Apri il menu principale

Anita Desai

scrittrice indiana

Citazioni di Anita DesaiModifica

  • L'idea che avevo della Sicilia, mi derivava dalla lettura de Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e dai libri di Carlo Levi. L'immaginavo come un luogo austero e desolato, con le sue colline pietrose e rocce puntute, condannata alla povertà. Visitando la Sicilia, ho sì trovato quelle colline, quella luce accecante che avevo scoperto nei libri, ma la loro bellezza e magnificenza è di gran lunga superiore a quella che avevo immaginato. E l'aria di povertà aveva lasciato il posto a un senso di crescita e di prosperità, con vigne lussureggianti, distese di alberi d'ulivo e infiniti campi di grano. Nei paesi che ho visitato, ho visto moderne abitazioni (le vecchie case erano state buttate giù dai terremoti tempo fa) e gente seduta nei caffè e nelle spiagge, niente affatto rozzi o bisognosi. Dunque mi sembra di vedere una Sicilia che si risveglia e che si muove con determinazione per raggiungere il resto dell'Italia in termini di turismo, commercio e tecnologia. L'ammetto: spero proprio che la Sicilia conservi per sempre i suoi costumi, la sua storia e la bellezza della sua terra.[1]

Incipit di alcune opereModifica

Chiara luce del giornoModifica

I cuculi cominciarono a lanciare i loro richiami ancor prima dell'alba.[2]

Fuoco sulla montagnaModifica

Nanda Kaul sostò sotto i pini per goderne il sibilo profumato e ascoltare le cicale che frinivano invisibili sotto il tappeto di aghi, quando vide il postino zigzagare lentamente su per il Mall. Non era uscita per vedere lui, non voleva che si fermasse a Carignano, non desiderava ricevere lettere. La vista dell'uomo, che avanzava inesorabile con la sacca rigonfia, fece rotolare un groppo d'irritazione nella fresca cavità della sua giornata ostruendola stupidamente: sacche e lettere, messaggi e domande, richieste, promesse e problemi, aveva chiuso con tutto ciò, venendo a Carignano. Voleva essere lasciata sola con i pini e le cicale. Sperò che l'uomo passasse oltre.

Il villaggio sul mareModifica

Quando Lila uscì sulla spiaggia era ancora così presto che non c'era nessuno in giro. La sabbia era stata ripulita dalla marea notturna e nessuno l'aveva ancora calpestata tranne gli uccelli che pescavano lungo la costa, gabbiani, chiurli e piripiri. Lila si diresse verso il mare reggendo nel palmo della mano un piccolo canestro colmo di fiori che aveva raccolto nel giardino intorno a casa, boccioli di allamanda, lucidi e gialli come il burro.

Notte e nebbia a BombayModifica

Fuggita dalla scena insanguinata, fuggita dalla calca di individui identici – su una gamba sola, a stuzzicarsi il naso, con occhi vigili – precipitata per la via a una velocità per lei non comune, una velocità che nessuno avrebbe immaginato possibile su quegli alti tacchi rossi, malfermi e barcollanti come ubriachi sotto il peso delle gambe massicce segnate di vene viola, Lotte rallentò quando fu vicina alla porta. Il suo corpo parve addensarsi e coagularsi, i gesti si quietarono finché non divenne quasi immobile. Aprì con movimenti maldestri, inefficaci come se ne avesse scordato la logica, le dita torpide, per così dire ammutolite. Entrò nella stanza e si chiuse pesantemente l'uscio alle spalle, prestando grande attenzione a serrature, chiavistelli e catenacci, con il terrore che la folla potesse seguirla, che già si stesse avvicinando alla sua stanza, pronta a entrare a spallate.

NoteModifica

  1. Da La visita di Anita Desai 'La Sicilia si risveglia' , la Repubblica.it, 9 agosto 2006.
  2. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937

BibliografiaModifica

  • Anita Desai, Fuoco sulla montagna, traduzione di Anna Nadotti, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 8806176463
  • Anita Desai, Il villaggio sul mare, traduzione e cura di Anna Nadotti, Einaudi, Torino, 2002. ISBN 8806163418
  • Anita Desai, Notte e nebbia a Bombay, traduzione di Cinzia Pieruccini, Einaudi, Torino, 1999. ISBN 8806149318

Altri progettiModifica

OpereModifica