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Carlo Rainaldi

architetto italiano
Carlo Rainaldi: facciata di Sant'Andrea della Valle, Roma

Carlo Rainaldi (1611 – 1691), architetto italiano.

Citazioni su Carlo RainaldiModifica

  • L'architetto di gran lunga più importante a Roma dopo il grande trio[1] fu Carlo Rainaldi di poco più giovane (1611-91). Egli esige particolare interesse non solo perché il suo nome è connesso con alcune delle più notevoli imprese architettoniche del secolo, ma anche perché egli raggiunse una eccezionale simbiosi di elementi stilistici del manierismo e del barocco. Alcune delle sue costruzioni, inoltre, presentano più caratteri dell'Italia settentrionale di quelle di qualsiasi architetto attivo allora in Roma. (Rudolf Wittkower)
  • Con il trapiantare [nella chiesa di Santa Maria in Campitelli] la facciata a edicola del Nord Italia a Roma, Rainaldi giunse alla sua realizzazione più matura ed efficiente. Nessuna delle facciate di chiesa estremamente individuali del Cortona, Bernini e Borromini si prestavano facilmente a essere imitate. Ma il concetto rainaldiano dell'edicola del barocco romano era facilmente applicabile al tipo di chiesa longitudinale e fu, perciò, costantemente ripetuto e riadattato secondo le condizioni specifiche. (Rudolf Wittkower)
  • Se bene il Bernini signoreggi tutta la sua epoca con la tirannia del genio, pure due grandi artisti fiorirono accanto a lui non certo indegni di stargli di fronte: l'architetto Carlo Rainaldi e lo scultore Alessandro Algardi. [...]. Il Rainaldi, [...], rimane compiutamente nei limiti dell'estetica berniniana e ci dà una serie di opere che sono – con quelle del maestro – fra le più belle e degne di Roma. L'opera di questo architetto è assai numerosa. Per il papa regnante costruì il grande palazzo della sua famiglia al Circo Agonale[2] e per i discendenti di Paolo V disegnò nel loro palazzo romano il piccolo giardino cui fa da limite la grande muraglia adorna di fontane con numerose statue mitologiche piene di movimento e di grazia. In esse – e specialmente in quella centrale che rappresenta il bagno di Venere – il Rainaldi sa sfruttare mirabilmente il triplice tema dell'architettura rustica, dei fiori e delle erbe che adornano il giardino e dell'acqua che zampilla nei bacini. Poco nota – perché fuori della vista del pubblico – questa fontana è però una delle più fresche manifestazioni dell'arte barocca. (Diego Angeli)

NoteModifica

  1. Pietro da Cortona, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini.
  2. Palazzo Pamphilj in piazza Navona.

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