Brindisi dai libri

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Raccolta di brindisi tratti dai libri.

Brindisi dai libri

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  • A cena, fece un brindisi in mio onore; lodò i miei fedeli servigi, mi fece dono della coppa d'oro dalla quale aveva bevuto e poi mi diede un bacio. I macedoni veterani avevano un'aria molto scandalizzata perché io ero persiano, o un eunuco, o per il fatto che egli non si vergognava di me, non saprei dirlo. Per tutte e tre le ragioni, presumo. (Mary Renault)
  • «Alla salute» disse don Paolo ridendo. «Bevi, frate, sta' allegro. Faremo una rivoluzione che fregherà il demonio, quel vecchio sporcaccione.» (Ignazio Silone)
  • Beviamo a noi, e teniamoci al vento. Torta, e bottino d'oro e d'argento! (Robert Louis Stevenson)
  • «Ciao, Bry. Ti stai divertendo?».
    «Più di te, caro, più di te», rispose Bryan con un sorrisetto. Alzò il bicchiere di punch verde bile, come per fare un brindisi. Gabe ricambiò il gesto con la bottiglietta d'acqua e sospirò. (Stephenie Meyer)
  • Il pistolero si alzò in piedi, con il bicchiere nella mano alzata. Chinò la testa come immerso in meditazione. I pochi abitanti superstiti di Crocefiume lo osservavano con rispetto e, a opinione di Jake, con un certo timore. Finalmente risollevò la testa. «Berresti alla terra e ai giorni che vi sono trascorsi?» domandò. La sua voce era roca, tremava di emozione. «Berresti all'opulenza che fu e agli amici che non ci sono più? Berresti alla buona compagnia e a un incontro fortunato? Varrà questo brindisi a darci il via, Vecchia Madre?» (Stephen King)
  • Riempì di vino i bicchieri di carta:
    "Alla salute della grande Russia sovietica!" gridò il compagno Scamoggia levando il bicchiere.
    "Alla distruzione del capitalismo!" brindò il compagno Rondella.
    "Alla faccia di tutti i preti dell'universo!" ruggì Peppone guardando negli occhi don Camillo. (Giovannino Guareschi)
  • «Salud comandante.»
    Henning alzò il cartone di vino rosso e fece un brindisi alla placca di bronzo che ricordava il luogo dove il primo ministro Olof Palme era stato assassinato sedici anni prima. Si accovacciò e passò un dito sulle lettere in rilievo.
    «Dannazione Olof» disse. «Le cose stanno andando male. Di male in peggio.» (John Ajvide Lindqvist)
  • Tutti tacquero raggelati e, nel silenzio, il compagno Oregov disse con un italiano stentato, ma anche troppo comprensibile:
    "Viva il grande Stalin!"
    Levò il bicchiere colmo di vodka e tutti balzarono in piedi levando il bicchiere.
    "Viva!" risposero tutti a una sola voce. (Giovannino Guareschi)