Allacciate le cinture

film del 2014 diretto da Ferzan Ozpetek

Allacciate le cinture

Immagine Torre_Guaceto_acqua_cristallina.jpg.
Titolo originale

Allacciate le cinture

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2014
Genere drammatico
Regia Ferzan Özpetek
Soggetto Ferzan Özpetek
Sceneggiatura Gianni Romoli, Ferzan Özpetek
Produttore Gianni Romoli, Tilde Corsi
Interpreti e personaggi

Allacciate le cinture, film del 2014 con Kasia Smutniak, Francesco Arca e Filippo Scicchitano, regia di Ferzan Özpetek.

FrasiModifica

  • Scimmia! Sei una scimmia bella! (Giorgio)
  • Aah! No però la luce dall'alto no, tesoro. Quella dall'alto ucciderebbe chiunque. Spegnila subito. [Elena spegne la luce del lampadario.] (Viviana)
  • Non voglio più mettere radici, sai? Essere proprio leggera, come una piuma. A una certa età devi farti una domanda fondamentale: quanto ti resta da vivere? Siamo nel 2000 ormai, non posso mica più aspettare che mi succeda qualcosa. Quello che voglio devo prendermelo subito. Devo rimettermi in circolo, devo aggredire la vita. Devo sperimentare. (Viviana)
  • Siete tutti contro! Più m'istigate contro di lui, più m'attacco. (Silvia)
  • Potete anche abbracciarmi, non mi rompo. (Anna)
  • Certe volte vorrei essere figlia di due separati. (figlia di Elena)
  • [Fabio vomita] Che fai? Ora mi rubi anche gli effetti collaterali? (Elena)
  • Adesso che esci, fa tutto quello che non hai mai avuto il coraggio fino ad ora. Fai come farò io quando esco. Mi piace uno? Me lo scopo. Voglio mandare qualcuno a fanculo? Ce lo mando. Prendila come un'occasione. (Egle)
  • Non so più che fare, Fabio. non so quando mangiare, quando dormire. È come se dovessi imparare tutto di nuovo. Non ho il senso dell'orientamento. Mi sento perso pure dentro casa. (Antonio)

DialoghiModifica

  • Fabio: Silvia non è tornata a casa stanotte, c'ha anche il cellulare staccato. Che faccio? Chiamo la polizia?
    Elena: Sì, anche i pompieri. Intanto sbrigati che quella è sparita, tu sei in ritardo e io mi sto facendo un culo da sola. Ti prego non essere ossessivo, eh.
  • Elena: Zia Carmela! Quando sei arrivata?
    Viviana: Viviana! Adesso mi chiamo Viviana.
  • Fabio: Sai cosa abbiamo adesso?
    Elena: Un sogno?
    Fabio: No, molto di più: un progetto!
  • Giorgio: Mamma mia, Silvia. Se nella vita non ti prendi qualche rischio, non riuscirai a realizzare mai niente.
    Silvia: Ah, che rischi ti sei preso tu?
  • Anna: Guarirai, comunque. Ne sono sicura, stai tranquilla. Non posso perdere anche te. È matematicamente impossibile.
    Viviana: Non poteva succedere a me? Io sono inutile. Non servo a niente, non… non ho nessuno.
    Anna: Te neanche il gatto ti vuole.
  • Maricla: Oh, ma quello da me non torna più. Ma fatta ascì pazz me venuta la dermatite seborroica.
    Elena: A me il cancro, pensa.
    Maricla: Ah.
    Elena: Eh.
  • Antonio: Mi hai mai stimato?
    Elena: Io ti amo Antonio, dal primo momento. Io ti amo per quello che sei. Non ho mai voluto che cambiassi. Tutti hanno sempre pensato che io fossi troppo per te, cazzate. Solo io so come sei. Solo io so quanto, nonostante tutto, possa amarti.
  • Antonio: Aprilo.
    Elena: Ma ti sei bevuto il cervello? Ci siamo visti un paio di volte! Che fai, mi regali un anello? Non so nemmeno se ci rivedremo ancora.
    Antonio: È per questo. Così anche se non ci rivedremo più, saprai che sei la donna della mia vita.
  • Elena: È successo solo tre volte.
    Fabio: Tre volte?!?
    Elena: Vabbè, quattro.

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