Paolo di Tarso

apostolo, martire e santo cristiano
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Paolo di Tarso, personaggio biblico, apostolo.

San Paolo (Antoon van Dyck)

Citazioni di Paolo di TarsoModifica

  Per approfondire, vedi: Categoria:Lettere di Paolo.
  • Io infatti non mi vergogno del vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. È in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: Il giusto vivrà mediante la fede. (Lettera ai Romani)
  • La sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. (Prima lettera ai Corinzi)
  • Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male. (Lettera ai Romani)

Atti degli ApostoliModifica

  Citazioni in ordine temporale.

  • Cittadini ateniesi, vedo che in tutto siete molto timorati degli dèi. Passando infatti e osservando i monumenti del vostro culto, ho trovato anche un'ara con l'iscrizione: Al Dio ignoto. Quello che voi adorate senza conoscere, io ve lo annunzio. Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è signore del cielo e della terra, non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo né dalle mani dell'uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa, essendo lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa. Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra. Per essi ha stabilito l'ordine dei tempi e i confini del loro spazio, perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo.
  • Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne, come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti. Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me; caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti.
  • Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me. E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te; quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano. Allora mi disse: Va', perché io ti manderò lontano, tra i pagani.

Citazioni su Paolo di TarsoModifica

  • Il fatto che Cristo gli sia apparso oggettivamente, in forma di visione, è spiegato dalla circostanza che il cristianesimo di Saulo era un complesso inconscio che gli apparve proiettato all'esterno, come se non gli appartenesse. Egli non poteva vedersi cristiano e quindi, a causa della sua assoluta resistenza verso Cristo, divenne cieco e poté essere risanato solo da un cristiano. Sappiamo che la cecità psicogena è sempre una volontà inconscia di non vedere, che, nei caso di Saulo, corrisponde alla sua fanatica resistenza contro il cristianesimo. (Carl Gustav Jung)
  • L'impossibile individuo che tentò di dimostrare che il Dio tribale degli ebrei era il Dio Unico universale, benché il libro santo degli ebrei contraddica sistematicamente ogni sua parola. (Gore Vidal)
  • La preghiera umile e infuocata di Paolo immette in questa nervatura corrente ad alta tensione, che ridicolizza le distanze geografiche, i confini etnici, le geometrie politiche. (Pierangelo Sequeri)
  • La veemenza e la violenza che caratterizzano la personalità dell'apostolo si manifestano in tutte le sue lettere, che in massima parte sono dirette contro i giudeo-cristiani, più che contro i giudei e il giudaismo. (Harold Bloom)
  • La verginità, secondo S. Paolo, è un bene maggiore del matrimonio, non solo perché questa ci libera dalle sollecitudini o dagli imbarazzi delle cose temporali, come ha detto Lutero; ma anche perché essa tende a rendere una persona più santa, mentre le porge la felicità di attendere più lietamente al servizio di Dio, come hanno insegnato i santi Padri della Chiesa nei libri che hanno scritto sopra questo argomento. (Bernardin de Picquigny)
  • Nel caso di Paolo, alcuni preferiscono non usare il termine conversione, perché – dicono - egli era già credente, anzi ebreo fervente, e perciò non passò dalla non-fede alla fede, dagli idoli a Dio, né dovette abbandonare la fede ebraica per aderire a Cristo. In realtà, l'esperienza dell'Apostolo può essere modello di ogni autentica conversione cristiana. (Papa Benedetto XVI)
  • [Paolo si separa da Barnaba] Questa separazione, anzi che esserci di scandalo, può, per l'opposto, servirci di grande edificazione... Volesse Iddio che tutte le separazioni seguissero in siffatta guisa e non avessero per fine se non la gloria di Dio e la salute dei fedeli! (Giovanni Crisostomo)

Flavio Claudio GiulianoModifica

  • A voi toccherà ora di mostrarmi dove sia detto ciò che poi Paolo osò spacciare: che «complemento della legge è Cristo». Dove mai Iddio promise agli Ebrei una seconda legge dopo quella già stabilita? In nessun luogo: neanche una correzione a quella già stabilita.
  • Quegli che sorpassa tutti quanti i ciarlatani e gli impostori d'ogni tempo e d'ogni paese.
  • Qui sarebbe il caso di domandare a Paolo come mai, se Dio non è solo dei Giudei ma di tutte le genti, ai soli Giudei largì il dono profetico, e Mosè, e il crisma, e i profeti, e la legge, e le stravaganze e i miracoli della favola.

Mario LuziModifica

  • Paolo è tanto fariseo e tanto romano da sentire la sostanza paradossale della fede. Così egli inaugura il sentimento tutto moderno dello scandalo della fede. Non è impossibile cogliere una specie di libido nell'uso di arditezze concettuali teologiche che più offendano l'incredulità de presunti sapienti. È, credo, il primo a far sentire la fede come sublime non-senso.
  • È tanto vertiginoso il capovolgimento del criterio di giustificazione «per la fede in Cristo» («per mezzo suo abbiamo ottenuto con la fede l'accesso alla grazia in cui ci troviamo e il vanto della speranza dalla gloria di Dio...» vedi Romani) che deve essere del tutto cambiato il meccanismo del ragionare e del perorare. Premessa e conseguenza, causa ed effetto mutano il loro tradizionale rapporto: spesso la spiegazione non è altro che la riconferma della inoppugnabilità dell'assunto. Che bisogno ha di argomentare e di esprimersi come uno dell'Areopago colui che ne vuole abbattere la falsa sapienza e dunque anche i suoi metodi? D'altra parte il discorso paolino non è contestativo ma travolgente e soverchiativo per sovrabbondanza di certezza e di asseverazione: per cui fonda il suo potere e la sua saldezza su altri sostegni formali, così come sono altri e cioè non filosofici ma profetici gli sviluppi sostanziali. Niente di meno poteva accadere a colui che aveva messo al centro del disegno provvidenziale e dunque della storia umana e cosmica la resurrezione di Cristo. Lo scandalo degli scandali, e cioè lo choc che viene come supremo dopo la catena degli altri a cui la «mente» dei Gentili viene sottoposta, è proprio questo.
  • Uomo venuto da una crisi planetaria riacquista la sua statura conveniente nello svolgimento che arrecano appunto crisi planetarie, alla fine e all'origine ancora indistinte delle epoche.

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