una persona del sesso opposto (Ai ai gasa) è una pratica molto romantica.

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