Angelo Oliviero Olivetti

politico, politologo e giornalista italiano

Angelo Oliviero Olivetti (1874 – 1931), politico, politologo, giornalista e avvocato italiano.

Azione diretta e mediazione

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  • La Riforma è il tentativo di ritornare il cattolicesimo al Cristianesimo, di ripristinare una religione diretta. Indi essa si vanta di ricondurre le anime al vero cristianesimo, al cristianesimo primitivo, come il sindacalismo oggi pretende, e a buon diritto, di ricondurre le classi operaie al vero socialismo, al socialismo primitivo del manifesto comunista e di Marx. (p. 20)
  • Il riformismo adottò come metodo il parlamentarismo che è lo stesso metodo della mediazione borghese. Considerò a sua volta lo Stato come un Dio lontano da placare e da propiziare. Si tratta solo di mutare gli intercessori cattivi in buoni ed il responso del Dio sarà favorevole alle classi lavoratrici. Il Dio largirà le leggi sociali, elaborate dai deputati, i santi laici, gli anelli delle catene neoplatoniche, i rappresentanti dell'intellettualismo alessandrino. (p. 23)
  • Il riformismo, partendo dall'errore teorico dell'impersonalità dello Stato, stroncò i nervi alla azione diretta rivoluzionaria del proletariato, lo adagiò nel sistema presente, compiendo un'opera squisita di conservazione borghese e capitalistica. (p. 24)
  • Il riformismo si studiò di ridurre il proletariato in un gregge elettorale, di disamorarlo dallo studio diretto dei grandi problemi, di renderlo dipendente dalla gerarchia ufficiale della chiesa socialista, con la sua direzione del partito, i suoi apostoli viaggianti, i suoi frati questuanti, i suoi inquisitori, scaccini, bidelli, turibolanti, portaceri e necrofori. Ed il proletariato si adattò a scambiare l'esercizio assiduo della volontà nell'attesa pavida e mistica di un auxilium ex alto a commettere ai propri pretesi rappresentanti la tutela dei propri interessi, ad adagiarsi nella poltroneria del non pensiero, delegando tutta la catena dei mediatori a pensare ed agire in sua vece. (p. 24)
  • La mediazione ha disteso a mezzo del riformismo i suoi viscidi tentacoli sul proletariato, mirando ad irretirlo in un sistema, burocratizzarlo, disciplinarlo dall'alto, smorzargli l'impeto di furore di vita, di volontà, di potenza, di assalto furioso al potere capitalistico. E ciò con un'opera sottile, accanita, piccola, ringhiosa, inspirata ad una casuistica miserabilmente abile. (p. 25)

Bolscevismo, comunismo e sindacalismo

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Il cammino del bolscevismo nel mondo può essere paragonato a quello della febbre spagnuola, per la rapidità e la facilità con le quali si apprende ai vari paesi: come quella, può essere un semplice raffreddore o mutarsi in una polmonite purolenta. Tutto dipende dalla varia resistenza organica del paziente. E più che altro dalla famiglia varia degli altri microbi cui si associa.

Citazioni

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  • La politica è veramente il regno del luogo comune. Quattro o cinque teste che pensano, una dozzina di giornali ubbidienti a più o meno confessabili interessi, sono quelli che formano la così detta opinione pubblica. Gli altri, sono i montoni di Panurgo[1]. (cap. I, p. 13)
  • [...] il successo soltanto determina la logica della storia. I movimenti che falliscono sembrano assurdi e logici quelli che riescono. A guardare più da vicino, spesso è l'assurdo che trionfa. Napoleone e Garibaldi appartengono a questa categoria. (cap. I, p. 16)
  • Il cristianesimo ci appare come un vero e proprio bolscevismo. Ancora esso fu un movimento di disperazione e di esaltazione degli infimi strati della popolazione, ancor esso era un socialismo asiatico, ancora esso era la feroce negazione di tutti gli istituti della società esistente, che pure valeva più della nostra. Il cristianesimo primitivo è pervaso da bagliori di comunismo, di furore antintellettualistico, da smanie anti-patriottiche. (cap. I, p. 16)

Bibliografia

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  1. Personaggio del romanzo Gargantua et Pantagruel di François Rabelais, con significato di furfante, imbroglione.

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