Alceste de Ambris

sindacalista, giornalista e politico italiano
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Alceste De Ambris (1874 – 1934), sindacalista, politico e giornalista italiano.

Alceste De Ambris

Citazioni di Alceste De AmbrisModifica

  • Il capolavoro mussoliniano in questa materia è stato però l'usurpazione dei cadaveri e la profanazione dei sepolcri. Non c'è chi possa dimenticare lo sfruttamento macabro di Corridoni, consumato dal fascismo.

Amendola, fatti e documentiModifica

  • Il nostro colloquio durò più d'un ore e fu anche assai interessante; ma io non lo riassumerò. Riassumerò invece l'impressione che riportai di Amendola nella definizione breve che ho posto in testa a queste righe: L'ultimo dei liberali.
    Dei liberali – intendo – del periodo eroico, quando ciò voleva dire combattere un'aspra lotta con la prospettiva continua dell'esilio, della galera, della forca: non già dei profittatori ignobili del liberalismo.
    Si sprigionava dalle sue parole, dalle inflessioni della sua voce, da tutto il suo essere, una convinzione così assoluta nel principio classico della libertà costituzionale come norma di governo, che rendeva superflua ogni discussione. Amendola era veramente l'uomo della legge, intesa in un senso quasi mistico.

Incipit di L'Argentina e l'emigrazione italianaModifica

In Italia si ama vivere di frasi fatte. Da quando ad alcuni onestissimi apologisti, che attingono i loro entusiasmi dalle casse della Legazione argentina in Roma, è venuto in mente di qualificare la repubblica dei Figueroa Alcorta[1] e dei Saenz Peña[2] come la nazione sorella dell'Italia, noi sentiamo ripetere ad ogni occasione questa corbelleria insensata come se fosse un assioma.
È necessario quindi ristabilire la verità in confronto della menzogna convenzionale, e dimostrare ai lavoratori che emigrano – per attirare i quali si spacciano tante frottole su per i patriottici giornali italiani – quel che c'è di osceno e di turpe in questa palancaia esaltazione di un paese ove il banditismo governativo impera, ove gli inevitabili dolori della emigrazione sono moltiplicati dalla perfidia e dalla ferocia degli uomini, da un sistema obbrobrioso di ladrocinio e dalla assoluta mancanza di ogni garanzia per gli umili.

NoteModifica

  1. José Figueroa Alcorta (1860-1931), presidente dell'Argentina dal 1906 al 1910.
  2. Luis Sáenz Peña (1822-1907), presidente dell'Argentina dal 1892 al 1895.

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