Bernardino Daniello

letterato italiano

Bernardino Daniello (XVI secolo – 1565), letterato italiano.

Citazioni di Bernardino DanielloModifica

  • Io pur venni a Napoli gentile e da bene, il cui sito a me pare meraviglioso e il più bello ch'io vedessi mai, perché io non ho veduto città ch'abbia dall'un de' lati il monte e dall'altro la batti il mare, come fa questa; ed anche per altre sue particolarità, che tutte insieme e ciascuna per sé la fanno parere mirabile. Ma perché dovete sapere che la natura non vuole, né si conviene (come disse quella pecora del Petrarca) "per far ricco un, por gli altri in povertate", quando l'ebbe molte delle sue doti più care concedute, le parve di ristringer la mano, affine che l'altre città non le mandassero loro ambasciatori a dolersi con esso lei di tanta parzialità, e propose fra se stessa di dare questo paradiso ad habitare a diavoli; e così come aveva proposto, mandò ad effetto. (Dalla lettera ad Alessandro Corvino da Napoli del 22 03 39[1])

Citazioni su Bernardino DanielloModifica

  • Ecco un' ultima pennellata alla figura del Daniello, primo rappresentante del rinascimento che si esaurisce in un amore della forma puramente retorico, mentre gli influssi della contro-riforma, anziché risanguarlo di ispirazioni più profonde, ne favoriscono il processo di decomposizione verso il secentismo. Il Daniello si duole che Dante abbia usata la parola e «bordello», parola «disonesta», e loda invece come degne di molto uso le parole sonanti «tromba - splendore - onde». (Giuseppe Toffanin)

NoteModifica

  1. Citato in Dionigi Atanagi, Delle lettere facete et piacevoli di diversi grandi huomini et chiari ingegni, scritte sopra diverse materie, libro I, Venezia, 1582, pp. 203-204; citato in Benedetto Croce, Un paradiso abitato da diavoli, a cura di Giuseppe Galasso, Adelphi, Milano, 2006, pp. 12-13. ISBN 88-459-2036-412-13

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