Aurelio de' Giorgi Bertola

poeta e scrittore italiano

Aurelio de' Giorgi Bertola (1753 – 1798), poeta, scrittore e favolista italiano.

Aurelio de' Giorgi Bertola

Citazioni di Aurelio de' Giorgi BertolaModifica

  • Chi la tua vana ambizion fomenta, | spesso a tuo danno i suoi vantaggi tenta. (da La volpe e il cervo, in Poesie)
  • I precetti non son nulla, | se l'esempio non si dà. (da Un savio e Galatea, in Poesie)

Rime e prose d'amoreModifica

  • Io prego tutta la rispettabile famiglia dei severi Filosofi a non aprire questo libretto. Non aspiro alla gloria di meritare la lor lettura: siccome non voglio la fredda lor critica, e i loro profani rimproveri. Mi basta il voto di qualche amabile Epicureo. Mi basta il sorriso approvatore della Bellezza. Ecco la mia ambizione, ecco la mia immortalità. (da Premessa, p. 31)
  • La delicata semplicità, e a fronte lo spirito del bel mondo sono il chiaroscuro di Rembrandt. E chi è che non ami di abbracciare col sentimento quella libera innocenza, la prima incantatrice natura? Tutto questo non è morale? Ben è da compiangersi chi non sa, o non può sentirla. (da Premessa, p. 32)
  • Pittore, ov'è la tela? apprestala e pingimi il Pudore. Riempiti l'anima delle più tenere e più delicate sensazioni. Sai tu bene che sia il Pudore? Il più soave condimento del piacere: ciò che è la primavera per gli augelli che cantano, è il Pudore per l'amor che sospira: ciò che a' fiori fa la rugiada; egli lo fa al desiderio. (da Il pudore, p. 86)
  • Non vi prendete pena dei danni del tempo: grato l'amore ad un cuor costante ve li spargerà di fiori. Le grazie della parola, qualche bellezza presa accortamente in imprestito, una riputazione assicurata, una buona dose di spirito daranno un lustro uniforme a tutte le età della vostra vita. (da Filosofia per Giulietta, pp. 88-89)
  • Fra tutte le fattezze e tutte le parti di un bel viso non ve n'ha alcuna che piaccia quanto una bocca graziosa. Restiamo soavemente sorpresi dai vezzi che regnano intorno alle labbra di certe persone, scoprendo ora un sorriso che va fino all'anima; ora due pozzette che compariscono e dispariscono con una successione che rapisce. (da La danza, p. 96)

Viaggio sul Reno e ne' suoi contorniModifica

IncipitModifica

Io potrei quasi dire di aver con voi fatto il mio viaggio sul Reno, su questo fiume, le cui rive già alquanto prima di Magonza formano una delle più pittoresche terre d'Europa.

CitazioniModifica

  • Le catene montane, di che il Reno è stretto da preso, o via via corteggiato da lunge, sono alpi Elvetiche, monti Vogesi, Hundsruk, Meliboco, Odenwald, Spessart, e alquante diramazioni inferiori de' monti settentrionali della Germania. Or tutte queste catene possono rispetto al fiume dividersi in due parti principali, a dritta l'una, l'altra a sinistra. (Lettera II, p. 5)
  • Giace Heidelberga a 17 miglia da Spira. La villa Elettorale di Schwezinghen che incontrasi dopo due terzi circa di cammino, ridonda di tutte le delizie e di tutti gli ornamenti più nobili e più sottili dell'arte; ma giace in pianura umida e malinconica: eppure appartiene ad un principe, il quale possiede intorno al Reno i più ameni e salubri paesetti del mondo. (Lettera V, p. 22)

BibliografiaModifica

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