Acrocorinto

acropoli dell'antica Corinto

Citazioni sull'Acrocorinto.

  • Tutte le epoche della storia e della guerra, lasciarono qui le loro orme, come in una selva millenaria si accumulano i detriti di tutte le generazioni arboree.
    Tra frantumi di marmi e cespi di rovi e di asfodeli, e costeggiando l'estrema cerchia delle mura che corona i fianchi precipiti dell'Acro, si giunge alla vetta, presso l'ultima torre, e di là lo spettacolo che si stende allo sguardo, è ricompensa ben superiore alla fatica. Il vento che batte da ogni parte L'Acro, impedisce di ammirare con agio ed a lungo; ma anche afferrata così, tra i colpi del vento e la sferza del sole, la vista è meravigliosa. Siamo sulla spina dorsale dell'Istmo: ai due lati, giù in fondo, come due specchi azzurri, si scorgono i due mari, il Jonio e l'Egeo, con le isole. Alle mie spalle, ondulando deliziosamente verso il seno saronico, fuggono le montagne dell'Argolide, e dietro ad esse si ergono le catene di Arcadia; alta su tutte Cillene, coperta di nevi. Di fronte a me, oltre la breve penisola di Paracora, che si spinge come una prora nel mare, dileguano nell'azzurro le montagne della Focide, della Beozia, della Megaride, su cui regna la vetta candida del Parnasso, solenne e misteriosa. Sono in mezzo alle vette sacre del mondo antico, e quasi per porre il colmo ai miei sogni, dalla roccia dell'Acro, ecco sgorgare la fontana di Pirene, ove Bellerofonte imbrigliò Pegaso, il cavallo alato, nato dal sangue di Medusa. Il ricordo dell'eroe vincitore della Chimera, mi giunge traverso la tredicesima olimpica di Pindaro:
    "E a Bellerofonte, che ardeva di domare Pegaso, apparve in sogno Atena, e gli donò un freno con redini d'oro... Si levò allora Bellerofonte, e col freno meraviglioso, imbrigliò il cavallo alato, e si slanciò alla battaglia dall'alto del cielo...
    Che possiamo desiderare di più, in cima all'Acro? Ogni altro ricordo di uomini e di cose diviene miserabile, di fronte alla triplice immagine piena di tutti i simboli, di Bellerofonte, di Pegaso e della Chimera. (pp. 97-98) (Domenico Tumiati)

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